Affitti brevi, parte la stretta europea: più controlli e nuove regole per gli host

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Erika Fameli
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Per gli affitti brevi i nuovi vincoli europei sono già in vigore, ma cosa cambia davvero? Il 20 maggio il nuovo regolamento comunitario sulle locazioni brevi è entrato in vigore, ma per l’applicazione di alcune direttive bisognerà attendere ancora un pò. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Affitti brevi: i nuovi vincoli europei sono già in vigore
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La materia degli affitti brevi è una delle più discusse e dibattute dell’ultimo periodo, e gli aggiornamenti a riguardo sono sempre da monitorare e tenere sotto controllo. Uno decisamente importante da conoscere riguarda il nuovo regolamento comunitario, entrato in vigore il 20 maggio 2026 e che prevede nuovi adempimenti per le locazioni brevi.

Il regolamento n.1028/2024 è un testo che vuole rafforzare la comunicazione di dati e informazioni relativi agli affitti brevi e che anticipa le riforme che arriveranno nei prossimi mesi, dal Piano casa europeo ad un regolamento vero e proprio specifico per le locazioni di breve durata. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Affitti brevi: i nuovi vincoli europei

Affitti brevi: i nuovi vincoli europei sono già in vigore
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Il 20 maggio 2026 è entrato ufficialmente in vigore il regolamento n.1028/2024, una norma Europea che punta a rafforzare la trasparenza e intende disciplinare in modo più efficiente ed efficace la materia degli affitti brevi su tutto il territorio comunitario. Come anticipato, si tratta di un testo che fa anche da apripista per le riforme che si attendono nel prossimo futuro, prima fra tutte il Piano casa europeo.

Rispetto alle novità introdotte dal regolamento, alcune di esse in Italia risultano già attive, in quanto le nostre norme le hanno in un certo senso anticipate. Per fare un esempio, da noi il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per gli immobili dati in locazione breve è già in vigore dal 1° gennaio 2025. Grazie al regolamento europeo, però, sarà possibile monitorare in maniera più completa il fenomeno, e farlo anche oltre i confini nazionali.

Si ricorda, a tal proposito, che il CIN è un codice introdotto in Italia dal Ministero del Turismo per identificare le strutture ricettive e gli immobili destinati alle locazioni turistiche o agli affitti brevi, che presenta numerosi vantaggi per i consumatori:

  • garantisce la tracciabilità degli alloggi,
  • assicura il rispetto degli standard di sicurezza,
  • contrasta l’abusivismo nel settore immobiliare.

I gestori e proprietari di affitti brevi hanno l’obbligo di esporre il CIN all’interno della struttura e su tutti gli annunci online (Airbnb, Booking, ecc.), pena multe salatissime, che vanno dai 500 agli 8.000 euro.

Le novità in arrivo

Affitti brevi: i nuovi vincoli europei sono già in vigore
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Passando invece alle novità che non sono ancora operative in Italia, il regolamento introduce nuovi elementi da tenere in considerazione. In particolare, con l’art. 9 la nuova norma europea sancisce l’obbligo per le piattaforme online di locazione a breve termine di trasmettere i dati relativi alle attività e i numeri di registrazione.

Questa comunicazione riguarderà i dati relativi alle attività per ciascuna unità, ma anche il numero di registrazione corrispondente fornito dal locatore, all’indirizzo specifico dell’unità e all’url dell’annuncio. Attualmente non ci sono specifiche tecniche cui attenersi per attivare questo nuovo adempimento, e il governo è al lavoro per fornirle quanto prima.

Dopo gli ultimi aggiornamenti, che prevedono norme più stringenti per i gestori e proprietari di affitti brevi (dal ridimensionamento del numero minimo di affitti per far scattare l’obbligo di partita IVA alle esclusioni che ne conseguono), la materia riscuote un’attenzione altissima. Queste novità europee, quindi, non fanno che andare a rafforzare un processo già in atto, che ha come scopo la tutela dei consumatori e la regolamentazione di un settore nato da un tempo relativamente breve.

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