Addio al vecchio bonus: nel 2026 si potrà eliminare le barriere architettoniche solo così

Autore:
Erika Fameli
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Come eliminare le barriere architettoniche nel 2026 grazie ai bonus superstiti della Legge di Bilancio? Come è noto, la Legge di Bilancio ha lasciato dietro di sé una scia di scadenze considerevole, in materia di bonus fiscali, tra cui rientra anche il bonus barriere architettoniche: ecco come sostituirlo.

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Barriere architettoniche: come eliminarle con i bonus 2026
Ph credits Annette da Pixabay

Il bonus barriere architettoniche non è sopravvissuto alla falce della Legge di Bilancio 2026. Questo vuol dire che chi intendesse eliminare gli ostacoli fisici all’accesso libero agli immobili sia privati che condominiali, non può più contare sull’agevolazione specifica e, soprattutto, sull’aliquota al 75% che essa garantiva fino al 31 dicembre 2025.

Fortunatamente però, i lavori del bonus barriere architettoniche possono rientrare anche nel bonus ristrutturazione, che invece è ancora in piena salute e mantiene, anche nel 2026, le sue caratteristiche:

  • limite massimo di spesa agevolabile a 96.000 euro;
  • detrazione fiscale al 50% per la prima casa;
  • detrazione fiscale al 36% per la seconda casa;
  • recupero della detrazione in 10 anni, con rate di pari importo.

Barriere architettoniche

Barriere architettoniche: come eliminarle con i bonus 2026

Fino al 31 dicembre 2025 era possibile beneficiare dell’aliquota al 75% del bonus barriere architettoniche per l’eliminazione degli ostacoli fisici che impedivano l’accessibilità a immobili privati e stabili condominiali. Dal 1 gennaio 2026 però, questo non è più possibile a causa dei tagli e degli stop della Legge di Bilancio. Gli stessi lavori possono però rientrare nel bonus ristrutturazione, a cui possono accedere tutti i cittadini che effettuano interventi di ristrutturazione sul proprio immobile, a patto che questi rispettino i limiti e i requisiti tecnici previsti dal Decreto ministeriale n.236/1989.

In particolare, possono accedervi: i titolari del diritto di proprietà degli immobili, i titolari del diritto di uso, abitazione o superficie, i titolari di diritti reali di godimento, gli inquilini e i comodatari, i soci delle cooperative, i familiari conviventi con il possessore dell’immobile nel momento in cui i lavori hanno inizio, ed i condòmini, almeno per gli interventi sulle parti comuni degli edifici.

Molto importante, per ottenere il bonus, è conservare la documentazione tecnica e abilitativa (CILA, SCIA, permesso di costruire, asseverazione tecnica, dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ecc.) e quella fiscale e di pagamento (fatture e ricevute, bonifici parlanti, ecc.).

Quali lavori si possono fare

Barriere architettoniche: come eliminarle con i bonus 2026
Photo by annawaldl – Pixabay

Quali sono però, i lavori che rientrano nel raggio d’azione del bonus, facendo riferimento nello specifico a quelli che hanno come obiettivo la rimozione delle barriere architettoniche sia interne che esterne? Questi si possono dividere in 4 categorie: collegamenti verticali, interventi su infissi e serramenti, adeguamento dei locali e spazi esterni e comuni.

Tra i collegamenti verticali rientrano ascensori, montacarichi, montascale e piattaforme elevatrici e la costruzione di rampe a norma con una pendenza inferiore all’8%.

Tra i lavori su infissi e serramenti si menzionano gli interventi di allargamento dei vani porta e l’installazione di maniglie ad altezza agevolata, e di finestre e portefinestre dotate di meccanismi di apertura che ne permettano l’uso a persone con capacità motorie ridotte.

Per quanto riguarda l’adeguamento dei locali, si fa riferimento al rifacimento dei bagni (installazione di sanitari specifici per disabili, docce a filo pavimento e corrimano di sicurezza) e ai lavori di automazione e domotica (installazione di strumenti tecnologici per il controllo remoto della luce, delle tapparelle e dei citofoni).

Infine, tra i lavori sugli spazi esterni e comuni rientrano la realizzazione di percorsi esterni con materiali antisdrucciolo e privi di ostacoli e gli interventi necessari per rendere posti auto e box auto pertinenziali accessibili.

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