Abbassare l’ISEE grazie al mutuo sulla casa: ecco come fare
Abbassare l’ISEE grazie al mutuo sulla casa è possibile e consente di accedere ad agevolazioni, bonus e incentivi. Per farlo però, si deve seguire una procedura ben precisa e rientrare in determinati parametri. Ecco tutto quello che serve sapere per riuscire a ridurre il proprio ISEE grazie al mutuo ipotecario.
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L’ISEE è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ossia lo strumento in base al quale si definisce la situazione economica di un nucleo familiare, sia dal punto di vista reddituale che patrimoniale. A contribuire al calcolo dell’ISEE sono numerose voci, tra cui anche il mutuo casa, che a differenza di altre, fa abbassare l’importo. Questo è un aspetto da non sottovalutare affatto, in quanto l’ISEE è quasi sempre inserito tra i parametri necessari per accedere ai bonus e alle agevolazioni.
Queste, infatti, sono maggiori per chi ha un ISEE basso, a prescindere che si tratti di tasse universitarie o dell’assegno unico, delle mense scolastiche o dei trasporti pubblici. In particolare, il mutuo casa può essere la soluzione ideale per riuscire a rientrare nei requisiti necessari per beneficiare dei bonus edilizi, e ottenere così la detrazione fiscale che consente di recuperare parte della spesa sostenuta per riqualificare il proprio immobile. Ecco tutto quello che serve conoscere per riuscire ad abbassare l’ISEE grazie al mutuo casa.
Abbassare l’ISEE grazie al mutuo casa

Per calcolare l’ISEE si sommano i redditi e il patrimonio di ciascun componente del nucleo familiare. Anche la casa, quindi, contribuisce ad alzare il valore dell’ISEE. Il mutuo ipotecario richiesto per pagarla però, lo abbassa. In particolare, il mutuo riduce il valore IMU della casa dell’importo del debito residuo da pagare al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della dichiarazione.
Affinchè questo calcolo venga applicato però, il mutuo deve essere stato stipulato unicamente per la costruzione o l’acquisto di un immobile. Il mutuo per la ristrutturazione, di conseguenza, non contribuisce ad abbassare l’ISEE. Inoltre, sussistono altre specifiche da conoscere:
- nei mutui cointestati il valore residuo si deve dividere per il numero di contraenti secondo la quota di possesso dell’immobile,
- sul mutuo per la prima casa si applica una franchigia di 52.500 euro (per il 2025), a cui si devono aggiungere 2.500 euro per ogni figlio convivente a partire dal 3° figlio.
Ciò detto, vediamo insieme come inserire il mutuo nel calcolo dell’ISEE e ottenere, se se ne ha diritto, una riduzione.
La procedura da seguire

Per inserire il mutuo nel calcolo dell’ISEE si devono presentare diversi documenti nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). In particolare, c’è bisogno della certificazione bancaria del mutuo residuo al 31 dicembre dell’anno precedente alla dichiarazione, la visura catastale aggiornata, l’atto notarile attestante l’acquisto o la costruzione dell’immobile per cui si è richiesto il mutuo, e il contratto di mutuo stipulato in banca, dove si possono trovare sia la finalità del finanziamento che l’importo iniziale.
Per effettuare la comunicazione basta accedere al sito INPS con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Il mutuo residuo si deve indicare nel Quadro FC3 della DSU, ossia quello inerente il patrimonio immobiliare. Qui si devono riportare il valore IMU dell’immobile che si possiede (in base alla quota di proprietà), l’importo del mutuo residuo al 31 dicembre e il tipo di abitazione (se prima o seconda casa). Basta questo, e il gioco è fatto: i bonus edilizi e le agevolazioni sono a portata di mano!