Riscaldamento in condominio, c’è un dato che puoi controllare ogni mese per spendere meno
Con i ripartitori leggibili a distanza, i dati sui consumi del riscaldamento centralizzato arrivano almeno una volta al mese. Cosa contengono e come usarli per risparmiare.
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Per anni chi abita in un condominio con impianto centralizzato ha scoperto quanto aveva consumato solo a fine stagione, con il conguaglio.
La telelettura, obbligatoria per tutti i dispositivi entro il 1° gennaio 2027, cambia questo schema: quando contatori e ripartitori sono leggibili a distanza, le informazioni sui consumi vanno messe a disposizione degli utenti almeno una volta al mese. È una regola già in vigore dal 2022 per gli impianti aggiornati, destinata ad allargarsi a molte più famiglie. Saperla sfruttare può fare la differenza sul conto finale.
Report mensile del riscaldamento: cosa deve contenere

L’obbligo arriva dall’allegato 9 del D.Lgs. 102/2014, che fissa i requisiti minimi delle informazioni su consumi e fatturazione. Il dato mensile si basa sul consumo effettivo o sulle letture dei ripartitori e può essere reso disponibile anche online, per esempio tramite il portale della ditta di contabilizzazione. Fuori dalla stagione termica, per il riscaldamento, l’obbligo può non applicarsi.
Insieme alla ripartizione delle spese, chi si occupa della fatturazione, di solito l’amministratore, deve fornire informazioni chiare su alcuni punti: il consumo effettivo e i prezzi applicati, oppure il costo totale del calore con le letture dei ripartitori; il combustibile utilizzato; il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, in forma di grafico e corretto per le variazioni climatiche; i recapiti delle associazioni dei consumatori e dell’ENEA per informarsi sulle misure di efficienza energetica.
Queste informazioni vanno comunicate gratuitamente. Fa eccezione il servizio di ripartizione dei costi, che può essere addebitato purché in misura ragionevole. Chi preferisce può anche chiedere di ricevere le informazioni sulla fatturazione in formato elettronico.
Come leggere i numeri dei ripartitori
Il valore mostrato da un ripartitore non è espresso in kilowattora né in euro: è un’unità di conteggio relativa, che viene poi convertita tenendo conto delle caratteristiche di ciascun radiatore.
Per questo confrontare il proprio numero con quello del vicino serve a poco. Molto più utile è guardare l’andamento nel tempo: stanza per stanza, mese per mese e rispetto all’anno precedente. Va ricordato, inoltre, che la spesa finale non dipende solo dai prelievi del singolo. Una parte dei costi copre le dispersioni della rete e la gestione dell’impianto e si paga a prescindere dai consumi: il report aiuta a lavorare sulla quota che dipende davvero dalle proprie scelte.
Come usare i dati per spendere meno

Il primo segnale da cercare è un’anomalia: un radiatore che conta molto in una stanza poco usata, oppure un mese fuori scala rispetto all’anno prima a parità di clima. Spesso la causa è banale, come una valvola termostatica lasciata al massimo o una finestra aperta a lungo con il termosifone acceso. Se invece il conteggio sale mentre il radiatore è spento, conviene segnalarlo subito all’amministratore.
Un termosifone che scalda solo in parte rende meno e spinge ad alzare le valvole: tra i controlli più semplici c’è lo sfiato dell’aria, che richiede pochi minuti.
Utile anche non coprire radiatori e ripartitori con mobili, tende o panni stesi, per non ostacolare la diffusione del calore. Per capire quali dispositivi devono essere aggiornati e con quali tempi c’è il nostro approfondimento su come cambia la lettura dei consumi del riscaldamento condominiale.