Cappotto del condominio, non tutti gli isolanti potrebbero andare bene sopra questa altezza
Materiali incombustibili oltre i 12 metri, stop ai pannelli compositi e barriere nelle facciate ventilate. Ma il testo non è ancora in vigore.
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Rifare la facciata di un condominio potrebbe presto diventare anche una questione di sicurezza antincendio. Sì, perché un gruppo di lavoro istituito dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha messo a punto una proposta di nuova regola tecnica per le facciate degli edifici civili, che rivede i requisiti di isolanti, rivestimenti, balconi, facciate ventilate e impianti fotovoltaici installati sull’involucro.
Il documento, circolato a metà settembre, è però ancora una bozza all’esame del Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. Fino all’approvazione definitiva il riferimento resta la regola tecnica V.13 sulle chiusure d’ambito, introdotta con il decreto del Ministero dell’Interno del 30 marzo 2022.
Edifici classificati per altezza: le soglie dei 12 e 18 metri

La proposta introduce una nuova classificazione degli edifici. In base all’altezza antincendio si distinguono tre classi: HA fino a 12 metri, HB tra 12 e 18 metri, HC oltre i 18 metri. Contano poi la destinazione d’uso (i condomini residenziali rientrano nella classe EA), il numero di occupanti e la posizione rispetto ai confini di proprietà, utile a valutare il rischio che parti incendiate cadano su strade e marciapiedi.
Cosa cambia
La bozza colloca le facciate riqualificate con un sistema a cappotto tra le cosiddette facciate semplici combustibili, quando l’isolante non è protetto. Negli edifici residenziali oltre i 12 metri isolanti e materiali di riempimento dovrebbero avere una classe di reazione al fuoco A1 o A2-s1,d0, cioè essere incombustibili o dare un contributo all’incendio molto limitato.
Sopra i 18 metri il requisito si estenderebbe a tutti gli strati della parete esterna, con alcune eccezioni come serramenti, sigillanti, membrane e impianti elettrici, oltre a deroghe per determinate murature tradizionali. In pratica, negli edifici più alti sarebbero favoriti gli isolanti di origine minerale, come la lana di roccia, rispetto a quelli di derivazione polimerica, come polistirene e poliuretano, che di norma non raggiungono queste classi.
Balconi, facciate ventilate e pannelli compositi

Per i balconi dei palazzi residenziali oltre i 18 metri le strade previste sono due: realizzarli con materiali incombustibili oppure proteggerli dall’alto con un soffitto continuo, ad esempio l’intradosso del balcone superiore, con resistenza al fuoco almeno REI 30.
Nelle facciate ventilate l’attenzione è rivolta all’effetto camino, perché l’intercapedine d’aria può spingere le fiamme verso l’alto in modo rapido e poco visibile. Andrebbero quindi installate barriere capaci di interrompere le cavità, in genere a ogni piano. La bozza vieta inoltre, negli edifici civili interessati, i pannelli metallici compositi con anima combustibile nello strato di rivestimento esterno.
Fotovoltaico in facciata e valutazione del rischio
Anche gli impianti fotovoltaici entrano nel perimetro della norma. Quando pannelli o altri impianti energetici si trovano sulla facciata o nelle immediate vicinanze, la porzione interessata dovrebbe essere delimitata da fasce di protezione incombustibili, salvo i sistemi integrati che abbiano superato apposite prove antincendio in larga scala.
Per gli edifici soggetti ai controlli, il professionista antincendio dovrebbe includere la facciata nella valutazione del rischio e aggiornarla in caso di interventi rilevanti: posa o modifica del cappotto, sostituzione del rivestimento, passaggio a una facciata ventilata, installazione estesa di schermature o pannelli solari.
Chi sta valutando un intervento di efficientamento farebbe bene fin da ora a chiedere al progettista quale sia la classe di reazione al fuoco dei prodotti proposti, anche se il nuovo testo non è ancora vincolante: una panoramica sui diversi materiali isolanti per il cappotto termico aiuta a orientarsi tra soluzioni sintetiche, minerali e vegetali. Resta da capire quando la bozza diventerà un decreto e come verrà coordinata con le regole oggi in vigore.