Qual è la città più sostenibile d’Italia? La classifica 2026 sorprende

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
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Il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia con Il Sole 24 Ore premia i centri medi e piccoli del Nord. Le metropoli restano indietro, mentre crescono auto in circolazione e consumo di suolo.

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Mantova
Photo by alex1965 – Pixabay

Mantova è la città più sostenibile d’Italia. Lo fotografa la 33ª edizione di Ecosistema Urbano, l’indagine di Legambiente e Ambiente Italia (realizzata in collaborazione con Il Sole 24 Ore). Un’indagine che ogni anno confronta i 106 capoluoghi di provincia su aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Nel complesso la media della performance ambientale sale al 55,72% (contro il 53,84% dell’anno scorso) tornando così sui livelli del 2024. Un passo avanti che però non basta a colmare le distanze tra territori: a reagire meglio sono i centri medi e piccoli, mentre le grandi città faticano a tenere il passo.

Città più green d’Italia: la classifica 2026

Vista Mantova
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Mantova conquista il primo posto con l’81,29%, scambiandosi la posizione con Trento (76,53%), che lo scorso anno era in testa. Completa il podio Bolzano con il 75,47%: sono le uniche tre città sopra la soglia del 75%. Seguono Cremona (74,77%), che fa un balzo notevole dalla dodicesima posizione, Reggio Emilia (72,40%), Bergamo (71,45%), Parma (71,03%) e Pordenone (70,79%), prima anche per impianti da fonti rinnovabili sugli edifici pubblici. Al nono posto c’è Cosenza, prima città del Sud, risalita di sette posizioni. Tra le grandi città la migliore è Bologna, dodicesima con il 69,71% ma in calo rispetto al nono posto del 2025. Roma si ferma al 67° posto con il 50,91%.

Chi chiude la classifica

In fondo alla graduatoria si concentrano soprattutto i capoluoghi del Mezzogiorno. Napoli è ultima, al 106° posto con il 30,80%, penalizzata tra l’altro da pochi alberi in città, raccolta differenziata insufficiente e valori elevati di biossido di azoto.

Poco sopra si trovano Palermo e Reggio Calabria (entrambe al 36,74%), Catania (37,45%), Caserta (38,57%) e Crotone (39,09%). Unica grande città del Sud in miglioramento è Bari, al 71° posto.

I numeri che migliorano e quelli che preoccupano

Strada città
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Tra i segnali positivi c’è la dispersione idrica, che scende dal 36,1% al 34,7%: resta però più di un terzo dell’acqua immessa in rete che si perde prima di arrivare ai rubinetti. La raccolta differenziata media sale al 66,15%, circa un punto in più rispetto all’edizione precedente, e il trasporto pubblico cresce fino a 103 viaggi annui per abitante. Debutta inoltre un nuovo indicatore sulla qualità della depurazione delle acque reflue.

Restano invece critici tre fronti. Le auto in circolazione arrivano a 70 ogni 100 abitanti, da poco più di 68. Il consumo di suolo nei capoluoghi è cresciuto di 4.726 ettari tra il 2019 e il 2024, una superficie paragonabile a quella di Bologna, mentre la popolazione calava di circa 322.000 residenti. E lo smog, in particolare i picchi di ozono, continua a pesare sulla qualità dell’aria. Il messaggio del rapporto è che dove le amministrazioni investono con continuità, su verde, mobilità e servizi, i risultati arrivano. Una lezione che vale anche alla scala della singola abitazione, a partire da come rendere la casa più sostenibile fino alla scelta delle piante da appartamento.

Città più green d’Italia 2026: foto e immagini