Prezzi, stipendi e mutui: perché la prima casa a 30 anni è diventata un’impresa

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Com’è oggi comprare la prima casa a 30 anni rispetto al 1996? I dati dell’Istat e della Banca d’Italia mostrano un’età media più alta per l’acquisto della prima casa, parlano di prezzi in crescita e di modifiche nella ricerca sia dal punto di vista economico che sociale. Ecco una panoramica.

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Comprare la prima casa a 30 anni: le differenze rispetto al 1996
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Comprare la prima casa a 30 anni, 30 anni fa, era decisamente diverso rispetto a farlo ora. Confrontare il mercato immobiliare e la società del 1996 con quelli del 2026 è particolarmente interessante per i giovani, e le differenze che emergono sono di natura differente, spaziando dagli aspetti economici a quelli sociali, dalle esigenze in termini di spazi a quelle relative all’efficienza energetica. Le cose, insomma, sono cambiate parecchio, e i dati incrociati dell’Istat e della Banca d’Italia permettono di guardare a queste differenze con un occhio critico. In particolare, i gap maggiori si trovano sui seguenti fronti:

  • età media per l’acquisto della prima casa;
  • prezzo delle case in Italia;
  • mutuo sulla prima casa;
  • tipologia di immobile.

Il mercato immobiliare dal 1996 al 2026

Comprare la prima casa a 30 anni: le differenze rispetto al 1996
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Partendo dall’età media in cui si acquista la prima casa, i dati della Banca d’Italia e Nomisma indicano una crescita progressiva. L’accesso alla proprietà, infatti, si sposta sempre più verso l’età adulta, e tra le cause principali di questo trend ci sono l’ingresso tardivo nel mondo del lavoro; la crescita dei contratti a termine con la rispettiva diminuzione degli indeterminati; una maggiore mobilità geografica e l’aumento del costo medio delle abitazioni in alcune aree urbane. L’evoluzione del prezzo, infatti, rappresenta uno degli aspetti più importanti nell’acquisto della prima casa a 30 anni. L’Indice dei Prezzi delle Abitazioni dell’Istat mostra che i valori immobiliari sono cresciuti enormemente tra la fine degli anni ‘90 e il 2008.

Dopo la crisi finanziaria, c’è stata una fase di calo, cui è seguita la stabilizzazione dei prezzi. Negli ultimi anni, però, in città universitarie come Milano e Bologna, i prezzi sono tornati a salire. Dal punto di vista dei mutui, negli anni ‘90 i tassi erano più alti, ma il rapporto tra prezzo dell’immobile e reddito medio era più equilibrato. Oggi, infatti, chi vuole comprare casa con un mutuo deve considerare, oltre alla rata in sé, anche la percentuale di anticipo richiesta (circa il 20%), il tasso fisso o variabile, la durata media del mutuo ed eventuali agevolazioni statali.

Comprare casa a 30

Comprare la prima casa a 30 anni: le differenze rispetto al 1996
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Infine, i 30enni di oggi vogliono una casa diversa da quella che desideravano i 30enni del 1996. Allora molte coppie cercavano casa vicino al lavoro, mentre oggi lo smart working ha fatto venir meno questa esigenza. Al contrario, cresce l’interesse per abitazioni fuori dai centri storici, spazi più grandi, case con terrazza o spazi esterni vivibili, e zone ben collegate ma meno costose. Dal punto di vista sociologico, nel 1996 la casa era considerata un investimento quasi obbligatorio per la realizzazione personale, mentre oggi molti giovani valutano alternative all’acquisto come l’affitto a lungo termine, il co-housing o gli investimenti finanziari alternativi.

Al netto di questi dati, si può affermare che comprare casa a 30 anni oggi è generalmente più complicato rispetto al 1996, soprattutto in alcune aree urbane. D’altro canto, gli strumenti finanziari risultano essere più strutturati, ed esistono oggi fondi di garanzia e una maggiore trasparenza informativa proprio grazie alla pubblicazione dei report Istat, Omi e della Banca d’Italia. Le differenze culturali, inoltre, stanno modificando l’approccio al mattone, che rimane ancora la principale forma di investimento, ma che non equivale più solamente alla prima casa per la famiglia, ma sta assumendo forme strategiche di varia natura (affitti brevi, stanze singole in abitazioni private, ecc.).

Perché la prima casa a 30 anni è diventata un’impresa: foto e immagini