Mutui a tasso fisso under 36: le banche non li concedono più

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Le banche non concedono più mutui a tasso fisso under 36: a causa dei tassi in crescita, delle offerte ridotte e del Fondo Consap a rischio, per i giovani che vogliono comprare casa la situazione si fa sempre più complicata. Ecco cosa sta succedendo e come fare per accedere al credito.

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Un uomo tiene in mano una casetta di legno
Author: TungArt7 | Pixabay

Accedere al mercato immobiliare per i giovani che hanno meno di 36 anni è già complicato di suo, ma se alle difficoltà legate al reddito, alla scarsità di immobili sul mercato e alla precarietà lavorativa si aggiunge anche il fatto che le banche hanno smesso di concedere mutui a tasso fisso, la situazione diventa davvero impossibile da gestire.

Negli ultimi mesi, infatti, molte banche hanno ridotto, o addirittura eliminato, le offerte della garanzia Consap. Le cause sono molteplici, e a pagarne le spese sono ancora una volta i giovani. Ecco come stanno le cose, e cosa si può ancora fare per comprare casa in Italia se si hanno meno di 36 anni.

Mutui a tasso fisso under 36

Mutui a tasso fisso under 36: le banche non li concedono più
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Ottenere un mutuo a tasso fisso under 36 per molti giovani è l’unico modo per comprare casa in Italia. Purtroppo però, da qualche mese a questa parte le offerte relative a questo tipo di finanziamento stanno lentamente scomparendo. Molte banche, infatti, hanno ridotto drasticamente (o addirittura tagliato del tutto) l’offerta di mutui legati alla garanzia Consap, che da anni aiuta i più giovani a comprare la loro prima casa. Le motivazioni sono diverse, e riguardano, tra le altre:

  • l’aumento dei tassi di interesse,
  • la crescita dell’inflazione,
  • le tensioni geopolitiche internazionali.

A comunicare questa emergenza è Altroconsumo, che individua nell’aumento dell’IRS (il parametro che si usa per definire i tassi dei mutui a tasso fisso) il principale motore dei costi più elevati per l’accesso al credito.

Questo, infatti, è salito dello 0,4% in un solo mese, percentuale che si traduce in 5.000 euro di spesa in più su un mutuo da 100.000 euro da ripagare in 20 anni (7.000 euro per un finanziamento a 30 anni). Di conseguenza, la concessione di mutui ai tassi fissati dal Consap sono poco convenienti per gli istituti di credito: il risultato è l’eliminazione delle offerte Consap dal ventaglio commerciale delle banche.

Addio Consap

Mutui a tasso fisso under 36: le banche non li concedono più
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Il Fondo Consap è un fondo di garanzia pubblica che permette agli under 36 e ad altre categorie prioritarie di accedere più facilmente al credito, garantendo mutui a tassi fissi che non superano una certa soglia (attualmente è del 2,15%) e rate più sostenibili sul lungo periodo. I dati dicono che a partire da aprile, il numero di richieste che il Consap ha ricevuto da parte delle banche è diminuito sensibilmente, penalizzando principalmente i giovani under 36, che rappresentano la quota maggioritaria di richiedenti.

Al contrario, le banche starebbero puntando tutto sui mutui variabili, di cui però i giovani hanno forte timore, soprattutto considerando le tensioni geopolitiche attuali, la precarietà lavorativa e la stagnazione degli stipendi.

Molti giovani, infatti, faticano a trovare una casa che possono permettersi, e l’idea di azzardare un mutuo a tasso variabile spinge molti a demordere. Il risultato è uno spostamento della domanda sugli over 65, e una diminuzione considerevole degli acquirenti più giovani nel mercato nazionale. Di conseguenza, il mercato degli affitti riceve maggiori attenzioni e si ingolfa ulteriormente, arrivando a saturazione e facendo toccare picchi mai visti ai canoni di locazione.

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