Gli italiani chiedono sempre meno mutui: cosa sta succedendo al mercato della casa
In Italia calano i mutui per la casa e il mercato rallenta: questo il bilancio del I semestre 2026 secondo il Barometro CRIF, l’analisi periodica elaborata sulla base dei dati del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC. Ecco come comprano gli italiani, tra risparmi e aiuti da parte dei genitori.
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Il mercato dei mutui immobiliari sta subendo una frenata importante in Italia. A dirlo sono i dati relativi al primo semestre dell’anno sulle richieste di nuovi finanziamenti per l’acquisto della casa, emersi dal Barometro CRIF, l’analisi periodica elaborata sulla base dei dati del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC.
Nei primi 6 mesi dell’anno, infatti, le richieste alle banche sono scese del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, e solo il mese di maggio ha chiuso in positivo (+0,4%). Si tratta di una fotografia che racconta un’Italia che fatica ad accedere al credito, e che si rivolge ai risparmi per comprare casa.
Calano i mutui per la casa e le surroghe

Il calo del 5,9% sulla richiesta di mutui immobiliari è un campanello d’allarme. Nei dati del CRIF, infatti, si legge che oltre alle richieste di nuovi finanziamenti, sono calate anche le richieste di surroga (-38,4%). Questa flessione riflette la fine dell’ondata di rinegoziazioni avvenuta nei trimestri precedenti, quando il calo dei tassi aveva spinto molti mutuatari a trasferire il proprio mutuo verso condizioni più favorevoli. Ora, che invece i tassi si sono alzati di nuovo, quella convenienza sta venendo meno, e con essa la componente surroga.
Per quanto riguarda i mutui, l’importo medio rimane fermo sui 153.972 euro. Questo segnala che chi chiede un mutuo non ha ridotto le proprie ambizioni, ma che sono sempre meno le famiglie che riescono ad accedere al mercato del credito. In particolare, la richiesta si concentra nella fascia media, che va dai 100.000 ai 300.000 euro, per oltre il 60% delle domande di mutuo, così suddivise:
- il 30,9% nella fascia 100.001-150.000 euro;
- il 31,1% nella fascia 150.001-300.000 euro.;
- il 16,9% tra 75.001 e 100.000 euro;
- il 6% supera i 300.000 euro.
Chi prende ancora il mutuo

Dall’analisi del CRIF la difficoltà degli italiani ad accedere al credito si percepisce anche dalla durata media dei finanziamenti, che si concentrano per il 43,8% nella classe dei 25-30 anni. Inoltre, più di 9 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni, mentre le durate brevi rimangono elitarie: solo lo 0,5% dei mutui è fino a 5 anni, il 3,9% tra i 5 e i 10 anni e il 9,2% tra i 10 e i 15 anni.
Dal punto di vista dell’età dei mutuatari, i dati del CRIF confermano che a richiedere i mutui è principalmente chi ha tra i 25 e i 54 anni, con una concentrazione particolare tra i 25 e i 34 anni (31,4%). A seguire c’è la fascia 35-44 anni (31,3%) e quella 45-54 anni (21,6%).
I più giovani (18-24) sono quasi assenti in questa classifica, con il solo 2,8% di richieste, dato particolarmente rilevante e che rappresenta la difficoltà dei giovani di accedere al credito. Altra fascia poco rappresentata è quella degli over (65-74), con una percentuale del 2,3%, a dimostrazione che in pensione si acquista senza mutuo e che la vendita della casa di famiglia permette ancora di acquistare un nuovo immobile senza ricorrere alle banche. Infine, completa il quadro la fascia 55-64 anni, con una presenza creditizia del 10,6%.