In Danimarca nasce un villaggio con 36 case stampate in 3D: ecco come sono fatte

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Ultimato in Danimarca il villaggio Skovsporet, un complesso residenziale per studenti. La caratteristica più interessante? È realizzato interamente con la stampa 3D.

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Villaggio per studenti Skovsporet spazio esterno
Photo by nordvestbo.dk

La stampa 3D è diventata ormai sempre più diffusa, anche per l’uso quotidiano. Il suo utilizzo viene ampliato a diversi settori e non è da meno quello edilizio.

Proprio qui la stampa 3D offre nuove opportunità per il settore immobiliare. Permette infatti di realizzare abitazioni sostenibili, riducendo tempi e costi di costruzione. In questo contesto nasce Skovsporet, un villaggio studentesco a Holstebro, nella Danimarca centrale. Il complesso comprende 36 alloggi costruiti con tecnologie 3D e materiali a basso impatto ambientale.

Il progetto dimostra come l’innovazione costruttiva possa contribuire a ripensare gli spazi destinati agli studenti, senza trascurare la qualità abitativa e l’accessibilità economica.

Skovsporet: un villaggio per studenti realizzato con la stampa 3D

Villaggio per studenti Skovsporet interno
Photo by nordvestbo.dk

Il progetto Skovsporet è stato sviluppato dal gruppo 3DCP Group, con il contributo degli studi SAGA Space Architects e MS+, e completato alla fine di agosto per accogliere gli studenti del vicino VIA University College. Il complesso è composto da sei edifici, organizzati in modo da favorire non soltanto la vita privata, ma anche le occasioni di incontro e condivisione.

Gli spazi esterni sono arricchiti con cortili comuni, giardini e percorsi pedonali che contribuiscono a creare un ambiente a misura di studente, mentre le aree dedicate al parcheggio delle biciclette rispondono alle esigenze di mobilità quotidiana. L’obiettivo è offrire una soluzione abitativa funzionale, nella quale la dimensione individuale possa convivere con quella comunitaria.

Ogni unità abitativa è pensata per concentrare in uno spazio contenuto le principali funzioni della vita quotidiana. Gli alloggi comprendono una cucina, un’area studio, un soggiorno, un bagno e una zona notte, con ampie finestre che favoriscono l’ingresso della luce naturale.

La progettazione deve quindi rispondere a all’esigenza di sfruttare al meglio le superfici disponibili, senza rinunciare al comfort. A questo si aggiunge la necessità di riprodurre il processo costruttivo nei sei edifici mantenendo velocità e precisione, integrando gli elementi stampati in 3D con le lavorazioni tradizionali.

Materiali a basse emissioni: un’edilizia più sostenibile

Villaggio per studenti Skovsporet ambiente interno
Photo by nordvestbo.dk

Anche la scelta dei materiali che affiancano la stampa 3D di Skovsporet merita attenzione. Per la progettazione sono state adoperate miscele cementizie a ridotto impatto ambientale, insieme a elementi in legno. Una combinazione che punta a contenere le emissioni legate alla costruzione, senza rinunciare alle caratteristiche tecniche richieste dall’edilizia.

Tra i materiali impiegati figura il calcestruzzo D.fab, che incorpora FUTURECEM, una tecnologia cementizia in cui una parte del clinker tradizionale viene sostituita con calcare e argilla calcinata. La quota sostituita supera il 35%, contribuendo a ridurre l’impiego di clinker, componente la cui produzione comporta emissioni significative di anidride carbonica.

Le strutture destinate al parcheggio delle biciclette utilizzano invece MevoCem, un materiale che, secondo i dati riportati per il progetto, può ridurre fino all’85% le emissioni lungo il ciclo di vita rispetto al cemento Portland convenzionale. L’impiego di materiali alternativi si inserisce così in una strategia più ampia, nella quale la sostenibilità viene considerata già durante la scelta delle tecnologie e dei componenti costruttivi.

Case accessibili ed edilizia sociale

Villaggio per studenti Skovsporet spazio esterno
Photo by nordvestbo.dk

Il progetto si colloca nel sistema danese delle almene boliger, il modello di edilizia residenziale sociale nel quale gli affitti sono determinati sulla base dei costi effettivi di gestione, senza l’applicazione di un margine di profitto.

A questo principio si affiancano requisiti ambientali ed energetici, limiti alle emissioni per metro quadrato all’anno e un tetto nazionale al costo complessivo di costruzione per unità di superficie. Il rispetto di questi vincoli rende particolarmente rilevante la capacità di contenere il budget, soprattutto in un progetto che sperimenta metodi costruttivi innovativi.

Nel caso di Skovsporet, il complesso è stato completato entro il budget previsto. Un risultato che suggerisce come la stampa 3D possa trovare spazio anche in iniziative orientate all’accessibilità economica, a condizione che innovazione, progettazione e controllo dei costi procedano di pari passo.

Skovsporet: immagini e foto

Skovsporet rappresenta un esempio concreto di come la stampa 3D in edilizia possa essere integrata in un progetto abitativo reale, mettendo in relazione velocità di esecuzione, sperimentazione dei materiali e attenzione alla sostenibilità.