Gaetano Pesce: chi era il designer dell’opera di Napoli
Gaetano Pesce: chi era il designer della monumentale installazione a Napoli. Breve biografia e l’opera Tu sì ‘na cosa grande che sta facendo tanto discutere.
Guarda il video

Considerato come uno dei maggiori esponenti del design italiano, Gaetano Pesce è diventato famoso come scultore. La sua opera Tu sì ‘na cosa grande installata a Napoli vuole ricordare il personaggio di Pulcinella, ma la particolare forma lascia perplessi.
Chi era Gaetano Pesce

Gaetano Pesce, nato a La Spezia l’8 novembre 1939 e morto a New York il 3 aprile 2024, è uno dei maggiori esponenti del design italiano. L’artista studiò architettura a Venezia per poi frequentare l’Istituto di Disegno Industriale della stessa città.
Nel 1959 partecipò insieme ad altri artisti al gruppo EnneA mentre nel 1962 intraprese la carriera di designer presso l’azienda ora chiamata B&B Italia (all’epoca C&B).
In quegli anni contribuì alla realizzazione di una serie di modelli di poltrone realizzate in schiuma poliuretanica, che tuttora sono icone del design industriale italiano.
Tra queste la più nota è il modello UP5 per via del messaggio sociale che porta. La poltrona infatti riprende le forme delle statue delle fertilità, in omaggio alla triste condizione femminile degli anni Sessanta.
Nel 1972 il successo di Gaetano Pesce diventa internazionale. L’artista partecipò alla mostra Italy: The New Domestic Landscape presso il Museum of Modern Art di New York riscuotendo grande successo.
Nel 1983 si trasferì a New York dando vita alla società Fish Design.
Le opere scultoree

L’attività principale del designer fu la scultura. Le sue opere lo accompagnarono per tutta la carriera, richiamando concetti importanti legati ai problemi sociali.
Una delle sue ultime creazioni fu l’Italia in croce. L’installazione richiama la situazione critica del paese, concetto enfatizzato dalla presenza di un crocifisso dove viene appesa una sagoma sanguinante a rappresentare i confini italiani.
Il messaggio della scultura è chiara: proprio come Cristo anche il paese punta alla risurrezione.
Nel 2010 realizza una collezione per Le Fablier con pezzi realizzati interamente in legno e resina. Lo scopo dell’opera intitolata L’Abbraccio evoca il calore e la sensualità dell’intimo gesto.
Le opere dell’artista hanno sempre fatto discutere proprio come quella realizzata ed esposta post mortem a Napoli.
Il Pulcinella stilizzato di Napoli
Visualizza questo post su Instagram
L’opera che ha lasciato l’artista prima di morire si trova a Napoli e lascia discutere. Il 10 ottobre 2024 nella piazza antistante il Maschio Angioino è apparsa l’installazione Tu si ‘na cosa grande, volta a rappresentare uno dei simboli della città: Pulcinella.
L’artista, molto legato alla città partenopea, ha scelto proprio questo personaggio perché considerato uno dei simboli principali della città. La maschera è infatti un chiaro segnale di forte identità culturale e, proprio da qui, il titolo della scultura.
La monumentale installazione, costata circa 200.000 € è composta da due sculture affiancate una vicina all’altra. La prima rappresenta Pulcinella stilizzato a forma cilindrica ed è stata creata dall’artista. La seconda, invece, simula due cuori rossi e trafitti da una freccia, realizzata dopo la morte del designer.
L’opera ha provocato reazioni contrastanti da parte di tutta la comunità napoletana e non solo. La forma fallica del Pulcinella stilizzato ha acceso molteplici discussioni che non sembrano volersi placare.