È il momento giusto per comprare casa? I nuovi dati fanno riflettere
Finalmente prezzi in calo nelle grandi città italiane: in un mercato nel complesso più costoso, le grandi città iniziano a mostrare segni di cedimento, e aumenta la quota degli immobili ribassati, ossia di quelle abitazioni che, uscite in vendita con un prezzo, dopo parecchio tempo lo abbassano per andare incontro alla domanda.
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Il mercato immobiliare italiano sta iniziando a mostrare i primi segnali di cedimento rispetto al trend sempre in salita dei prezzi delle case in vendita. Si tratta di un segnale ancora timido, che però colpisce prevalentemente le grandi città con i prezzi più alti, e non è un caso. A parlarne è Idealista, che analizzando i dati del I quadrimestre del 2026 evidenzia come nei grandi mercati urbani la quota di annunci ribassati sta aumentando progressivamente.
Questo è un dato importante, che non salta subito all’occhio, poichè a livello nazionale la percentuale degli annunci che nel I trimestre 2026 hanno subito un ribasso di prezzo si attesta all’8%, contro il 9% dello stesso periodo del 2025. Il vero cambiamento sta avvenendo a livello locale, e in particolare a:
- Milano,
- Firenze,
- Bologna.
Le grandi città frenano sul mattone

Il dato che Idealista porta all’attenzione di tutti riguarda gli annunci di case in vendita che, dopo diverso tempo online senza aver riscosso successo, hanno ribassato il prezzo per andare incontro al mercato. Nel I quadrimestre di quest’anno, questa quota è salita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, proprio in quei mercati dove i prezzi sono solidamente più alti che nel resto della Penisola, e dove la domanda inizia a mostrare una resistenza maggiore di fronte alle cifre eccessivamente elevate. In questo caso, per vendere, è necessario correggere le aspettative dei venditori e abbassare il prezzo, o si rischia di rimanere con un immobile in vendita per mesi e mesi, senza portare a conclusione alcuna trattativa.
I dati mostrano chiaramente questo trend, in particolar modo nelle città di Milano, Firenze e Bologna, che salgono rispettivamente dal 12% al 13%, dal 10% al 12% e dal 9% al 10% di un anno fa. Tutte queste percentuali sono ampiamente sopra la media nazionale dell’8%, e si mostrano in crescita anno dopo anno, proprio a dimostrazione del fatto che laddove i prezzi sono più proibitivi e l’accesso al mercato più selettivo, non è più l’offerta a determinare il mercato, ma la domanda inizia a farsi largo nella dinamica di definizione dei prezzi. Nonostante la forte necessità, infatti, gli acquirenti non cedono ai prezzi folli dei grandi mercati, e virano su altro, lasciando gli annunci più costosi a prendere polvere nelle bacheche online.
I mercati con più ribassi

Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista, spiega che:
Nei mercati premium la domanda mostra qualche segnale di affaticamente. Non un crollo, ma una minore spinta – compatibile con il contesto di tassi ancora sostenuti e prezzi che negli ultimi anni hanno corso più dei redditi. Se la tendenza si consoliderà nei prossimi trimestri, potrebbe preludere a un più generale assestamento dei prezzi proprio nelle piazze finora più resilienti.
Milano, Firenze e Bologna sono i tre mercati dove questo trend è più evidente, ma non sono certo le uniche. Anche le altre grandi piazze, infatti, iniziano a mostrare lo stesso atteggiamento, pur mantenendo piuttosto stabile la quota di annunci ribassati rispetto al 2025 e fermo restando un generale aumento dei prezzi del 5% rispetto allo scorso anno: Roma, Palermo e Napoli si assestano all’11%, mentre Torino si piazza al 10%, registrando variazioni stabili o in leggero calo.