Se hai un mutuo variabile, controlla la prossima rata: da oggi scattano i nuovi tassi

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

Secondo rialzo del 2026: da oggi il costo del denaro sale ancora. Chi ha un mutuo a tasso variabile vedrà l’effetto sulle prossime rate.

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Rialzo tassi BCE
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Chi paga un mutuo a tasso variabile ha una data segnata sul calendario: il 16 settembre. È il giorno in cui entrano in vigore i nuovi tassi decisi dalla Banca centrale europea, il secondo aumento in pochi mesi dopo anni di discesa.

Per chi ha il tasso fisso non cambia nulla; per tutti gli altri l’effetto arriverà sulle prossime rate, con tempi che dipendono dal contratto.

Cosa ha deciso la BCE

Mutui tasso variabile
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Il Consiglio direttivo della BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Il tasso sui depositi passa quindi dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. Le nuove condizioni entrano in vigore oggi, 16 settembre 2026 registrando il secondo rialzo dell’anno, dopo quello di giugno.

La motivazione dichiarata riguarda l’inflazione. Ad agosto i prezzi al consumo nell’area euro sono saliti del 3,3% su base annua (il valore più alto da settembre 2023). Alla base ci sono soprattutto i rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente.

L’impatto reale sulla rata

Qui serve distinguere. Un mutuo a tasso fisso già stipulato non si muove: la rata resta quella pattuita fino alla fine dell’ammortamento. Il rialzo tocca invece i mutui a tasso variabile, che sono indicizzati all’Euribor, e le nuove erogazioni, perché le banche ricalcolano le condizioni offerte a chi firma adesso.

Sui tempi conta il contratto. L’aggiornamento dell’indice può avvenire ogni mese, ogni tre mesi o ogni sei, quindi due mutui identici possono vedere l’aumento in momenti diversi.

In molti casi, poi, il mercato aveva già anticipato la mossa nelle settimane precedenti, per cui una parte dell’effetto è già incorporata nelle quotazioni.

Attenzione invece alle cifre che circolano in queste ore. Le simulazioni diffuse da associazioni di categoria e testate economiche partono da ipotesi molto diverse di capitale residuo, durata e spread: si va da poche decine di euro al mese su un mutuo di importo medio fino a stime ben più alte costruite su finanziamenti di taglio maggiore.

Sono elaborazioni di terzi, non dati ufficiali della BCE: l’unico calcolo affidabile è quello sul proprio piano di ammortamento, che la banca è tenuta a fornire.

Rialzo tassi BCE: le possibili soluzioni

Tassi BCE mutui tasso variabile
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Chi teme l’effetto cumulato dei due rialzi non è senza strumenti. La rinegoziazione consente di rivedere le condizioni con la stessa banca; la surroga permette di trasferire il mutuo a un altro istituto senza spese notarili. In entrambi i casi si può agire sullo spread, sulla durata del finanziamento o sul tipo di tasso, passando dal variabile al fisso.

Nessuna delle due operazioni è automatica: la banca non è obbligata ad accettare una rinegoziazione, e il passaggio al fisso oggi si fa alle condizioni di mercato attuali, non a quelle di due anni fa. Prima di muoversi conviene farsi dare per iscritto il confronto tra la rata attuale e quella proposta, comprensivo di tutti i costi accessori.

Per capire quali voci del contratto sono effettivamente modificabili è utile partire dalla procedura di rinegoziazione del mutuo con la propria banca, che chiarisce tempi, documenti e limiti dell’operazione. Vale poi la pena ricordare un principio che vale sempre, a prescindere dai tassi: tra gli errori da evitare quando si compra casa c’è proprio la scelta affrettata del tipo di mutuo, perché una rata sostenibile oggi può non esserlo dopo due rialzi consecutivi.

Tassi BCE al 2,50%: foto e immagini