Affitti, nuova stangata per gli inquilini: ecco quanto pagherai in più dopo l’aggiornamento Istat
Quanto incide l’inflazione sui canoni d’affitto dopo l’aggiornamento Istat del mese di maggio? Il costo della locazione per gli inquilini aumenta ancora, e chi segue gli aggiornamenti dovrà pagare fino a 30 euro in più ogni mese. Ecco le differenze città per città.
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Come di consueto, nel mese di maggio l’Istat ha diffuso i dati sull’inflazione, fattore che incide direttamente sui canoni di affitto che hanno un contratto con rinnovo annuale.
Con il mutare dell’inflazione, infatti, muta anche la rata del canone, e raramente questo porta un vantaggio economico per gli inquilini, come dimostrano appunto gli ultimi dati. In particolare, l’aumento su base annua per l’indice dei prezzi al consumo è pari al 3,2%, mentre l’indice FOI si attesta al 3%.
Questo fa sì che l’aumento medio dei canoni d’affitto in Italia equivalga a 29 euro in più al mese, ossia 348 euro in più all’anno, cifra tutt’altro che irrisoria, soprattutto considerando i prezzi di partenza che non sono affatto bassi.
Vediamo quanto questo aggiornamento incide sulle principali città italiane, in quanto l’aumento dell’inflazione grava maggiormente sui mercati più costosi, rendendo la vita degli inquilini parecchio più complicata.
Inflazione sui canoni d’affitto

L’aumento dell’inflazione si ripercuote immediatamente sul bilancio domestico delle famiglie italiane che vivono in affitto e che hanno un contratto con rinnovo annuale, poiché questo rivaluta il canone di locazione di anno in anno proprio in base agli aggiornamenti Istat. La media italiana è del 3,2%, ed impone un aumento del canone medio pari a 29 euro al mese, che si traducono in 348 euro all’anno in più da dover destinare alle spese domestiche.
Idealista ha preso in considerazione i canoni di locazione richiesti negli annunci di trilocali in affitto sul suo portale e ha svelato quanto questo aggiornamento inciderà sulle singole città italiane e sui loro inquilini.
Chi si accorgerà meno dell’aumento del canone sono gli abitanti di Caltanissetta e Vibo Valentia, che subiranno un aumento di appena 12 euro al mese, ossia 144 euro all’anno. Più o meno lo stesso accadrà anche a Biella, Terni, Asti, Carbonia e Isernia, dove i canoni aumenteranno di 14 euro al mese (168 euro). Non tutta Italia però, ha la fortuna di superare indenne questo aggiornamento Istat.
Le città più costose

Le città dove l’inflazione pesa di più, invece, sono quelle che partono da una base più alta, ossia quelle con i canoni d’affitto più costosi. Milano è, ovviamente, in cima alla classifica, e qui l’inflazione comporta un aumento dell’affitto di circa 57 euro al mese, equivalenti a ben 684 euro in più all’anno. Dopo Milano si trovano:
- Firenze, con un incremento pari a 45 euro al mese (540 euro all’anno)
- Roma e Como, con aumenti mensili di 44 euro (528 euro all’anno);
- Venezia, che vedrà salire i canoni di affitto di 42 euro al mese (504 euro all’anno);
- Bolzano, che aumenterà gli affitti di 41 euro al mese (492 euro all’anno).
Più contenuti, ma comunque consistenti sono anche gli aumenti di Bologna, Monza e Padova (36 euro in più al mese, 432 all’anno).
Il rinnovo annuale del canone di locazione è previsto per i contratti 4+4, mentre non vale per quelli 3+2 con cedolare secca, né per quelli a canone calmierato. Di conseguenza, se non si vuole subire le oscillazioni dell’inflazione, e rischiare di pagare di più ogni anno che passa, è fondamentale adottare il tipo di contratto giusto.