Affitti insostenibili in Italia: le città più critiche
Gli affitti insostenibili in Italia stanno aumentando ad un ritmo incredibile, e lo sforzo che fanno gli italiani per riuscire a pagare il canone di locazione si ingigantisce di mese in mese. A dirlo è un report dell’Ufficio Studi di Idealista, che ha osservato come nel nostro Paese il 52% degli affitti sono più costosi della soglia di sostenibilità economica delle famiglie. Ecco le città dove la situazione è più critica.
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L’Ufficio Studi di Idealista ha recentemente pubblicato un report incentrato sul tasso di sforzo delle famiglie italiane per pagare l’affitto. Questa analisi fonda le sue basi su due dati: il reddito medio delle famiglie italiane e l’affitto medio richiesto dal mercato. A questi due dati aggiunge la soglia di sostenibilità economica, pari al 30% del reddito. Questa sta a indicare l’incidenza massima che l’affitto dovrebbe avere sul reddito. Ebbene, stando ai risultati ottenuti a livello nazionale, nel 52% dei casi questa soglia viene superata.
Guardando i dati nazionali infatti, un affitto medio per un trilocale è pari a 893 euro (dato IV trimestre 2024), mentre il canone di affitto sostenibile si ferma a 845 euro. La differenza tra i due è di 48 euro al mese, che necessariamente devono essere sottratti ad altre voci di spesa per riuscire a pagare l’affitto. Se la situazione nazionale è preoccupante, purtroppo analizzando le singole città non migliora affatto.
Affitti insostenibili in Italia

La questione dell’insostenibilità può essere approcciata da angolazioni differenti, che l’Ufficio Studi di Idealista spiega ampiamente. Innanzitutto, stilando una classifica delle città italiane in cui c’è una minor presenza di affitti sostenibili rispetto alla media italiana del 48%. Al suo vertice si trova Venezia, dove solamente il 6% dello stock immobiliare è accessibile per gli inquilini. La seguono:
- Como, con una percentuale del 12%;
- Verbania, con il 14% di immobili accessibili;
- Milano, dove gli immobili accessibili sono il 15%;
- Firenze, con una percentuale del 16%;
- Roma, dove gli affitti sostenibili rappresentano il 20% del totale.
I capoluoghi dove gli affitti risultano più accessibili sono quelli di medie e piccole dimensioni, che presentano una domanda più bassa e anche un canone medio più moderato. In particolare, spiccano con il 100% di accessibilità rispetto ai redditi locali le città di Enna, Isernia, Rovigo, Oristano e Vibo Valentia.
Le città più critiche

Analizzando invece le città dove il canone sostenibile è più alto, in cima alla classifica si trova Milano, dove il budget per affittare un trilocale non dovrebbe superare i 1.380 euro al mese. A seguire ci sono Monza con 1.228 euro, Bergamo con 1.213 euro, Bolzano con 1.177 euro e Bologna con 1.170 euro. Al lato opposto della classifica ci sono invece Barletta, con 616 euro e Trapani, con 624 euro. Un altro dato interessante è quello che indica il divario tra il canone sostenibile (appena illustrato) e i canoni effettivi richiesti dal mercato.
In questo caso Firenze presenta la differenza maggiore, pari a 737 euro. La seguono Como, dove gli affitti costano 626 euro più della soglia di sostenibilità, Milano, dove il divario è di 571 euro, Napoli, con una differenza di 501 euro, e Roma, con un divario di 450 euro. Infine, le città più critiche in assoluto sono quelle in cui i canoni di locazione pesano maggiormente sui redditi medi. In questo caso si parla di tasso di sforzo: le città dove l’affitto assorbe la percentuale maggiore di reddito sono Firenze (48%), Napoli (47%), Como (46%), Roma e Venezia (41%) e Milano (40%).