Affitti 4+4 da febbraio 2024 ad oggi: come cambiano i canoni
Idealista si è chiesto come sono cambiati gli affitti 4+4 da febbraio 2024 ad oggi. Questo particolare tipo di contratto infatti, obbliga locatore e conduttore ad adeguare il canone di affitto ogni anno, in base all’inflazione e all’indice FOI. Inoltre, un altro fattore determinante che sta influenzando i 4+4 è l’ascesa dei contratti transitori e di quelli a canone concordato.
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Quando un inquilino e un proprietario si incontrano per stipulare un contratto, a scegliere la tipologia di quest’ultimo è spesso il proprietario di casa. Attualmente sono diverse le opzioni a sua disposizione, e prima di decidere per l’uno o per l’altro ci si dovrebbe informare debitamente, poichè ogni contratto comporta pro e contro. Il contratto 4+4, che fino a qualche anno fa era il preferito dei proprietari, sta iniziando a vacillare e a perdere consensi in Italia.
Le motivazioni sono principalmente due: da un lato l’obbligo di adeguamento del canone di affitto all’indice FOI e all’inflazione, dall’altro i vantaggi offerti dai contratti transitori e da quelli a canone concordato. Insomma, il panorama italiano delle locazioni sta mutando parecchio il suo volto, e la popolarità dei contratti 4+4 sta calando velocemente. Ecco come sono cambiati gli affitti da un anno a questa parte, in base ai dati di Idealista.
Affitti 4+4 da febbraio 2024 ad oggi

Un recente report di Idealista, uno dei principali portali immobiliari italiani, ha evidenziato quanto sono aumentati i canoni di locazione dei contratti 4+4 da febbraio 2024 ad oggi. Questo tipo di contratti, infatti, subisce l’adeguamento annuale del canone in base alla variazione dell’inflazione e dell’indice FOI. Rispetto al mese di febbraio 2024, l’inflazione è aumentata dell’1,6%, mentre l’indice FOI è salito dell’1,5%. Questo si traduce, per gli inquilini, in un aumento dei canoni di affitto. La media nazionale per un trilocale è di 12 euro al mese (144 euro all’anno), ma ci sono città dove i rincari sono decisamente maggiori:
- a Milano i canoni di affitto sono saliti di circa 30 euro al mese (360 euro all’anno);
- a Firenze l’adeguamento porta un rincaro di circa 24 euro al mese (288 euro all’anno);
- a Bolzano, Como e Venezia gli adeguamenti sono di circa 19 euro al mese (228 euro all’anno);
- a Roma i canoni mensili costano 18 euro in più al mese (216 euro all’anno);
- a Bologna, Bergamo e Padova l’allineamento porta un rincaro di 17 euro al mese (204 euro al mese);
- a Napoli il rialzo è di circa 16 euro al mese (192 euro al mese);
- a Cagliari gli inquilini devono pagare 15 euro in più al mese (180 euro al mese).
Sfida tra contratti di locazione

Va da sè, che quando un inquilino può scegliere che tipo di contratto stipulare, preferisca sempre evitare il 4+4. Un rincaro di tale portata annuale, infatti, sottrae un budget enorme al bilancio familiare. Dal punto di vista dei proprietari invece, il 4+4 ha da sempre rappresentato un modo per ottenere di più dall’affitto, anche a fronte di tasse più elevate. Ultimamente però, in tutta Italia si sta assistendo ad un calo dei contratti 4+4 in favore dei contratti di affitto transitori e di quelli a canone concordato. Entrambi, infatti, presentano numerosi vantaggi anche per il proprietario.
Nei transitori, per esempio, il proprietario è meno a rischio di morosità, in quanto la durata del contratto è minore e si può aprire l’affitto anche ad inquilini con contratti a tempo determinato. Grazie ai contratti a canone concordato invece, la spesa in tasse è di gran lunga inferiore, e consente di affittare a prezzi calmierati senza perdere guadagno. Stando così le cose, non sorprende affatto che i 4+4 stiano perdendo seguaci nel nostro Paese.