E’ arrivata la Discorivoluzione al PAC di Milano

Autore:
Tiziana Morganti
  • Giornalista

Di giorno esposizione e di notte discoteca. In questo modo cinquanta studenti del Politecnico hanno pensato di mettere in relazione cinque installazioni con il mondo della musica per raccontare l’evoluzione del clubbing dagli anni sessanta ad oggi. 

Foto di un locale che fa parte dell'installazione al PAC
Photo ©Timothy Hursley, Garvey Simon Gallery

Quale connessione può esserci tra un’esposizione con tanto d’installazione e il mondo della discoteca? La risposta potrebbe stupire e non poco. Di fatto i due mondi hanno dei punti di connessione, anche se non così visibili e deducibili.

A dimostrarlo è proprio il Politecnico che, con la mostra Discorivoluzione, trasforma il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e Le Cannibale in luoghi dalla doppia anima. Il tutto per una durata di 72 ore dal 3 al 5 marzo.

In base a questo progetto, dunque, un normale spazio espositivo viene trasformato in discoteca con uno sguardo attento all’arte e alle installazioni. Così facendo anche il momento ludico per eccellenza viene concettualizzato e riempito di un significato ben specifico.

Un progetto, dunque, che rientra alla perfezione nella bacino di Milano MuseoCity (3-5 marzo), la manifestazione che ogni anno trasforma la città in un unico, grande museo diffuso grazie all’apertura coordinata di musei pubblici e privati che offrono mostre ed iniziative speciali.

Cos’è la Discorivoluzione

Foto di un locale del 1994
Photo ©Jon Shard

Ma andiamo a guardare più nel dettaglio la natura e la progettazione di questo evento. Si tratta di un progetto curato da 50 studenti del Laboratorio di Progettazione degli Interni del Politecnico di Milano ed è composto da tre sezioni esplorative.

  • Discodiorama
  • Discoarcheologia
  • Discoarchivio

Tutte hanno il compito di andare a rileggere lo sviluppo avuto dal clubbing dal 1960 ad oggi e lo raccontano attraverso l’esperienza diretta e una molteplicità di media e materiali autoprodotti.

Per dare corpo a questo percorso, dunque, sono state ideate cinque Disco-Installazioni. Progettate dagli studenti guidati da Davide F.Colacci e Lola Ottolini, hanno il compito di comporre la doppia anima del luogo dell’eposizione stessa.

Di giorno, infatti, saranno l’elemento centrale di una mostra. La sera e la notte, invece, diventeranno parte integrante della discoteca. Così, attraverso questa sinergica contaminazione, s’intende proiettare uno sguardo sul presente ed il futuro dei luoghi di aggregazione.

La filosofia dietro Discorivoluzione

Foto di un locale per la mostra Discorivoluzione
©Oliver Wia, Tresor Records

Ma da dove nasce questo tipo di progetto e, sopratutto, quale tipo di riflessione c’è alla sua base? La risposta viene direttamente dal gruppo di studio e realizzazione.

Secondo loro musica elettronica, danza, dress code, affermazione della propria identità e lotta per i diritti civili hanno rappresentato un superamento della pura scala materiale di questi interni discomusicali, trasformandoli in luoghi di elaborazione e sperimentazione di un nuovo ecosistema (transterritoriale) del cambiamento.

Questa molteplicità di tendenze e comportamenti ha sviluppato un codice esplorativo di negoziazione, di attivismo politico, spesso di riscrittura delle relazioni e dei diritti che al proprio interno l’hanno regolata.