Un castello contemporaneo

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel cuore di Palma di Maiorca, due edifici storici sono i protagonisti del sofisticato progetto residenziale firmato dallo studio OHLAB.

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

Stiamo parlando di 15 alloggi per un totale di 3300 metri quadri, aree comuni comprese. Sono questi i numeri della residenza Can Santacilia, nel centro storico di Palma di Maiorca, rinata dopo una meticolosa ristrutturazione di due edifici d’epoca per mano degli architetti di OHLAB. Lo studio ha il suo HQ a Palma di Maiorca e due sedi distaccate (Madrid e New York). È stato nominato due volte per il premio Mies Van der Rohe, riconosciuto come Studio di Architettura dell’anno 2022 e Studio di Interior Design del 2019 dall’Architecture Masterprize, selezionato da Dezeen come uno dei 6 studi emergenti di interior design più interessanti e descritto dal Chicago Atheneum come “uno dei più importanti studi di architettura emergenti in Europa”. Il progetto di Can Santacilia è un ottimo esempio della loro modalità di intervento.

Ricchi di storia

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

Gli edifici risalgono al XII e XIII secolo, ma solo nel 1576 fu registrato negli archivi della città l’edificio visibile da Plaça Tagamanent. Da allora si sa che i due palazzi sono passati attraverso diversi rimaneggiamenti, modifiche, ristrutturazioni che nel tempo hanno cambiato parecchio la loro conformazione originale. Quando gli architetti lo hanno visitato prima di iniziare i lavori, il cortile d’onore non era in buone condizioni, ma presentava una struttura degna di essere recuperata, così come la decorazione settecentesca della facciata principale.

Il confronto con il passato

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

In un luogo così densamente vissuto, la cosa migliore da fare secondo lo studio era quella di valorizzare l’eredità lasciata dal tempo.

La prima sfida è stata quella della responsabilità storica, iniziata con l’indagine dei diversi interventi nel tempo per scoprire, recuperare e valorizzare i principali elementi e spazi. Non abbiamo cercato di nascondere ed eliminare le modifiche nel tempo, al contrario abbiamo cercato di scoprire fasi e interventi diversi, riconoscendo in ciascuno gli elementi di valore.

È così che la complessità che caratterizza gli edifici è stata sfruttata per creare spazi inaspettati. Ogni alloggio è stato risolto con pianta e soluzioni pensate ad hoc e messo in comunicazione con le parti comuni, cercando di integrare il gusto attuale all’interno dello scheletro antico. Il risultato finale è un edificio unico, dove il contemporaneo risulta in perfetto equilibrio con il passato.

Il progetto ha restituito al cortile d’ingresso il suo antico splendore trasformandolo nell’accesso principale al cuore dell’edificio, comunicante con le terrazze panoramiche e con le aree comuni, come la palestra e la piscina coperta con spa che si affaccia direttamente sul cortile.

Un secondo cortile interno è stato invece impiegato per creare il giardino di una delle abitazioni e cinque terrazzi per altri alloggi.

Mix and match per l’interior design

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

Il recupero delle parti storiche è stato integrato con l’abbinamento di materiali naturali, nobili e di provenienza locale, scelti con l’intento di sottolineare l’essenza mediterranea della location. Bronzi antichi, pietre locali, tele specchiate, dettagli in porcellana, tessuti in lino e cotone vestono tutti gli ambienti, contribuendo a rendere l’atmosfera accogliente e rilassata con eleganza. Su questo sfondo emergono pezzi design di gusto contemporaneo.

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

A partire dal living, dove il divano Mex Cube di Cassina (design Piero Lissoni) è abbinato alle poltroncine e al pouf Targa di GTV Thonet. In dialogo fra loro le forme circolari del tavolino basso Rio di Charlotte Perriand per Cassina e quelle dalla lampada da terra Alba XL di Contain. Linee sinuose anche per la zona pranzo, illuminata dalla sospensione Pendant Ball, sempre di Contain. Qui il tavolo Torii di Matteo Zorzenoni per Novamobili è circondato dalle sedie Wiener Stuhl di GVT Thonet, disegnate nel 1904 da Gebrüder Thonet.

Stesso brand per gli sgabelli Single Curve, disegnati da Nendo nel 2015, presenti in cucina, il cui progetto è stato messo a punto da Espacio Home Design.

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

Ritroviamo un’atmosfera ariosa e rilassata in camera da letto, dove spicca la poltrona CH25 disegnata da Hans J. Wegner nel 1949 per Carl Hansen & Son, abbinata alla lampada da terra Captain Flint di Michael Anastassiades per Flos. Il generoso letto matrimoniale è un altro pezzo di Piero Lissoni, Moov di Cassina; ai lati la piccola Disco Mini Table di Contain.

La sostenibilità non manca

Un castello contemporaneo
Foto José Hevia

Nonostante i vincoli da rispettare dovuti alla storicità dell’edificio, il progetto è riuscito comunque a tenere conto delle esigenze ambientali ottimizzando l’efficienza energetica, aumentando l’isolamento termico, curando i ponti termici e installando un efficiente sistema di climatizzazione centralizzato.

 

Un castello contemporaneo: foto e immagini