Tre caffetterie superano la mera funzione di ristorazione per ospitare nuovi immaginari
Semplice pretesto o evoluzione semantica? La caffetteria si espande, acquistando nuove funzioni pur rimanendo fedele a sé stessa. Tre progetti a confronto.

Non sono pensati per un caffè e via. I tre progetti di caffetteria che andiamo a raccontare vogliono proporre piuttosto un’esperienza capace di rispondere a nuove modalità per dialogare con il contesto urbano che abitano. Che si tratti di un contenitore ibrido per la creatività, di un restauro identitario in un borgo storico o di un micro-ambiente letterario, questi progetti condividono, oltre all’accurata selezione dei materiali, anche una grande attenzione a flessibilità e versatilità.
Eris, Milano: una vetrina sempre in movimento a Porta Venezia

Nato da un’idea di Studio Pesca e progettato dallo studio d’architettura Velia, Eris è uno spazio vivace dalla multi-vocazione in Porta Venezia a Milano. Fonde ristorazione ed esposizione in una vetrina flessibile, in grado di adattarsi per accogliere e raccontare progetti diversi e in continua trasformazione. Da un lato ospita un caffè che propone le specialità particolari di Nudo, micro torrefazione italiana, e vini naturali di Retrovino, enoteca romana. Dall’altro, offre un ambiente che si apre ai brand, ai designer e alle realtà creative che desiderano personalizzare e abitare temporaneamente Eris con pop-up e installazioni.
Il design si struttura attorno a tre sistemi complementari che permettono una configurazione mutevole. Un sistema di falegnameria montato a secco consente un’agevole disposizione dei pannelli a parete, al momento rivestiti in laminati di alluminio Homapal, ma radicalmente modificabili a ogni nuova installazione.

Una griglia verticale di supporti tubolari organizza lo spazio sfruttando l’altezza interna, trasformando le scaffalature ora in sedute ora in espositori, tramite meccanismi a incastro.
Un fregio perimetrale in policarbonato retroilluminato con LED programmabili crea atmosfere che spaziano da gradienti sottili a campi cromatici immersivi, supportato dai corpi illuminanti di From Lighting.

Gli arredi, improntati alla massima funzionalità, includono elementi mobili in acciaio di Art Serf e un bancone cucina a parete prodotto da Volumeuno, che ribalta la classica disposizione frontale. Il progetto è completato dalle rubinetterie QuadroDesign, dal lavabo in marmo di Ambrosetti, dalla pavimentazione in PVC di Aplem e dalle maniglie Verum.
Gran Caffè Zerilli, Vico Equense: giorno e notte

Di proprietà della famiglia Zerilli e situato nella piazza principale di Vico Equense (Napoli), il Gran Caffè Zerilli rappresenta da sempre lo storico bar del paese. L’architetta Valentina Autiero lo ha trasformato in un luogo dalla doppia anima. Due macro ambienti sinergici, adiacenti ma autonomi, svolgono infatti attività complementari e differenziate per fasce di orario: uno destinato alla caffetteria, pasticceria e gelateria, attivo nelle ore diurne; l’altro destinato a cocktail bar e ristorante, attivo nelle ore serali.
Lo spazio della caffetteria e pasticceria è dominato da un grande banco in noce canaletto con incisioni a zig-zag e dettagli in Fenix color castoro, posizionato parallelamente alle grandi vetrate per trasformare l’interno in una vetrina espositiva. Qui, l’illuminazione è affidata a ponti trasversali in ottone con lampadine a bulbo in vetro a vista, che si infittiscono ritmicamente nell’area dedicata al servizio al tavolo, dove le pareti virano verso un intenso verde petrolio.

Il passaggio alla zona cocktail bar e ristorante è segnato da un cambio di linguaggio: su un fondo color ottanio spicca una bottigliera in ottone e noce. L’illuminazione diventa scenografica grazie a quattro grandi lampadari con paralume in lamiera di ferro e frange in seta sfilata, ispirati alle abat-jour vintage, che incorniciano il bancone realizzato in piastrelle metalliche tridimensionali a spina italiana.
Nelle sale voltate, l’atmosfera si scalda ulteriormente con sedute in velluto ottanio, tavoli in vetro extra-lucido e carta da parati a trama geometrica; la luce diventa soffusa per creare un ambiente intimo e avvolgente.

Libreria Luxemburg & Caffè, Torino: un micro-cosmo d’autore

Porta la firma dello studio BRH+ il progetto per la nuova sede della storica Libreria Luxemburg, con vista su via Cesare Battisti e collocata all’interno della Galleria Subalpina, l’elegante passage ottocentesco che collega piazza Castello e piazza Carlo Alberto, nel cuore del centro storico della città. Al suo interno, è stata integrata quella che, in soli 13 metri quadrati, si configura come la caffetteria letteraria più piccola d’Italia, nata da una collaborazione d’eccellenza con Caffè Baratti & Milano.
L’unione di tre unità immobiliari ha richiesto una profonda ristrutturazione, guidata dalla volontà di coniugare il nuovo con l’eredità storica. Gli arredi, tutti realizzati su misura in legno e in marmo Bellagio e Giallo Siena, lavorati dalle maestranze della storica Sommo Marmi, ben si prestano per incastonare le raffinate collezioni dei rivestimenti ceramici e degli oggetti prodotti da Mutina: il banco centrale della caffetteria è impreziosito dagli elementi in ceramica Rombini disegnati da Ronan & Erwan Bouroullec, mentre per le pareti e il pavimento è stata scelta la collezione di piastrelle di piccolo formato Fringe di Michael Anastassiades.

Il soffitto dello spazio cassa è rivestito con Adagio, una meravigliosa serie di moduli in ceramica pensata da Ronan Bouroullec. Anche per i bagni della libreria le ceramiche sono firmate Mutina, con Fringe di Anastassiades e Mattonelle Margherita di Nathalie Du Pasquier.
Per valorizzare ogni ambiente al meglio è stato messo a punto un attento progetto illuminotecnico, forte della collaborazione con Ilti Luce e Nemo Lightning.
Infine, da segnalare la rinnovata identità visiva, sempre a cura di BRH+, che ha ripensato il logotipo storico e recupera, aggiornandolo, il noto simbolo della civetta come segno distintivo del nuovo corso
