Specchi esagerati per veri Narcisi

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 6 minuti

Imponenti e di grande effetto, gli specchi fuori misura si fanno spazio in casa e riflettono, con sfrontatezza, il nuovo gusto dell’abitare contemporaneo. E l’implacabile Io.

Specchi esagerati per veri Narcisi
Gallery Fumi, Volumetric Mirror

“Tutto vanità, solo vanità” cantava Angelo Branduardi guardando allo specchio “il suo volto sereno” e noi, come veri Narcisi impenitenti, davanti allo specchio ci siamo messi subito a controllare cosa sarà di tutta questa vanità. Per farlo, però, non ci siamo accontentati di un semplice specchio a parete, ma abbiamo scelto i più grandi, scenografici e maestosi modelli extralarge. Irresistibilmente vanitosi, capaci di trasformare un ambiente in una vera e propria galleria d’arte riflessa, i nuovi specchi sono i nuovi protagonisti dell’arredo contemporaneo perché amplificano luce e prospettive, giocando con cornici scultoree e volumi inaspettati. Veri statement di stile, per chi ama ammirarsi e farsi ammirare, dentro e fuori casa.

Sul piedistallo (di marmo)

Specchi esagerati per veri Narcisi
Manoteca, Imperfect Mirror Marfil

Voglio dare nuovi significati a pezzi di storia, individuale, sociale o naturale, dando valore alle relazioni umane, alle idee e alle possibilità, riempiendoli di vita, di senso e di profondità.Elisa Cavani spiega così il suo progetto realizzato per Manoteca, laboratorio artigianale e spazio di sperimentazione bolognese. Tutto è nato da una cava e dall’amore a prima vista davanti agli sfridi, gli scarti di lavorazione dei marmi colorati, destinati a diventare sabbia per l’edilizia. La collezione Imperfect Mirror ne ha fatto un elogio alla bellezza e all’imperfezione: ogni blocco grezzo è diventato la base per uno specchio, ogni specchio, con elementi in ferro brunito e legno di rovere, è un pezzo unico interamente fatto a mano, come una vera scultura.

La geometria che arreda

Specchi esagerati per veri Narcisi
Sovet Visual

Decagonale, esagerato (cm 160×152 e cm 180×171), eppure rigoroso nella sua geometria essenziale: Visual di Sovet, disegnato da Lievore Altherr Molina, combina le dimensioni generose con un gioco di riflessi cangianti. Realizzato completamente in Italia, ha il telaio in alluminio laccato brunito, caffè o nero e lo specchio in diverse tonalità, che scaldano subito l’atmosfera.

Trasparenze di carattere

Specchi esagerati per veri Narcisi
Kartell, Only Me

Come si può coniugare l’idea di uno specchio discreto ed essenziale, con la voglia di un complemento che sappia dare un twist alla parete? La risposta, facile, è Only me di Kartell, firmato dal poliedrico Philippe Stark. Un telaio sottile in polimetilmetacrilato trasparente di 8 cm, ma proposto anche in tanti colori e una forma, quadrata o rettangolare (cm 50×50 o cm 70×50), per essere appeso in orizzontale o in verticale. La cornice funge idealmente da mensolina: nell’ingresso per non perdere di vista le chiavi, in bagno per tenere il rossetto a portata di mano.

Radicale

Specchi esagerati per veri Narcisi
Zanotta, Sosia

La firma è quella di Ugo La Pietra, artista e architetto che ha fatto della sperimentazione il suo modus operandi e, non a caso, Compasso d’Oro alla carriera. Sosia, disegnato per Zanotta nel 1982 (ma sempre attualissimo), rispecchia in tutto e per tutto il suo stile: semplice, ma inaspettato, è un ovale perfetto che sfoggia, nella parte inferiore, un decoro realizzato con stampa digitale. Un vero manifesto della creatività dell’architetto. In cristallo extra chiaro bisellato e retro argentato, lo specchio può essere completato, a richiesta, con una fonte luminosa a Led che dal retro diffonde una luce calda. Cm 91×181.

Specchio delle mie brame

Specchi esagerati per veri Narcisi
Callgaris, Sipario

In Sipario di Calligaris c’è tutta la civetteria di chi ama ammirarsi e indugiare davanti allo specchio e quel pizzico di vanità che l’attore sfoggia ammirando il suo pubblico, nascosto dietro le quinte. Poetico, sornione e pronto a simulare il sipario di un teatro, questo specchio disegnato da Giuseppe Maurizio Scutellà mixa una parte in cristallo piano riflettente con una in cristallo curvato, più decorativa e simbolica. Come a voler sottolineare, con ironia, la contrapposizione tra ciò che si mostra e ciò che rimane nascosto. Cm 90×90.

Cattura lo sguardo

Specchi esagerati per veri Narcisi
Tonelli, Iris

L’ispirazione arriva dall’iride dell’occhio e infatti Iris di Tonelli non è semplicemente uno specchio piano: la superficie convessa è plasmata curvando a caldo una lastra di vetro. Una lavorazione complessa e rigorosamente artigianale a cui si aggiunge l’argentatura, sempre manuale. L’effetto riflettente è decisamente scenografico e quasi onirico, mentre la circonferenza illuminata dalla luce led, dimmerabile con telecomando, aggiunge l’ultimo tocco di magia. Lo specchio è disponibile nelle finiture specchio classico, fumè o bronzo. Diametro cm 120, 150 e 200.

Delicato come una farfalla

Specchi esagerati per veri Narcisi
Ghidini1961, Butterfly ph. Cube Photoporduction

Una farfalla si posa per caso sul classico specchio tondo: basta poco et voilà, la stanza si riempie di poesia. Butterlfy di Ghidini1961 è l’interpretazione romantica dell’olandese Richard Hutten, designer concettuale, ma giocoso che ama aggiungere un tocco inconsueto al quotidiano, esponente del collettivo Droog Design (droog in olandese vuole dire “asciutto, secco”). In vetro e ottone, essenziale nella sua funzionalità, punta tutto su un solo dettaglio e ci regala, con il volo della farfalla, un senso di bellezza e libertà.

L’abito no fa il monaco, ma il Narciso

Specchi esagerati per veri Narcisi

Proprio non riuscite ad arginare il Narciso che è in voi? La stilista Ying Gao ha creato i capi perfetti per voi: abiti e camicie “specchianti” realizzati fondendo vetro e silicone, per sfidare la percezione di sé. Grazie alle applicazioni di specchi morbidi (assemblati con garze di cotone medicale rifinite in oro a 18 carati) e di speciali componenti robotici, gli indumenti All Mirrors reagiscono agli sguardi di chi vi osserva, facendo ondulare e muovere le decorazioni. “Oggi l’autopercezione è plasmata tanto dagli schermi quanto dall’esperienza diretta”, ha dichiarato Gao “e questi abiti incarnano questa condizione”. Abiti concettuali che sembrano cuciti su misura per il filosofo italiano Umberto Eco: avete mai letto la sua raccolta Sugli specchi e altri saggi. Il segno, la rappresentazione, l’illusione, l’immagine?

Specchi esagerati per veri Narcisi: foto e immagini