Quando gli opposti si attraggono

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Fra echi pop e ruvidità brutaliste, un appartamento a Roma racconta una vita familiare all’insegna della sorpresa.

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Quando gli opposti si attraggono
Foto Giulia Natalia Comito

Siamo in un’area di Roma a metà fra il quartiere millennario, nel senso letterale, di San Giovanni, anche noto come Appio-Latino, e il quartiere del Pigneto, in pieno fermento culturale fra locali della movida, spazi culturali, riferimenti per la comunità queer. In questo contesto ibrido, all’interno di una palazzina anni Sessanta, si trova l’appartamento ristrutturato da 02A Studio. In precedenza era di proprietà del designer Valerio Ciampicacigli, che ne aveva progettato gli interni, oggi invece ospita la famiglia del regista Alessandro Poggi e di Martina Pinto, attrice, imprenditrice e content creator.

Casa Polly è un appartamento che rispecchia l’ibridazione caratteristica del contesto urbano in cui si situa, perché alla struttura brutalista abbina un’interpretazione marcatamente pop. L’insieme restituisce un effetto sorprendente e accattivante.

Questo progetto rappresenta una sintesi perfetta tra due mondi. Amo le case che hanno qualcosa da dire e questa, con i suoi pattern sovrapposti e gli arredi bizzarri, racconta una storia di identità diverse che si incontrano e convivono

racconta Marco Rulli, fondatore dello studio insieme a Thomas Grossi.

02A studio è una firma italiana di architettura e interior design con base a Roma, fondata nel 2014. I due titolari condividono l’idea di una progettazione dall’animo multidisciplinare e di un metodo progettuale basato sulla ricerca costante e appassionata di risposte compositive, funzionali e tecnologiche alla necessità dell’uomo di abitare uno spazio che sia in grado di contribuire al suo benessere.

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L’equilibrio dei contrasti

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Foto Giulia Natalia Comito

L’intervento del designer Ciampicacigli aveva dato un’impronta molto polarizzata all’ambiente, caratterizzata da un gusto per il non finito, austero e asciutto, con echi industriali che hanno suggerito agli architetti di 02A Studio l’idea di mantenere e sfruttare questa estetica brutalista per conciliarla con l’approccio diametralmente opposto dei nuovi proprietari, più affini a un immaginario pop e coloratissimo.

Racconta ancora Marco Rulli:

La commistione tra look brutalista e il pop chubby ha rappresentato la sfida principale per noi. È stato necessario trovare un equilibrio tra il carattere grezzo dell’interior design preesistente e i nuovi elementi decorativi. Il risultato finale è un appartamento unico, che rispecchia perfettamente il carattere e la personalità dei proprietari, senza rinunciare alla funzionalità necessaria alla quotidianità di una famiglia.

I due architetti hanno deciso di mantenere intatto l’impianto originario della zona giorno, intervenendo invece sulla zona notte, per rispondere in modo efficace alle esigenze funzionali dei nuovi inquilini. Nei 120 metri quadri a disposizione sono stati organizzati living, sala da pranzo, cucina, bagno di servizio, la camera da letto patronale dotata di bagno e cabina armadio, la camera per la figlia Polly (da cui prende il nome il progetto), oltre a una zona lavanderia.

La zona giorno: un’esplosione di cromie confetto

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Foto Giulia Natalia Comito

L’ingresso si sviluppa in due direzioni. La prima porta alla zona cucina, a vista, realizzata in muratura con mattonelle di D-tile quadrate messe ben in evidenza dalle fughe nere. Si crea così un effetto grafico che diventa al tempo stesso motivo ornamentale. A disciplinare il mood pop c’è il pilastro in cemento grezzo che cattura l’occhio e porta l’attenzione verso l’altra direzione, orientata alla zona giorno.

Quando gli opposti si attraggono
Foto Giulia Natalia Comito

Quest’area si divide in una sala da pranzo, rialzata su una pedana in legno chiaro, e un living, la cui pavimentazione originale in graniglia anni Sessanta emerge dalla resina in cemento di Luna. Lo spazio qui non ha porte, è tutto molto luminoso. Colori confetto fanno da sfondo ad arredi bizzarri ed eccentrici, alternati a piante e a punti luce che sono classici del design, come per esempio la lampada Nesso, disegnata da Giancarlo Mattioli e Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova nel 1965 per Artemide. Completa l’area il bagno di servizio, realizzato in piastrelle bianche e fughe nere che rivestono pareti, doccia, lavandino e, con un decoro grafico, si estendono persino alla tenda doccia.

Nella zona notte, toni pastello soffusi

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Foto Giulia Natalia Comito

Non essendoci divisioni nella zona giorno, il passaggio alla zona notte viene affidato all’uso del decoro a parete: righe orizzontali color lilla nel corridoio hanno la duplice funzione di nascondere l’armadio lavanderia e di introdurre alle due stanze da letto.

Qui l’affollamento visivo della zona giorno si tranquillizza, lasciando più spazio al bianco e al vuoto. La camera padronale è pavimentata con moquette azzurra e ha la parete principale decorata con una carta da parati firmata Murals, dalla fantasia optical in ocra e ciclamino. Il bagno en suite riprende in parte l’estetica della zona giorno, con piastrelle quadrate, scelte però in rosa confetto per abbinarsi al mobile lavabo rosa in legno cannettato. Un frame in ferro e vetro divide le aree funzionali, regalando intimità senza sacrificare l’estetica.

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Foto Giulia Natalia Comito

La cameretta di Polly, infine, gioca su toni pastello desaturati, con un verde menta appena accennato e un soffitto rosa dal perimetro irregolare. Sul pavimento spicca la graniglia di un tempo, a contenere l’effetto pop della palette cromatica.

 

Quando gli opposti si attraggono: foto e immagini