Non il solito ufficio
Due progetti realizzati da studi prestigiosi mostrano il diffondersi di una concezione illuminata degli spazi lavorativi, dove il driver principale è il benessere psicofisico delle persone.

Non è un regalo post covid. Una progettazione degli spazi di lavoro attenta al benessere delle persone si era già avvistata prima. Ma forse si può dire che si trattava di casi circoscritti ed eccezionali, mentre dopo la pandemia questo approccio si sta lentamente normalizzando. Sempre più aziende, in ambiti diversi, scelgono concept gentili nei confronti di chi quegli spazi di lavoro li frequenta, li vive.
Entrambi realizzati nel 2023, entrambi dovuti a cambi di sede, i due progetti di cui raccontiamo sono i quartier generali di realtà differenti: il primo è il nuovo head quarter del ben noto studio di architettura Noa, a Bolzano; l’altro, firmato Parisotto+Formenton Architetti, ha dato una nuova sede a cc-tapis, azienda italiana specializzata nella produzione di tappeti fatti a mano. Due soluzioni che si assomigliano nell’uso importante del colore, ma che si differenziano nella diversa interpretazione dello spazio e della luce, elementi progettuali messi in risalto il primo da Noa e la seconda da cc-tapis.
Noa: casa, laboratorio, showroom

È tutte queste cose assieme il nuovo HQ dello studio Noa a Bolzano, che nell’arco di 13 anni trasloca per la terza volta: con tre filiali aggiuntive a Milano, Torino e Berlino, il collettivo è cresciuto, pertanto l’esigenza era quella di una sede centrale che offrisse spazio ai nuovi membri del team, accogliesse i clienti in visita, ospitasse la biblioteca dei materiali, consentisse di esporre i modelli dei progetti. Senza dimenticare la necessità fondamentale di offrire uno spazio di lavoro stimolante per la creatività, elemento fondante dello studio.
Crediamo che l’architettura benefici enormemente dalla condivisione dello spazio fisico di lavoro. La possibilità di confrontarsi rapidamente, la nascita di sinergie inaspettate, la creazione di gruppi affiatati di lavoro, apporta un valore aggiunto ai nostri progetti, impensabile senza uno spazio di lavoro comune.
Questo è ispirato alla mutevolezza di un camaleonte, e quindi in perenne evoluzione. L’arredo dello studio viene continuamente riallestito in nuove configurazioni
spiega Lukas Rungger, co-fondatore NOA.
Ecco quindi che i 1000 metri quadrati all’ultimo piano di un edificio nel quartiere fieristico di Bolzano sono stati organizzati seguendo un criterio di massima flessibilità, dove spazi ibridi possono cambiare aspetto, funzioni e atmosfera per adattarsi alle diverse situazioni.
La produttività non è l’unica protagonista, numerose sono le zone informali dedicate alle relazioni sociali e alla ricreazione. Forte di oltre un decennio di esperienza nell’ospitalità, Noa ha preso in prestito alcuni dei principi appresi in quel settore per migliorare il benessere sul proprio posto di lavoro.

All’ingresso, un’area spaziosa simile a una hall conduce prima a una sala espositiva che raccoglie plastici, mood board e premi, poi a una reception, un’ampia area lounge e un bancone bar attrezzato. Cuore pulsante dell’intero HQ è la lobby, situata al centro, organizzata in aree per riunioni informali, con divani per pause caffè, sedie da cocktail. D’estate è l’ampia terrazza esterna a farne le veci.

Ovviamente ci sono le postazioni lavoro, che fiancheggiano la lobby, insieme a numerosi altri locali: una cucina, un magazzino per la cancelleria, due uffici aggiuntivi, quattro sale riunioni oltre quella ufficiale a 20 posti, tre bagni, una stanza per l’archivio stampa e una per l’IT. Infine, l’immancabile tavolo da ping pong.

A mantenere coerente questo mix in continuo fermento è il colore: sei tonalità in diverse combinazioni aiutano a riconoscere funzioni e conferiscono all’ambiente l’intensità di una scenografia, da dove emergono gli elementi architettonici più differenti, vecchie travi, nuove pareti o soffitti adattati.
cc-tapis: e luce fu

La nuova sede di cc-tapis, firmata da Parisotto+Formenton Architetti, occupa un affascinante edificio manufatturiero in un’area post-industriale a est di Milano. Il progetto prende ispirazione da due elementi fondamentali per la produzione dell’azienda: la luce e il colore.
La prima è di prioritaria importanza per quella parte di team che lavora direttamente a contatto con il colore e la materia tessile. Per questo i tavoli di quella divisione sono stati particolarmente curati dal punto di vista illuminotecnico, con l’installazione di lampade con un ottimo indice di resa cromatica, a garanzia di una percezione del colore il più affidabile possibile. La luce naturale, invece, arriva in grande quantità dall’imponente lucernario ricavato nella copertura a volta. Ne è stato studiato il percorso, diretto e indiretto, durante tutta la giornata ed è stato integrato ad hoc con apparecchi dedicati alle diverse tipologie di attività che si svolgono negli spazi.

L’altro elemento che caratterizza fortemente il progetto di Parisotto+Formenton Architetti è il colore. A partire dall’azzurro cielo usato per rivestire l’intero esterno dell’edificio, per proseguire con i giochi di color block all’interno. I percorsi verticali delle scale sono tutti in rosa, la navata centrale che fa da spina dorsale dell’edificio è un trionfo di bianco, le sale disposte ai suoi lati sono in rosa e azzurro. Infine, la distesa di divani che si allarga sotto il lucernario è di un giallo vibrante.

Dal punto di vista dell’organizzazione, è stato ricercato il giusto equilibrio fra spazi operativi e aree dedicate alla ricerca creativa, al brainstorming, alla condivisione. Oltre alla grande piazza del terzo piano verso la quale si affacciano le balconate con gli uffici open space del piano superiore, sono a disposizione una cucina attrezzata con un’isola Wing Kitchen disegnata da Parisotto+Formenton per True design, un grande tavolo per il pranzo condiviso e la silence room per le pause di relax.