Nairobi, Kenia. Da una villa brutalista, un hotel inaspettato che nella rilettura assume il calore di una casa di vacanza
Strati architettonici di epoche diverse, materiali caldi, colori saturi e arredi realizzati sul posto accompagnano la metamorfosi di una costruzione del 1976, in un equilibrio sorprendente tra memoria autentica e spirito internazionale.

Una villa brutalista degli anni Settanta a Nairobi, nel quartiere di Lavington, si misura con il presente attraverso un progetto che ne rilegge i caratteri e la prepara a un nuovo capitolo: quello dell’hotellerie.
Firmato dallo studio internazionale Powerhouse Company, l’intervento ridisegna l’organizzazione degli spazi, integrando le camere con le aree dedicate alla ristorazione e alla convivialità, in continuità con il giardino e la piscina. La dimora è così diventata Céline & Lolo, un boutique hotel in cui sopravvive l’atmosfera raccolta della residenza originaria.
Il progetto evoca l’atmosfera di una casa estiva, con interni raffinatamente informali in cui il tempo sembra aver lasciato il proprio segno. Alla dimensione intima dell’ospitalità si affianca una vocazione conviviale, che fa della struttura un nuovo indirizzo per il quartiere, in un contesto prevalentemente residenziale.

Le tracce del tempo
Progettata nel 1976 dall’architetto norvegese Karl Henrik Nøstvik, noto soprattutto per il Kenyatta International Conference Centre, la villa si sviluppa su quote sfalsate, seguendo l’andamento del terreno. Le coperture piane, gli aggetti pronunciati e il ponte sospeso ne definiscono il profilo, espressione della ricerca architettonica di quell’epoca. Gli interventi degli anni Novanta ne hanno modificato l’aspetto, introducendo tetti inclinati e nuovi ambienti destinati al personale.

A questo proposito, Robyne Somé, Partner Architect di Powerhouse Company osserva:
L’edificio riflette un momento particolare della storia dell’architettura brutalista e postcoloniale di Nairobi. La nostra trasformazione ha aggiunto uno strato più giocoso, che risponde all’energia internazionale e vivace della città.
Il progetto mette in relazione la geometria rigorosa della struttura con le aggiunte successive, lasciando emergere le diverse fasi della sua storia senza uniformarle.

Diciotto camere e nuove prospettive
Le nove camere originarie, accompagnate da bagni di dimensioni molto generose, lasciano il posto a diciotto unità con bagno privato. La sezione a gradoni dell’architettura ne ha suggerito differenti tipologie e ha consentito di ricavare nuovi balconi, mentre altre sei stanze hanno trovano posto nel giardino.

Aperture ampliate ora accolgono la luce naturale in misura maggiore; finiture, illuminazione, falegnameria e bagni ridisegnati riuniscono le diverse stagioni dell’edificio sotto un’identità fresca e contemporanea.

Suggestioni mediterranee
Il progetto degli interni è nato dalla volontà di valorizzare il carattere della villa e mettere in relazione le trasformazioni accumulate nel tempo. Alla solidità delle forme brutaliste si contrappongono ambienti informali, nei quali riaffiorano atmosfere legate ai soggiorni estivi e al design degli anni Sessanta e Settanta.
Le influenze mediterranee dialogano con la tradizione artigianale keniana attraverso superfici materiche, tonalità intense, lavorazioni manuali e arredi realizzati localmente. All’esterno, il giardino rigoglioso e la piscina ampliano gli spazi dedicati alla socialità, conferendo alla struttura un carattere aperto e rilassato, in sintonia con il quartiere in cui è posta.

Sorprese dal passato
La ristrutturazione ha portato alla luce elementi rimasti nascosti sotto le modifiche apportate nel corso degli anni. Dietro le pareti in cartongesso è riemersa la muratura in pietra, mentre un soppalco dimenticato è stato recuperato e trasformato nella parte di una suite articolata su più livelli. Questi ritrovamenti hanno orientato il progetto verso la conservazione delle caratteristiche originarie.
Nel ristorante sono stati mantenuti il pavimento in terrazzo, le pareti in pietra, il camino e le grandi finestre, affiancati da armadi e panche realizzati su misura. Bar Lolo conserva la posizione accanto alla piscina, ma è stato ripensato per accogliere più ospiti, con una selezione di materiali più articolata. Nell’ingresso, nella biblioteca, nelle camere e nei corridoi, le boiserie originali si accostano ai nuovi infissi in legno di Mvule e alle piastrelle decorate, che richiamano il carattere architettonico degli anni Settanta.

Il carattere degli interni
La varietà degli spazi si traduce in una successione di atmosfere differenti, accomunate dall’incontro tra elementi originali, arredi contemporanei e scelte cromatiche distintive. L’ingresso accoglie con un pavimento decorato, un banco reception in legno e un divano dalle forme decise. Nella biblioteca, il ritmo si fa più raccolto grazie agli elementi lignei alle pareti e alle ampie sedute imbottite.
Le camere presentano soluzioni differenti: alcune conservano gli alti soffitti originali in legno, altre introducono superfici colorate, tappeti, poltrone rivestite e scrivanie su misura. Nei bagni, le piastrelle Mosa introducono note cromatiche in spazi dalle dimensioni contenute; le stanze nel giardino, invece, adottano tonalità delicate e materiali naturali, in continuità con il paesaggio circostante e la piscina.

Una nuova stagione
L’obiettivo era creare un’esperienza d’hotel accogliente, radicata e specifica di Nairobi, nel rispetto degli standard dei viaggiatori internazionali
A spiegarlo, Maarten Diederix, Partner Architect di Powerhouse Company. Saskia van der Mast, co-fondatrice e direttrice di Céline & Lolo, ne restituisce invece lo spirito originario con queste parole:
Un luogo caldo, pieno di sole, leggermente nostalgico, ma mai artefatto. Ha l’intimità di una casa e il respiro di un hotel
A cinquant’anni dalla sua progettazione, la villa accoglie una nuova funzione senza rinnegare le trasformazioni che ne hanno accompagnato l’evoluzione. Le strutture originarie convivono con gli interventi più recenti, in un equilibrio che restituisce continuità alle diverse fasi dell’edificio e le integra in una nuova esperienza di ospitalità.

Nairobi, Kenia. Da una villa brutalista, un hotel inaspettato che nella rilettura assume il calore di una casa di vacanza: foto e immagini