Il lato sontuoso del brutalismo
Una villa sul lago torna a nuova vita grazie al recupero dello studio AtelierP, che ne valorizza il fascino storico e l’integrazione nella natura.

Al confine fra Piemonte e Lombardia, dove il Lago Maggiore è la stella più grande di una costellazione di specchi d’acqua minori, si trova Osmate, un piccolo comune lombardo affacciato sul lago di Monate. Qui, immersa nel verde, una villa di 350 metri quadrati è stata recuperata grazie all’intervento di Luca Piccinno Savelli Passalacqua e Mattia Pareschi di AtelierP. Progettata dall’architetto Amedeo Clavarino, la villa porta con sé una forte eredità brutalista, caratterizzata da una matericità ruvida e un’estetica non rifinita.
Il dialogo fra natura e cemento

Su questo sfondo rigoroso e severo, AtelierP ha integrato il suo intervento, mirato a rinnovare e arricchire, senza stravolgere. Un processo che è partito dal dialogo con l’esterno, integrando il più possibile la vista sul paesaggio verde e blu circostante mediante grandi finestre scorrevoli, per alleggerire la presenza importante del cemento e sostituirla con uno sguardo a lungo termine sul verde progettato dalla landscape designer francese Cristiane Begonnet negli anni Settanta. Il grande terrazzo costituisce lo spazio ibrido che segna il passaggio graduale fra esterno e interno.
Dei tre livelli – interrato, nobile e primo piano – quello a quota terra è stato sottoposto all’intervento più profondo, con l’obiettivo di allargare gli spazi, resi originali da una serie di piani sfalsati che offrono una fruizione saliscendi. Il pavimento in noce americano fiammato ben si sposa con il cemento di soffitti e pareti: una palette cromatica interna che fa eco con quella della natura del giardino circostante.

L’ingresso, riorganizzato per acquisire una forma curva, addolcisce il primo impatto con la geometria brutalista che si percepisce protagonista. La porta d’entrata è stata avanzata di un paio di metri per riuscire a inglobare la scala rivestita in legno che porta nel piano interrato.
La zona pranzo e living

Dominante nella zona pranzo, il tavolo Doge disegnato da Carlo Scarpa nel 1968 e prodotto per Cassina nel 2013 per la collezione Simon. Il piano in vetro che lascia a vista la struttura portante richiama le trasparenze delle ampie finestre della sala. Le sedie abbinate sono le Wishbone Chair, evergreen disegnato da Hans Wegner per Carl Hansen & Son nel 1949.

Al termine della zona pranzo si raggiunge il living, accogliente con i suoi colori presi a prestito dal bosco e per gli ampi divani componibili di Berto Salotti, realizzati artigianalmente su disegno di AtelierP. Tappeti, cuscini, plaid in tinta ammorbidiscono l’atmosfera che trova nel camino bifacciale un altro punto di attenzione. Da qui infatti si diramano gli altri ambienti, a cominciare dallo studio, orientato verso l’esterno per goderne la vista rilassante del verde.
Classici del design per lo studio

Nello studio, la libreria Infinito di Franco Albini disegnata per Cassina nel 1956 non è l’unico pezzo iconico. Sul tavolo campeggia la macchina da scrivere Lettera 32 di Olivetti, insieme alla lampada Taccia disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962 per Flos. La poltroncina da ufficio è una della serie Soft Pad disegnata da Charles & Ray Eames nel 1969 per Vitra.
La cucina a vista

Al lato opposto la cucina, originariamente chiusa, si allunga fino al living. Realizzata su misura e firmata Modulnova, ospita nel suo spazio un pilastro in cemento, che marca la connessione con il soffitto e ne delimita i confini virtuali.
La zona notte

La zona notte è stata ricavata nel sottotetto ed è composta da tre camere da letto. In quella padronale, gli architetti hanno ampliato la volumetria originale della finestra trasformandola in un bow window che regala l’effetto della perfetta integrazione con la natura circostante. Le altre finestre, originariamente di 1 x 1 m, si allungano in grandi rettangoli di 2 m x 1 m, quasi degli zoom per ottenere dei primi piani sul lago. Come negli altri ambienti della casa, anche nella zona notte sono stati sistemati pezzi design notevoli, come la chaise longue à réglage continu, prodotta inizialmente da Thonet con il numero B306, e diventata poi un’icona del design come LC4 nella rivisitazione del 1965 di Cassina.
Le facilities della casa

L’abitazione è arricchita da una serie di ambienti di servizio. L’ex rimessa per gli attrezzi è stata trasformata in un luogo di relax a tutto tondo, dove la sauna Effegibi è la guest star. Attigui, i vani per la lavanderia e, in fondo, la zona bar e biliardo. Infine, i tre bagni – blu, rosso e turchese – mantengono intatta l’impronta del primo interior design, reso contemporaneo dalle piastrelle CE.SI. Ceramica di Sirone nelle varianti Silicio e Navy lucidi.