Basta uno sgabello dotato di personalità per dare un twist nuovo alla stanza. Ecco le novità

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 6 minuti

All’apparenza semplice seduta extra, lo sgabello si rivela invece un alleato dinamico e versatile, capace di dare una svolta al carattere all’ambiente

Basta uno sgabello dotato di personalità per dare un twist nuovo alla stanza. Ecco le novità
Kartell, Prince Ohoh

Piccolo, versatile, spesso sottovalutato: lo sgabello è tra gli oggetti “nomadi” capaci di alleggerire o ridefinire una stanza senza modificarne l’architettura. Può comparire, senza invadere lo spazio, accanto a un’isola cucina, diventare un tavolino improvvisato nel living o farsi presenza scultorea, ma discreta, in qualsiasi stanza, persino in camera da letto. In fondo la sua forza sta proprio nella sua natura ibrida: si rende utile, disegna l’atmosfera e accompagna il nostro vivere quotidiano con disinvoltura, oscillando con stile tra funzione e decorazione.

Magis, Archeo, design Jamie Hayon

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Magis, Archeo

“Una sedia è una sedia, uno sgabello è uno sgabello. Questo non è solo un tavolino – è un tavolino, uno sgabello, un oggetto, una scultura o qualsiasi cosa tu ci voglia vedere”. Davanti ad Archeo di Magis non possiamo che dar ragione a Jaime Hayon, designer del progetto. I due oggetti (in cinque colori) che compongono la collezione sono decisamente curiosi: sarà per le forme scultoree, irregolari, per le superfici che al tatto sembrano erose dal tempo, o per le texture rocciose, quasi stridenti con l’incredibile leggerezza delle strutture, in polietilene stampato in rotazionale. Di sicuro, in salotto o sul terrazzo, sono destinati a diventare i nuovi must have dell’estate.

Meritalia, Bundle, design Objects of Common Interests

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Meritalia®, New Bundle Objects of Common Interest, ph. Claudia Zalla

La sua pelle lucida attira subito lo sguardo, le sue curve sono l’emblema del relax.  Bundle by Objects of Common Interests è un “pacchetto” di morbidezza che ti fa subito venire voglia di sederti. La sua rigidità geometrica lascia spazio a una seduta informale, con un’allure ludica, eppure chic, a conferma di quella visione progettuale anticonvenzionale che da sempre distingue Meritalia. È il pezzo ideale per scaldare un interno contemporaneo, volendo insieme al tavolino coordinato.

Woak, Houdinì, design Antonio De Marco

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Woak, Houdinì

Già dal nome, Houdinì suggerisce un’idea di leggerezza e di illusionismo; infatti il progetto disegnato da Antonio De Marco per Woak sembra quasi sfidare la materia. La struttura sottile e calibrata in frassino ha un che di magico: ti siedi e il curvato in legno scompare alla vista, lasciandoti come sospeso nel vuoto. Il suo punto forte è sicuramente l’essenzialità, eppure non cede al minimalismo freddo. Ogni dettaglio, infatti, racconta una cura artigianale e una sensibilità nordica misurata, fatta di proporzioni eleganti e funzionalità silenziosa.

Kartell, Prince Ohoh, design Philippe Starck

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Kartell, Prince Ohoh

Con Prince Ohoh disegnato per Kartell, Philippe Starck porta nello spazio domestico – ancora una volta – una leggerezza quasi giocosa, trasformando lo sgabello in un oggetto dalla presenza immediatamente empatica. I profili scalati e la silhouette compatta evocano il pop design, ma dietro l’apparente semplicità si nasconde la riflessione precisa sull’abitare contemporaneo: praticità, resistenza e ironia. È uno di quegli arredi che non cercano di dominare la scena, ma finiscono inevitabilmente per darle carattere.

Nagano Interior, Coupé

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Nagano Interior, Coupé

Coupé, prodotto da  Nagano Interior è una presenza grafica che gioca su proporzioni delicate e dettagli tradizionali. A definirlo è il prezioso tessuto giapponese Kokura-Ori, un cotone 100% dalla consistenza compatta e resistente: la sua particolare tecnica di tessitura, caratterizzata da un numero di fili di ordito verticali significativamente superiore rispetto ai fili di trama orizzontali, genera un raffinato motivo a righe con un leggero effetto 3D, che alterna toni chiari e scuri. Due le versioni: in legno chiaro per un stile più informale o con struttura nera per un tocco sofisticato.

Nii, Allaround, design Hirotaka Tako

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Nii, Allaround

Che lo spazio di lavoro sia sempre più fluido e dinamico è un dato di fatto. Nii, il nuovo brand giapponese che ha debuttato al Salone Del Mobile 2026, ha interpretato bene questa tendenza con una nuova eleganza, capace di adattarsi a contesti e funzioni diverse. A darne prova è soprattutto la seduta multifunzione Allaround: disegnata da Hirotaka Tako, integra ruote nascoste e una struttura essenziale, da utilizzare come sgabello o tavolino. Nel suo modo di occupare lo spazio senza appesantirlo si percepisce – senza dubbio – la sua capacità di interpretare le nuove dinamiche di lavoro con un tocco estremamente contemporaneo, intuitivo, quasi nomade.

Orografie, Trespolo, design Giulio Iacchetti

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Orografie, Trespolo

Archetipico, inclusivo – come l’ha definito lo stesso Giulio Iacchetti – e con una raffinatezza tanto semplice quanto inaspettata. Trespolo di Orografie possiede una forte qualità tattile e narrativa: è un oggetto che introduce autenticità negli spazi, senza nostalgia, lavorando piuttosto sulla forza silenziosa della semplicità per suggerire molteplici usi, da soli o in compagnia. Tavolino, doppia seduta, mini postazione di lavoro… essenzialmente versatile, con i suoi due piani posti ad altezze differenti ha conquistato il Compasso d’Oro 2026.

Gabriel Martino, Volut

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Gabriel Martino, Volut

Avete presente l’angolo lettura con la classica bergère? Ebbene, Gabriel Martino lo traduce in una visione tanto pratica quanto inaspettata: Volut, lo sgabello che con un gioco di pieni e vuoti si trasforma in una piccola scultura funzionale. Ogni curva sembra nascere da un equilibrio preciso tra ergonomia e ricerca formale e inaspettatamente, al posto della poltrona, ci si ritrova comodi anche seduti su una micro libreria.

Caterina Catanzariti, Infinito + 1

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Caterina Catanzariti, Infinito + 1

Più che uno sgabello, Infinito + 1 è un segno grafico traslato nello spazio. Il progetto di Caterina Catanzariti che ha vinto la prima edizione di Rilegno-Masterwood (l’iniziativa promossa dal Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno, in collaborazione con l’industrial designer Francesco Faccin e Caffè Design e dedicata ai giovani designer appassionati del legno), lavora sul concetto di continuità. Come il classico simbolo dell’infinito, la struttura realizzata esclusivamente con elementi di scarto dei pallet diventa una linea fluida che avvolge il vuoto e dialoga con l’ambiente circostante. Otto listoni in legno ripetuti e assemblati generano una geometria continua che rimanda alla circolarità del riciclo e riuso ad oltranza – il concept su cui si basava il concorso. Concettuale e poetico, allo stesso tempo.

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