Il design per bambini non è semplicemente un gioco. O sì?

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Interagire con lo spazio, acquisire il senso del bello, facilitare la vita quotidiana. Dai libri agli arredi, passando persino per i Labubu, sono tanti gli ambiti in cui il buon design può intervenire per accompagnare il processo di crescita dei bambini di oggi.

Il design per bambini non è semplicemente un gioco. O sì?
Gioco, Triennale, Milano. Foto Gianluca Di Ioia

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. E sicuramente riuscire a non impoverire il valore e gli obiettivi del buon design quando lo si applica al mondo dell’infanzia richiede grande sensibilità, umorismo e quella dose di meraviglia che non tutti hanno saputo conservare.

Siamo andati a cercare le storie di chi, in ambiti molto diversi, ha saputo conciliare un’idea adulta di design – e quindi etica, sostenibile, consapevole – con uno spirito “fanciullino” concretizzati in alcuni progetti pensati su misura dei più piccoli. Perché la formazione delle generazioni future non passa solo attraverso l’educazione scolastica.

Una cameretta tutta per sé

Il design per bambini non è semplicemente un gioco. O sì?
Foto courtesy of Maisons du Monde

Parafrasando Virginia Woolf, si sa quanto è importante la cameretta per i bambini, il primo spazio costruito su misura dove imparare a sentirsi sé stessi. Gli arredi, in questa dimensione, hanno più funzioni: dalla più palese praticità, alla necessaria sicurezza, fino all’educazione all’estetica, senza rinunciare allo spazio per gioco e fantasia.

La collezione messa a punto da Maisons du Monde per i più piccoli coniuga tutti questi aspetti in arredi funzionali, decorazioni giocose, accessori intelligenti e tessili accoglienti quanto eticamente responsabili. Tre mood diversi guidano stile, palette e materiali, declinati su poltroncine paffute, lettini, lampade curiose, armadi spaziosi, tappeti che assomigliano a pelouche.

Oggetti attenti al lifestyle dei piccoli

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Foto courtesy of Techpol

Progettare oggetti pensati specificamente per i più piccoli significa da un lato riconoscere l’importanza delle esigenze dei bimbi, dall’altro agevolare il più possibile i genitori in alcuni gesti quotidiani di cura. Questa la filosofia che sta dietro per esempio a EcoPoply, disegnato da Roberto Giacomucci Alessandro Paolini per Techpol. Si tratta del primo vasino pieghevole realizzato in cartone certificato FSC. Grazie a sacchetti igienici monouso può essere riutilizzato più volte e, a fine ciclo di vita, risulta completamente riciclabile. Si monta in pochi secondi e, una volta ripiegato, occupa uno spazio estremamente ridotto.

“EcoPoply nasce da un’esigenza reale: rendere più semplici i momenti imprevisti fuori casa, offrendo al contempo un prodotto sicuro e sostenibile,” afferma il team EcoPoply. “Abbiamo ripensato un oggetto quotidiano con una nuova visione: quella dell’innovazione discreta, utile e responsabile.”

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Foto courtesy of Thermos

Analogamente, le food jar di Thermos, storico marchio fondato nel 1904, si propongono come un compagno di viaggio capace di mantenere il cibo nelle condizioni ottimali, riducendo l’uso della plastica monouso. Unicorni, dinosauri, personaggi Disney vivacizzano la grafica della collezione FUNtainer, ma ci sono anche quelli per mamma e papà.

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Foto courtesy of Pentagram

L’ultimo caso che raccontiamo va a toccare un tema molto dibattuto, ovvero l’uso del cellulare da parte dei minori, a cui il messenger Karri, progettato per bambini dai 5 ai 13 anni, vuole rispondere in modo adeguato: il dispositivo funziona con SIM per inviare messaggi vocali ai genitori o ai tutori, che possono ascoltarli e rispondere tramite l’app Karri sui propri smartphone. L’app può anche mostrare la posizione geografica, il livello della batteria e lo stato della rete di Karri.

L’idea del messenger è nata originariamente nel 2020, quando il fondatore del brand, Pete Clifford, si è trovato in difficoltà nel trovare uno smartphone adatto al figlio di allora sette anni. Dopo aver sviluppato e sperimentato vari prototipi, la prima generazione di Karri è stata lanciata nel maggio 2024. All’inizio del 2025, l’azienda ha incaricato Pentagram di creare una seconda versione del dispositivo, aggiornata con un’interfaccia più intuitiva per registrare, ascoltare e inviare messaggi.

Quando imparare è facile come un gioco

Il design per bambini non è semplicemente un gioco. O sì?
Cover courtesy of Corraini

Le vie della didattica sono infinite quando si tratta di bambini. L’editore Corraini lo sa bene, con la sua lunga tradizione di volumi che da sempre uniscono la passione per la grafica e il design con la capacità di educare divertendo i bambini e non solo.

Fra le ultime novità spicca la collaborazione con Saioa Aginako Lamarain, un’illustratrice basca che unisce la sensibilità della psicologia e dell’arte terapia – è laureata in Psicologia e ha un master in Arte Terapia e Sviluppo Umano – con una vivace espressione visiva. Il suo L’asinello di Santa Lucia racconta la leggenda di Santa Lucia da un punto di vista inedito, quello di Biagio, l’asinello assistente. Tavole coloratissime e preziose di dettagli, arricchite con un po’ di ironia gentile.

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I Quaderni del Junior Lab

Visione simile a Corraini è quella dello Junior Design Lab dell’ADI Design Museum Compasso d’Oro, animato dall’intento di guidare bambini e ragazzi nell’esplorazione del lavoro dei grandi maestri del design italiano. Le attività sono condotte da The Design School for Children di PACO Design Collaborative, impegnato da anni nel settore della formazione nell’ambito del design.

I Quaderni del Junior Lab, per esempio, sono una collana editoriale pensata per l’educazione al design e alla creatività specificamente rivolta a bambini e ragazzi, dai 6 anni in su. Non si tratta di semplici quaderni operativi, ma di strumenti educativi pensati per trasformare l’apprendimento in un’esperienza più coinvolgente e accessibile per i bambini. La qualità e l’originalità del progetto sono state riconosciute anche a livello istituzionale: la collana è stata selezionata per l’ADI Design Index 2025.

Quando giocare diventa una lezione di vita

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Spazio Gioco, Triennale, Milano. Foto courtesy of Smarin

Lo sappiamo, anche se noi adulti non ce lo ricordiamo più: il gioco è apprendimento. Pensiero critico, sviluppo emotivo, relazioni sociali si celano dietro le attività ludiche. Il nuovo spazio Gioco in Triennale a Milano – dove si tengono incontri e laboratori, ma è possibile anche l’accesso libero alle famiglie – vuole offrire un luogo pensato proprio per favorire questo processo.

Progettato da AR.CH.IT Luca Cipelletti, si presenta come un ambiente configurabile a seconda della situazione corrente: gli arredi sono stati ideati dallo studio francese Smarin, si basano su blocchi modulari di sughero e piani di abete, materiali sostenibili, longevi e piacevoli al tatto. In pochi minuti l’ambiente può trasformarsi per creare uno spazio di lavoro, uno studio di danza, una sala di proiezione, un’area giochi o un rifugio per un tranquillo relax. Sono disponibili strumenti per giocare, progettare, costruire, disegnare, in uno spazio che favorisce il pensiero creativo e la concentrazione.

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Topps X THE MONSTERS / LABUBU – trading card autografata

Ripensando ancora a quando eravamo bambini, chi di noi non ha ceduto al fascino delle figurine e degli album? Al tempo non immaginavamo che quella passione ci stesse insegnando a sviluppare strategie, compiere operazioni matematiche, rispettare regole e tanto altro ancora. Per questo dovremmo guardare con simpatia alle trading cards, l’equivalente attuale delle nostre figurine.

Come, per esempio, quelle lanciate da Fanatics Collectibles questo autunno, Topps X THE MONSTERS / LABUBU, che segnano nell’universo delle carte collezionabili Chrome prodotte dal suo marchio Topp l’ingresso ufficiale di Labubu, proprio lui, il celebre personaggio nato dalla fantasia dell’artista Kasing Lung diventato un fenomeno globale. Tutte diverse, impreziosite da dettagli che fanno impazzire i collezionisti. Forse non piaceranno solo ai bambini.

 

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