Grafismi di luce

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista

Essenziale, con la leggerezza di una nuvola, quasi rarefatto. Tra le sue tante espressioni, il light design sa farsi sintesi, incisivo come un segno grafico su una tela bianca.

Trypta, design Stephen Burks per Luceplan

Disegnare lo spazio con la luce è uno degli obiettivi del light design, un risultato che conquista sfruttando soluzioni funzionali molto diverse. Fra queste, c’è quella di trasmettere la diffusione luminosa mediante strutture e sistemi minimali, che restituiscono un effetto di leggerezza di grande fascino.

Una scelta formale che ha la stessa forza incisiva di un segno grafico netto su una pagina bianca. Pianeta Design ha selezionato alcune proposte interessanti, la cui forza espressiva deriva proprio dalla (spesso solo apparente) semplicità: protagonisti dello spazio tutt’altro che invisibili.

Omaggio a Euclide

Poses, Axolight

Punto, retta e piano sono i concetti che Euclide, matematico e filosofo greco, introdusse nel suo lavoro più noto, intitolato Elementi. È questa la fonte di ispirazione – e occasione di omaggio allo stesso tempo – per Poses di Axolight, una lampada modulare da soffitto, muro e sospensione, che consente di creare numerose configurazioni geometriche. Utilizza la combinazione di due elementi: una barra lineare – del diametro di 2,3 cm disponibili in tre differenti lunghezze (~45cm, ~82 cm, ~142 cm) – e un satellite circolare.

Le barre lineari sono rotabili a 360°, consentendo di orientare il fascio luminoso nella direzione desiderata. Ma possono anche presentarsi prive di sorgenti Led, per trasformarsi in elementi puramente decorativi funzionali alla composizione geometrica. Disponibile nelle finiture di serie desert white, greige, laguna aqua, earth red.

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Forma e sostanza

Ettorino Clamp, Catellani & Smith

Asciutta come una linea disegnata a matita. La collezione di lampade Ettorino, firmata Catellani & Smith, cattura l’attenzione proprio per il suo minimalismo, energizzato da un uso del colore attento: disponibili nelle classiche finiture bianco e nero, nella versione “colourful” abbina blu, giallo e rosso.

A supporto di una forma così essenziale c’è l’innovativo sistema cinematico, depositato come brevetto d’invenzione, che regala sostanza all’intero progetto. Ettorino T e Clamp sono le lampade da scrivania; Ettorino F è la versione da terra, pensata come lampada da lettura; infine, Ettorino BIG è una lampada da terra di grandi dimensioni, progettata per illuminare una zona living o un tavolo di lunghezza sino a 200 cm. Con questo modello il brand si è aggiudicato il Good Design Award 2022, assegnato dal Chicago Athenaeum – Museum of Architecture and Design.

Trasparenza e leggerezza

Pearl, design Adele Martelli per Fiam

La stessa magia delle bolle di sapone. Adele Martelli ha scelto il vetro di Murano per realizzare Pearl, la lampada a sospensione di Fiam che presenta la struttura portante in ottone brunito e la fonte luminosa a Led integrata. Grazie al riverbero del vetro trasparente,

Pearl restituisce una luce puntiforme molto scenografica, perfetta per molti interni della casa, dal living al soggiorno, fino ad angoli in corridoio da mettere in risalto.

Come una fotografia

Newton, design Franco Raggi per Firmamento Milano

Un attimo catturato nel tempo. La lampada a sospensione Newton di Firmamento Milano con la sua struttura riproduce l’istante in cui, nel pendolo di Newton, l’energia cinetica si trasmette dalla prima sfera alla quinta, facendola sollevare. Realizzata in acciaio e vetro su design di Franco Raggi, conquista l’attenzione con leggerezza, strappandoci un sorriso e uno sguardo di meraviglia.

Nostalgia anni Sessanta

Tonda, design Ferruccio Laviani per Foscarini. Foto Gianluca Vassallo

Nata dalla collaborazione tra il designer Ferruccio Laviani e Foscarini, Tonda è una lampada a sospensione caratterizzata da una struttura metallica sinuosa che abbraccia e sostiene la sfera del diffusore in vetro opale soffiato a bocca. Premiata con l’Interior Design’s 2022 Best of Year Award, rievoca suggestioni ispirate ai capolavori del design anni Sessanta e Settanta, attualizzate nella sofisticata soluzione progettuale che ne costruisce l’equilibrio apparentemente disassato. Disponibile in due dimensioni e in tre finiture (bianco, arancione, titanio).

Multifunzionale, multicolor

Trypta, design Stephen Burks per Luceplan. Qui installata all’hotel Clarion di Trondheim.

Illumina, arreda, migliora il confort acustico. Trypta è stata progettata da Stephen Burks per Luceplan con l’intento di rendere più accogliente l’ambiente da più punti di vista. Il corpo cilindrico in alluminio è dotato di due sorgenti Led che consentono di impostare una diffusione della luce sia diretta sia indiretta. Inoltre, è disponibile in due diverse lunghezze, da combinare con l’ampia gamma di misure dei pannelli per creare configurazioni piane, sfalsate o miste.

Per tutte queste caratteristiche Trypta è stata scelta da ITAB Room Concept e dall’interior designer Christian Thanh Tran come fonte di illuminazione del bar e ristorante al primo piano del Clarion di Trondheim, uno dei più grandi hotel congressuali della Scandinavia.

Ironia pop

Cyborg, design Karim Rashid per Martinelli

Come tutte le creazioni di Karim Rashid, anche Cyborg, la lampada da tavolo che ha progettato per Martinelli, sorprende e diverte. Un po’ hi-tech, un po’ nostalgica dell’estetica optical, si presenta con una struttura in fusione di alluminio disponibile in tantissimi colori, dal rosa fucsia (il preferito da Rashid) al lime chiaro, passando per bianco, azzurro, alluminio. Non manca l’edizione limitata Texture, che la riveste di una finitura multicolor perfetta per esaltare la vena pop dell’oggetto.

Ispirazioni al naturale

Posy Bubblegum, design Sara Moroni per Masiero

Sembra uscita da un interno liberty dei primi del Novecento la collezione Posy disegnata da Sara Moroni per Masiero. Una struttura di elementi a barra in ottone, con finitura in galvanica spazzolata, sostiene i diffusori in vetro opalino: un rimando astratto ai rami ricchi di gemme.

Proprio per mantenere la conformazione diversificata degli steli naturali, la collezione si sviluppa in un’ampia gamma di tipologie, forme e dimensioni: sospensioni singole, multiple o a grappolo simulano la varietà delle infiorescenze, mentre la struttura assembla barre lunghe e corte.

Geometrie ipnotiche

Drop, design Arihiro Miyake per Nemo

Con quella leggerezza tipica dell’estetica giapponese, Drop è un chandelier contemporaneo che coniuga tecnologia sofisticata con un gusto design minimale e d’effetto. Arihiro Miyake ha progettato per Nemo una struttura in alluminio costituita da cerchi concentrici collegati attraverso una connessione miniaturizzata, che consente all’osservatore di concentrarsi solo sulla luce diffusa e sul gioco ritmico creato dagli anelli che si susseguono.

Quasi una scultura luminosa, Drop ha diametro massimo di 110 cm e sorgente luminosa a Led.

Segni grafici

Segmento, design Infinito Design Studio per Olev

Punto e linea. Due segni grafici semplici per Segmento, la lampada da parete progettata da Infinito Design Studio per Olev. Una linearità di forma che nasconde in realtà soluzioni illuminotecniche di grande ricerca: due basi cilindriche sono unite da un sottile lembo in acciaio armonico che ospita la sorgente luminosa.

Il lembo è flessibile e consente di realizzare numerose composizioni. Ciascun Segmento, infatti, può essere sovrapposto e incrociato con altri, oppure installato su pareti ad angolo. Una lampada divertente, che ben si presta a esprimere la creatività in ambienti come living e camere da letto o per ravvivare spazi di servizio come il corridoio.

Design senza tempo

Meta, Stilnovo

Cinquant’anni e non sentirli. Meta, la lampada da tavolo di Stilnovo, è nata negli anni Settanta, tuttavia rimane un pezzo di design di grande forza grazie alla sua purezza formale. Una struttura con base cilindrica in  metallo sostiene un diffusore sferico in vetro triplex bianco lucido. Le finiture sono quelle fondamentali: rosso, nero e oro spazzolato con base nera, oppure total white. Per gli amanti dell’estetica retro-futurista, ma anche per chi apprezza la forza della semplicità.

Luce sostenibile

Tubular Bells, design Marcello Ziliani per Turri

Un’asta orizzontale che sostiene i corpi illuminanti, a forma di campane stilizzate. Il concept dietro Tubular Bells di Marcello Ziliani per Turri offre più letture. A partire dal nome, che rende omaggio all’omonimo album progressive di Mike Oldfield degli anni Settanta, per proseguire con la forma della campana cui si ispira, legata a un immaginario mistico e religioso. La cura nell’estetica è poi affiancata da un’attenta ricerca per soddisfare i requisiti di sostenibilità. Realizzato interamente in alluminio e acciaio, Tubular Bells combina l’utilizzo del Led con la riciclabilità dei metalli, riducendo al minimo l’obsolescenza formale, tecnica e funzionale.

Grafismi di luce: foto e immagini