Fascino industriale a Porto
Sulle rive del fiume Douro, il nuovo Rebello Hotel è una destinazione che seduce per il mix raffinato fra design e arte, fra storia e contemporaneo.

Dove archeologia industriale e design si incontrano. Il Rebello Hotel di Porto nasce dalla conversione di quattro edifici industriali del XIX secolo in una destinazione hospitality 5 stelle a firma Bomporto Hotels, società specializzata nella realizzazione di alberghi deluxe che già vanta due indirizzi in Portogallo, entrambi nella capitale.
Situato vicino all’unico cantiere navale rimasto a Porto, il Rebello si affaccia imponente sulle rive del fiume Douro, a Vila Nova de Gaia. Non manca di nulla per offrire un’accoglienza ineccepibile: 103 appartamenti, un ristorante, un bar sul tetto, un lobby bar, un miniclub, due sale riunioni, una spa, una palestra, un negozio e una caffetteria. Nonostante questi numeri da capogiro, il modello di ospitalità punta a uno stile informale, con l’obiettivo di trasmettere lo spirito autentico di Porto.
L’edificio: un colosso sul fiume

Il progetto di ristrutturazione è stato curato dallo studio Metro Urbe di Lisbona. Il sito, all’epoca disabitato, ospitava una fabbrica che produceva utensili da cucina. Il team di architetti ha integrato i due blocchi centrali di nuova costruzione con i due edifici laterali che preservano elementi originali, come le facciate in pietra.
L’interior design: un cuore creativo

Daniela Franceschini, la designer fondatrice di Quiet Studios di Lisbona, ha colto l’ispirazione industriale e artigianale della location per definire un interior guidato da arte e creatività, con l’intento di stimolare “gli ospiti, invitandoli a riflettere sul processo creativo e sull’artigianato”. Utilizzando colori, trame e materiali particolarissimi, Franceschini si è avvalsa del supporto di artisti e produttori portoghesi per realizzare gran parte delle opere d’arte e dei mobili abbinati ai pezzi di designer di fama internazionale. Oltre alla maggior parte degli arredi nelle camere e nella spa, Quiet Studios si è occupato anche di tutti i complementi che definiscono e completano l’hotel, come illuminazione, tappeti, specchi, interventi su pareti e soffitti.
Acqua, vino, legno e industria – pietre miliari della storia di Porto – ricorrono nelle scelte della designer.
C’è un’atmosfera nautica nei colori, nei materiali e nelle texture. Un mood trasmesso anche dall’illuminazione, che ricorda barche galleggianti e a vela, dalle mensole in legno di Tomaz Viana, dalle reti in ceramica di Fig Studio e dagli specchi ondulati che evocano il movimento del mare.
La hall: eclettica e sorprendente

La hall, ampia e accogliente nei suoi mille angoli dedicati alla socialità e al relax, sorprende con un’imponente installazione al bancone della reception. Progettata dallo studio THER in collaborazione con un artigiano di Vila Nova de Gaia, è realizzata con materiali di recupero dei famosi rabelos, le piccole imbarcazioni di legno che trasportavano le botti di vino di Porto lungo il fiume e da cui prende il nome lo stesso hotel. I pezzi in ceramica di Joana Passos, la lampada disegnata da Casa Josephine e le spettacolari composizioni floreali di Beatriz Faria Ribeiro regalano il tocco finale.
Le stanze: confort ricercato

Sono ben 11 le tipologie di sistemazioni disponibili: le suite più piccole (circa 37 mq) sono gli Studios; i più grandi, di 195 mq e con 3 camere da letto, sono i Three Bedroom Duplex.
Opere d’arte di Pedro Guimarães, oggetti di Grau Cerâmica e coperte artigianali realizzate a Serra da Estrela dalla Burel Factory arredano tutte le sistemazioni. Non mancano pezzi firmati da artisti internazionali, come Josep Maynou e Tomek Sadurski, così come soluzioni su misura ispirate al design nautico e industriale, dai lavandini che ricordano vecchi serbatoi d’acqua alle testate dei letti che richiamano le acque increspate del Douro. Per la palette cromatica sono stati scelti toni neutri, la base perfetta per abbinarsi a legno di noce, acciaio, cemento, piastrelle e agli altri materiali utilizzati.
I servizi aggiuntivi: tutti da esplorare
Come abbiamo accennato sopra, nei 27 mila metri quadri del Rebello sono inclusi anche un concept store, una spa (con centro benessere e palestra), un ristorante, un bar, un ristorante sul tetto, un miniclub, due sale riunioni, un centro business e ampi giardini.

Medesima cura e attenzione sono state riservate per tutti questi spazi ovviamente. Citiamo per esempio la palestra, dove attrezzature high tech contrastano con oggetti vintage, come una cavallina o un sacco da box, che regalano una piacevole nota nostalgica. Nel ristorante Pot&Pan l’illuminazione è stata curata dall’artista Joana Passos, mentre le stoviglie in argilla nera Artantiga provengono dalla regione di Tondela. Persino la cancelleria in vendita nello shop di prossima apertura è stata disegnata dalla Franceschini. Insomma, il Rebello è un concept hotel dove tutto è stato minuziosamente progettato, restituendo un’ospitalità elegante in cui è piacevole immergersi.