Da tenere sotto l’ombrellone o nello zaino, 5 libri (più uno) di ispirazione per gli amanti del design
Dai grandi architetti del Novecento ai casi esemplari di urbanistica, una selezione di titoli per imparare dal passato a come progettare il futuro.

La cultura del progetto non si limita alla costruzione di edifici o alla modellazione di oggetti d’arredo: è un linguaggio trasversale che interagisce con spazio, memoria, partecipazione e benessere. Di seguito proponiamo una rassegna di cinque letture dedicate alla storia, alla teoria e ai protagonisti della progettazione in senso ampio.
A queste abbiamo aggiunto un sesto titolo “fuori catalogo” – un ricettario pensato per i più giovani – perché curato da Arredo 3, azienda di interior design che con questa iniziativa dimostra come la pratica progettuale possa estendersi alla responsabilità sociale.
L’augurio è di favorire la nascita di un punto di vista personale grazie a chiavi di lettura inedite sul modo di abitare e percepire il mondo.
1. La dimensione poetica dell’abitare: la collana Casa come me (Electa)

Lo consigliamo perché: lo spazio privato diventa scenario dell’architettura mentale dell’artista o dell’intellettuale. La collana mostra come l’arredo e la disposizione spaziale possano codificare una precisa identità, prima culturale e poi estetica.
Casa come me è la collana ideata e curata da Andrea Cortellessa ed Emanuele Trevi per Electa, un’esplorazione sul profondo legame tra i protagonisti della cultura del Novecento e i loro spazi di vita e lavoro. Già dal titolo c’è un omaggio esplicito alla celebre dimora caprese di Curzio Malaparte, set del film Il disprezzo di Jean-Luc Godard.
Nel volume firmato da Marco Antonio Bazzocchi, la casa-studio di Giorgio Morandi in via Fondazza a Bologna viene analizzata come un micro-cosmo indispensabile per l’elaborazione della sua pittura: “Grazie a questa casa tenuta immobile e protetta dalla vita di fuori, Morandi non ha mai dismesso il suo mondo privato”.

Parallelamente, il saggio di Paolo Di Stefano ricostruisce la storia pratica e simbolica della sede dell’editore Einaudi in via Biancamano 1 a Torino, tra tende di chintz rosso, sedie di Chiavari e tavoli in marmo Portovenere.
2. Pedagogia urbana e partecipazione: Giancarlo De Carlo. Il Progetto Urbino, di Tiziana Fuligna (Aracne)

Lo consigliamo perché: come emerge dalla recensione della giornalista Alessandra Laudati, il testo analizza il “caso Urbino” come punto di convergenza tra architettura, politica, pedagogia e patrimonio storico, offrendo spunti attualissimi su come il progetto urbano debba farsi interprete dei bisogni civili di una comunità.
A vent’anni dalla scomparsa di Giancarlo De Carlo, lo studio condotto dalla storica dell’arte Tiziana Fuligna (edito da Aracne nella collana MensCorpus) ripercorre l’esperienza urbanistica che ha trasformato la città del Montefeltro.
Il cuore del volume è lo storico sodalizio tra l’architetto e il Rettore dell’Università Carlo Bo, una collaborazione cinquantennale che ha ridefinito il concetto di pianificazione intesa come pedagogia urbana. Per De Carlo, lo spazio non era un semplice vuoto da riempire con l’edilizia, ma un catalizzatore di coesione sociale e cittadinanza attiva basato sul coinvolgimento diretto dei cittadini.
3. Bioedilizia e natura negli interni: Abitare la natura, di Alfredo Fusco (Maggioli Editore)

Lo consigliamo perché: il volume è una guida teorica e pratica utile a comprendere quanto le scelte formali e progettuali dell’ambiente domestico impattino direttamente sulla salute e il benessere delle persone.

Il saggio dell’architetto e biophilic designer Alfredo Fusco si pone come il primo volume italiano focalizzato sulla progettazione biofilica applicata agli spazi residenziali. Partendo dall’analisi del deficit di natura, ovvero il disagio provocato dal trascorrere oltre il 90% del nostro tempo al chiuso, Fusco mutua dalla pedagogia il concetto di strumenti compensativi applicandoli all’interior design.
Analizzando le varie stanze della casa secondo i 14 pattern del biophilic design, l’autore illustra come la modulazione della luce naturale, la matericità delle superfici e l’inserimento della vegetazione nei posti giusti possano disinnescare lo stress e ripristinare il benessere psicofisico.
4. La ridefinizione del lusso contemporaneo: L’Invenzione del Lusso. Il lifestyle secondo Alberto Vignatelli (Rizzoli)

Lo consigliamo perché: offre un insight sull’intersezione tra alto artigianato, branding del lusso e progettazione d’interni, mostrando come il lifestyle si sia evoluto da semplice estetica a linguaggio culturale.

Questo volume monografico, curato da Olga Vignatelli, ripercorre la traiettoria umana e professionale di Alberto Vignatelli, fondatore negli anni Settanta di Luxury Living Group. Attraverso un ricco apparato di immagini e testimonianze, il libro documenta la nascita del concept di lifestyle applicato all’arredo, coronato nel 1988 dalla creazione di Fendi Casa, pioniera delle licenze tra alta moda e arredo, e dalle successive partnership con marchi come Bentley Home, Bugatti e il Ritz Paris. Non mancano i riferimenti anche alle collaborazioni con grandi progettisti quali Jacques Grange, Vladimir Kagan e Carlo Colombo.
5. Il ritratto di un maestro: Carlo Mollino A-Z (Electa)

Lo consigliamo perché: È un caposaldo critico per chiunque sia interessato alla storia del design, offrendo un’immersione profonda nel metodo compositivo di un maestro capace di sintetizzare ingegneria, erotismo, futurismo e grande artigianalità.
Con la curatela di Fulvio Irace e Sergio Pace, Electa dedica un’opera monumentale e corale a Carlo Mollino, tra i protagonisti più poliedrici del Novecento italiano. Strutturato in 68 lemmi curati da 34 studiosi, il volume adotta una struttura enciclopedica per invitare il lettore a costruire il proprio percorso. Ogni voce agisce come uno specchio che riflette un tassello della poliedrica identità di Mollino: architetto, designer di arredi organici e aerodinamici, fotografo, scenografo, pilota e scrittore.
La ricerca formale degli oggetti di design si intreccia con la storia dell’architettura e della città, la dimensione privata con quella pubblica del progetto. Ne emerge un ritratto a mosaico in cui convivono interessi, amicizie, idiosincrasie e ossessioni.
Un (consigliabile) fuori sacco. Design sistemico e condivisione: Cucina a colori (Arredo3)

Lo consigliamo perché: l’iniziativa si distingue per il suo valore etico. I proventi delle vendite sono interamente devoluti alla Fondazione Città della Speranza per sostenere la ricerca sulle malattie oncoematologiche pediatriche. Ma dimostra anche come un’azienda di arredamento possa spingere la propria ricerca oltre il progetto del prodotto fisico, suggerendo le esperienze d’uso, le relazioni familiari, la cultura nutrizionale intorno ad esso.

Promosso dal marchio veneto di cucine su misura Arredo3, questo volume curato da Simona Stoppa (con la consulenza scientifica della nutrizionista Ileana Gervasi) esce dal perimetro della saggistica d’architettura. Pensato per bambini e adolescenti, il libro organizza la preparazione di piatti sani tramite un’intuitiva classificazione cromatica, trasformando lo spazio fisico della cucina in uno spazio di gioco e scoperta per tutta la famiglia.