Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Volumi netti, superfici materiche e geometrie essenziali: il brutalismo diventa protagonista degli scenari domestici, dall’architettura agli arredi.

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Casting Concrete di Flos

Il brutalismo è una corrente nata negli anni Cinquanta in Inghilterra nel campo dell’architettura e poi si è estesa all’interior e al product design, fino a trovare una nuova eco anche nella cultura popolare con The Brutalist, il film di Brady Corber, che riportato questo immaginario sotto i riflettori. Caratterizzato dall’impiego del cemento a vista e di volumi geometrici netti, trova un simbolico esempio nella Torre Velasca a Milano, la cui struttura evidenzia fortemente le nervature che salgono a modulare la forma architettonica, accentuandosi prospetticamente nei puntoni dello sbalzo. Oggi questa dimensione progettuale torna in auge per riscrivere nuove architetture capaci di dialogare con il paesaggio, come nel caso della Casa Ocho Quebradas in Cile, dove volumi differenti compongono un quadro domestico. Anche nel product design si registra un interesse sempre maggiore per questa visione estetica: elementi grezzi si combinano a forme più morbide e avvolgenti, creando un dialogo tra tensione costruttiva e comfort abitativo.

Rétro brutalismo

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Rare Matter – A Retro-Brutalist Story, Visionnaire

Con Rare Matter – A Retro-Brutalist Story, presentata al Salone del Mobile 2026, Visionnaire riporta la materia al centro del progetto.  Sotto la direzione creativa di Eleonore Cavalli, la collezione definisce un nuovo immaginario rétro-brutalista, in cui volumi netti ispirati all’estetica industriale, incontrano dettagli artigianali e superfici dalla forte componente materica. Il passato non viene ricreato, ma riletto come un archivio vivo.  È questo anche il filo conduttore della collezione di Mauro Lipparini che lavora su forme ampie e avvolgenti, mantenendo al tempo stesso un rigore formale. Nella poltrona Bloomington, la seduta diventa un gesto tridimensionale: un volume modellato che emerge nello spazio prima ancora di accogliere il corpo. Nel divano Baton Rouge, invece, la base compatta e gli elementi di raccordo posteriori sottolineano la struttura del progetto, trasformandola in una presenza capace di scandire e dare ritmo all’ambiente.

Architetture primitive

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Casa Ocho Quebradas

Progettata dall’architetto cileno Alejandro Aravena, Casa Ocho Quebradas è una casa affacciata sull’Oceano Pacifico, a Los Vilos, circa 250 chilometri a nord di Santiago del Cile. Il progetto si ispira al contesto circostante aspro per dar vita a una casa quasi primitiva, destinata ai fine settimana. A definire l’architettura è una struttura in cemento armato composta da tre volumi massicci di dimensioni e disposizioni diverse. Quello verticale accoglie le camere e i bagni; un corpo più basso ospita invece la zona giorno, organizzata attorno a un camino aperto. Tra i due si inserisce il volume obliquo che funge da camino per il fuoco.

Abbiamo visto il sito e il fatto di essere una casa per il fine settimana come un’opportunità per esplorare una certa primitività. La geografia era così brutale che solo un insieme di elementi forti e virili era appropriato. L’Oceano Pacifico qui non è affatto pacifico; l’acqua è bianca a causa della violenza con cui incontra la terra, ha spiegato Alejandro Aravena.

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
PTS_A, Alessandra Bartali

Un’altra interpretazione del brutalismo contemporaneo è PTS_A, il progetto residenziale firmato dall’architetto Alessandra Bartali nel cuore della Versilia, nato dal recupero di un ex oleificio, successivamente trasformato in atelier di sculture. Qui il cemento gettato in opera diventa la matrice dell’intervento: dalla pavimentazione continua in resina-cemento agli arredi realizzati su misura, fino al top della cucina e agli elementi strutturali preesistenti, come la grande trave diagonale a soffitto. Gli ambienti, caratterizzati da soffitti di 8,5 metri, vetrate a nastro e strutture metalliche nere, sono scanditi da divisori in vetrocemento che lasciano filtrare la luce e rafforzano l’impronta industriale. Anche gli elementi funzionali entrano nel racconto materico: come il radiatore Tubone di Antrax IT, scelto nella versione orizzontale nera, che con la sua forma essenziale e il carattere tecnico diventa parte integrante dell’architettura.

Il rigore della materia

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Alberoni di Cimento

Il tema del brutalismo come già detto trova espressione anche negli arredi. Ne è un esempio il tavolo Alberoni di Cimento, firmato da Patricia Urquiola. Spigoli e linee ortogonali disegnano un arredo rigoroso, le cui forme geometriche prendono vita dall’intersezione di più corpi solidi. Ad alleggerire la struttura intervengono tonalità delicate che donano un tocco di freschezza e richiamano le stratificazioni rocciose.

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Fusto di Forma&Cemento

Altro progetto che esplora il tema è la collezione Fusto di Forma&Cemento, ideata da Studio Irvine, che rilegge il calcestruzzo, materiale comunemente associato all’edilizia e a oggetti pesanti, per progettare e realizzare opere di design. Al centro della collezione c’ è la colonna, elemento strutturale che sorregge tavolini, consolle, librerie e piedistalli. Volumi e proporzioni si integrano in una geometria senza tempo, mentre le sfaccettature cromatiche animano le superfici in un continuo gioco di luci e ombre.

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi
Casting Concrete di Flos

Sempre in calcestruzzo è Casting Concrete di Flos, la lampada da parete progettata da Vincent Van Duysen. Realizzata attraverso con un processo artigianale in stampo, nasce da un impasto di calcestruzzo composto da cemento, aggreganti inerti fini e fibre di rinforzo. La materia definisce una forma essenziale e scultorea, dove la ruvida solidità del calcestruzzo incontra la luce in un equilibrio di pieni e vuoti. L’apparecchio è fornito con uno spezzone di cavo uscente in neoprene, con un kit di connessione elettrica per cavo multipolare singolo, e con tasselli per installazione su superfici piene e solide. La piastra di fissaggio per installazione su calcestruzzo, pavimentazione da gettare, o su plinto è disponibile come accessorio.

Il ritorno del brutalismo, la riscoperta di un’estetica senza compromessi: foto e immagini.