Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Faticare sì, ma non solo. I nuovi luoghi del fitness aggiungono valore allo spazio e costruiscono un benessere in senso ampio.

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Moof. Foto per gentile concessione Canobardin

Dimentichiamo gli ambienti anonimi, dominati da macchinari, specchi e neon aggressivi. Gli spazi fitness più attuali sono luoghi in cui luce, materiali, rituali e identità di marca contribuiscono a creare insieme un’esperienza.

Esemplari di questa transizione sono i casi di Moof Fitness Studio, progettato da Canobardin a Pozuelo de Alarcón, nell’area di Madrid, e MVMT Studio, firmato da Quiet Studios nel quartiere Santos di Lisbona: due progetti diversi per scala, linguaggio e intento, ma accomunati dal desiderio di andare oltre il concetto di benessere fisico legato alla performance.

Moof: l’energia del colore

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Foto per gentile concessione Canobardin

Distribuita su 95 metri quadrati a piano strada, Moof porta la firma dello studio madrileno Canobardin. Bárbara Bardín e Julio Cano trasformano l’interno in un grande Meccano, dove bulloni, dadi, rondelle e giunti rimangono ben visibili.

L’architettura non si presenta come una forma conclusa, diventa struttura reversibile, smontabile e riconfigurabile, pensata per evolvere insieme al programma e alla crescita del brand. Per questo motivo sono stati usati componenti prefabbricati, verniciati a polvere e assemblati a secco, perfetti per adattarsi a sedi future senza perdere riconoscibilità.

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Foto per gentile concessione Canobardin

La caratteristica distintiva sta nell’uso della lamiera metallica perforata. Presa a prestito da un immaginario industriale, qui diventa un elemento di mediazione, un filtro capace di differenziare le due aree dedicate rispettivamente all’allenamento funzionale e a quello di forza senza interrompere lo sguardo né bloccare la luce.

E proprio grazie alla luce si crea un’atmosfera particolare, disegnata da riflessi, ombre e trasparenze che mutano con l’ora del giorno. Ne risulta un ambiente compatto ma non claustrofobico, in cui la ripetizione dei moduli ordina lo spazio e accompagna l’attività fisica.

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Foto per gentile concessione Canobardin

L’altro elemento che regala forza al progetto è sicuramente il giallo caldo che riveste elementi metallici, arredi e facciata. Canobardin evita deliberatamente le palette soft e naturalistiche spesso associate al wellness, per preferire invece un’identità fortemente riconoscibile e immediatamente percepibile dalla strada. L’abbinamento col bianco ottico aumenta luminosità e nitidezza, mentre il blu elettrico, riservato a segnaletica e brand, aggiunge una nota grafica qui e là.

La facciata esterna anticipa lo stesso gioco di trasparenza costruito all’interno: il doppio strato di lamiera perforata protegge lo spazio senza negarlo alla vista dei passanti, in uno scambio osmotico fra spazio costruito e città aperta.

MVMT: rigore geometrico ed eleganza

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Foto per gentile concessione Quiet Studios

A differenza della palestra spagnola, quando si varca la soglia dello spazio lisbonese MVMT ci si trova davanti a una progressione di ambienti. Caffè, sala movimento, recovery room, area per attrezzi funzionali, spogliatoi e docce sono caratterizzati ognuno con un’atmosfera diversa, ma tutti resi coerenti grazie a un linguaggio comune, ben progettato da Quiet Studios, fatto di forme nette, colori primari ben dosati e superfici di ceramica.

Le piastrelle costituiscono il materiale di elezione e, sebbene declinate diversamente in ogni stanza, stabiliscono identità circoscritte senza perdere di vista l’unità complessiva.

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Foto per gentile concessione Quiet Studios

La presenza del caffè estende l’esperienza offerta da MVMT oltre il tempo dell’allenamento, in linea con le tendenze fitness più recenti che mirano a integrare funzioni sociali e spazi di ristoro, trasformando l’attività fisica in una pratica di comunità e di benessere a 360 gradi.

Quiet Studios applica alla palestra una lettura che si potrebbe definire residenziale: non un grande open space tecnico, bensì una casa del movimento composta da luoghi distinti, ciascuno associato a una pratica e a un’intensità d’uso.

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Foto per gentile concessione Quiet Studios

Anche in MVMT, come nel caso spagnolo, la luce ricopre un forte ruolo progettuale. Nella sala movimento, un sistema su misura combina sorgenti a soffitto, a parete e LED perimetrali, consentendo agli istruttori di adattare l’atmosfera a pratiche differenti: una sessione di forza, una pratica di mobilità o un’attività di recupero necessitano di condizioni percettive diverse.

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Foto per gentile concessione Quiet Studios

Per quanto riguarda la palette cromatica, Quiet Studios ha guardato alla tradizione Bauhaus: impiega con parsimonia i colori primari e affida a legno e ceramica il ruolo di connettori materici.

Il colore non è interpretato come elemento identitario per il brand, né ricopre una funzione per rendere il luogo riconoscibile nell’ambiente urbano; costruisce piuttosto continuità tra i diversi ambienti, definisce micro-atmosfere e accompagna l’alternanza fra attività, recupero e socialità.

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Foto per gentile concessione Quiet Studios

Optical bianco e nero in sala, rosso profondo negli spogliatoi, mentre nella zona caffè è il legno a mimare le geometrie delle piastrelle. MVMT è una palestra che cerca il proprio carattere nella varietà degli ambienti e nella suggestione di una dimensione intima quotidiana, facendo della permanenza, e non soltanto dell’accesso, il focus principale.

Due idee complementari di wellness

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra
Foto per gentile concessione Canobardin

Moof e MVMT rappresentano due orientamenti complementari dell’architettura fitness. Il primo esprime le potenzialità di un sistema: compatto, modulare, scalabile. Il secondo punta sull’aspetto rituale e relazionale, con spazi più articolati e circoscritti.

In entrambi i casi, la palestra acquista una nuova dimensione, smette di essere uno sfondo neutro per diventare uno spazio vivo, che accoglie movimento, tempo e relazioni sociali.

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Foto per gentile concessione Quiet Studios

 

Due progetti fitness raccontano come il benessere fisico oggi vada oltre la palestra – foto e immagini