Piccoli protagonisti dello spazio, i nuovi tavolini danno carattere ai nostri interni
Compatti, versatili e sempre più espressivi, i tavolini si prendono la scena. Senza dimenticare la loro indispensabile funzione accanto a divani e poltrone, hanno acquisito il ruolo di veri oggetti di design, capaci di definire l’atmosfera di un ambiente attraverso forme, materiali e proporzioni

Il tavolino è un complemento che è diventato un autentico protagonista dello spazio. Accanto ai modelli più tradizionali si sono fatti strada nuovi elementi, pensati per vivere da soli o combinarsi in composizioni dinamiche dove i piani si moltiplicano, le strutture si alleggeriscono e le silhouette si riducono all’essenziale.
A definire il carattere di ogni pezzo sono materiali, finiture e dettagli costruttivi, che trasformano anche il modello più semplice in un elemento distintivo.
I materiali puntano sulla tattilità e sul contrasto visivo, trasformando ogni pezzo in una piccola opera d’arte. Legno, vetro, metallo, pietra, marmo e ceramica vengono combinati secondo accostamenti sempre più sofisticati, mentre superfici materiche e finiture tattili aggiungono profondità alla percezione dell’oggetto. Il tavolino diventa così un’occasione per portare all’interno una texture, una venatura, un colore o un particolare effetto luminoso.
La tendenza riguarda anche il colore. Se le tonalità neutre continuano a essere protagoniste per la loro capacità di inserirsi facilmente in contesti differenti, crescono le proposte che utilizzano nuance intense e accenti cromatici come veri elementi decorativi. In questo scenario, la versatilità diventa una delle caratteristiche più interessanti, infatti i tavolini entrano anche nelle camere da letto, negli ingressi, negli spazi outdoor e persino negli ambienti di lavoro. Cambiano funzione a seconda della posizione e dell’utilizzo, confermando la versatilità del design.
Acerbis, la poesia del vetro

Nella serie di tavolini Lokum l’eleganza delle forme – felice esito della ricerca di Sabine Marcelis – viene elevata dalla maestria artigianale di Acerbis nella capacità di lavorare il vetro soffiato. Materia, luce e colore – ambra, grigio fumé e ombra – si fondono in un intenso dialogo materico, dando vita a riflessi unici che incantano l’occhio con un ottimo equilibrio tra funzione ed emozione.
Arflex, l’armonia zen incontra il Made in Italy

Firmata dal duo di designer Bernhardt&Vella, la collezione Marea di Arflex è esempio di un raffinato equilibrio tra design italiano ed estetica giapponese. Tra geometrie fluide, top in marmi venati o in vetro temperato fumé ricotto o retroverniciato, sostenuti da sottili gambe ovali in alluminio laccato nero, gli elementi giocano con altezze e sovrapposizioni differenti creando scenografie sempre in movimento.
I modelli di altezze differenti sono pensati per essere utilizzati singolarmente oppure in più elementi, creando composizioni articolate. I piani si moltiplicano, le strutture diventano più leggere e le silhouette si fanno spesso essenziali, lasciando che siano i materiali e i dettagli costruttivi a definire il carattere del pezzo. Anche le forme raccontano una ricerca di maggiore libertà espressiva: le linee rigide e spigolose lasciano il passo a contorni fluidi, smussati e asimmetrici e spesso richiamano le forme della natura: ciottoli levigati, gocce ed elementi organici che sembrano modellati a mano.
Glas Italia, il cristallo multicromatico

Disegnato da Piero Lissoni per Glas Italia, il tavolino basso a ponte The Dark Side of the Moon è realizzato in cristallo extralight stratificato, la cui finitura multicromatica, disponibile in una decisa versione a strisce o con morbide sfumature cromatiche, gioca con le rifrazioni, cambiando personalità a seconda dell’angolazione. Le piccole e sottili irregolarità del vetro sono sinonimo della lavorazione artistica e manuale, che rende ogni singolo elemento un pezzo unico.
Lema, la poesia della natura scolpita nel design

Disegnati da Roberto Lazzeroni per Lema, i tavolini Vega vogliono rievocare le sagome morbide dei sassi levigati dall’acqua. A rendere il progetto davvero speciale è il dialogo tra piano e struttura: le gambe in legno massello affiorano leggermente oltre la superficie, diventandone dettaglio evidente. Disponibili in due altezze, sono pensati per essere combinati liberamente, dando vita a un ‘arcipelago’ domestico che arricchisce lo spazio.
Living Divani, piani in movimento


Disegnato da David Lopez Quincoces per Living Divani, Pagoda fa della sovrapposizione e dello slittamento dei piani la sua vera cifra stilistica. I piani, impreziositi dal dettaglio a ‘mezzo toro’, evocano le suggestive geometrie delle architetture orientali. Facendo scorrere i livelli, il tavolino cambia forma, regalando configurazioni differenti e prospettive visive in continuo divenire.
Meritalia, l’arte dell’incastro perfetto


Firmato dallo studio Objects of Common Interest per Meritalia®, B.Bundle è un’originale coppia composta da un tavolino e un pouf pensati per vivere in totale sintonia e complementarità. Il vero elemento di forza è l’apertura centrale del tavolino, studiata con precisione per accogliere ed incastrare al suo interno il pouf. Un dialogo intelligente tra pieni e vuoti pensato anche per spazi ridotti.
Porada, la leggerezza del noce Canaletta

Disegnato da Andrea Radice per Porada, il tavolino Flip traduce la solidità del legno in una silhouette leggera e fluida. La sua struttura in massello di noce Canaletta si sviluppa verticalmente a partire da una base circolare, da cui si innalzano una linea retta e due curve che si incrociano fino a fondersi. In cima, un elegante bordo massellato accoglie un piano rotondo a scelta tra marmo e cristallo termoformato.
Pedrali, il ritmo delle superfici


La collezione di tavolini (e consolle) Estratto, firmata dal famoso duo Formafantasma per Pedrali e realizzata in alluminio, trasforma la struttura in un elemento espressivo. Le basi, composte da estrusi concavi accostati tra loro, costruiscono un ritmo fatto di superfici, aperture e giunti, mentre la luce scivola sulle curve e ne accentua la profondità. Una presenza discreta, ma sofisticata e versatile, capace di adattarsi tanto agli interni, quanto agli spazi outdoor.
Poliform, l’equilibrio tra purezza geometrica e morbidezza

I coffee table Savoy, firmati da Jean-Marie Massaud per Poliform, nascono dalla ricerca di equilibrio tra purezza geometrica e morbidezza. Sulla struttura in metallo verniciato nella finitura brown nickel satinato poggiano leggeri piani rotondi dai bordi smussati, concepiti per regalare una sensazione sia visiva, sia tattile. La collezione valorizza la materia proponendo piani in marmo levigato e lucido, come il raffinato nero marquina, oppure in vetrofusione nelle tonalità bosco, fumé e bronzato.
Bontempi, armonia fluida

Flow, il tavolino disegnato da Andrea Lucatello per Bontempi, pone punto di forza nella base, un’unica lastra di metallo sagomata e piegata senza interruzioni visive, le cui curve morbide garantiscono stabilità distribuendo il peso con naturalezza. Il top è un piano in vetro dai bordi smussati che asseconda questa silhouette organica.
Mori Edizioni, la solida eleganza della materia

Lunetta, il tavolino disegnato da Luigi Mori per Mori Edizioni, è un pezzo dall’estetica essenziale, tattile e contemporanea. A definirne il carattere è la solida base troncoconica in cemento o argilla refrattaria, che regala stabilità e un’architettura rigorosa. Il piano d’appoggio, disponibile in argilla, argilla refrattaria o lava smaltata, svela invece l’anima più espressiva del progetto: pulito ed elegante in tinta unita, o eclettico nelle versioni con decorazioni artistiche. Disponibile in due altezze per integrarsi con naturalezza in ogni living, Lunetta dimostra come la vera versatilità nasca dall’armonia tra forma e sostanza.