C’è un nuovo trend che riscopre il ricamo come linguaggio del design contemporaneo

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

La sperimentazione a volte non ha bisogno di passare attraverso grandi effetti speciali. La riscoperta del ricamo ci insegna che anche un gesto gentile e antico può essere perfetto per raccontare nuove idee.

C’è un nuovo trend che riscopre il ricamo come linguaggio del design contemporaneo
Nullus Locus. Foto per gentile concessione Locatelli Partners

Per lungo tempo confinato nel patrimonio di realtà circoscritte, il ricamo sta lentamente risvegliando nuovo interesse nel mondo del design, dove è in corso una sua rilettura come gesto che, sebbene legato alla memoria e al saper fare, è capace di dar voce a una nuova sensibilità. Una manualità riscoperta che, nell’affollamento digitale, si recupera e si applica a nuovi contesti.

È quello che hanno sperimentato i designer di cui raccontiamo qui, spaziando da usi inediti di materiali e supporti, a concept innovativi che il ricamo riesce a raccontare. Una pratica gentile che sa come smuovere grandi connessioni.

L’amore per il dettaglio insolito di Dedar

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Foto Andrea Ferrari

La collezione Dedar va osservata con attenzione perché costruisce tanti piccoli mondi ricchi di riferimenti da riconoscere. Nuove geometrie e cromie rileggono la tradizione dell’arazzo. Velluti marezzati, rasi cascanti, mohair sontuosi e sete grezze filate a mano declinano l’eleganza degli uniti della collezione, in cui semplicità e matericità, colori accesi e toni pastello convivono in un delicato equilibrio.

E ancora, linee disgregate mimano costellazioni, memorie di pitture rupestri, geroglifici, caratteri kanji e linee spezzate kuba. La gamma dei tessuti ignifughi si arricchisce con preziosi ricami reinventati in materiali resistenti, durevoli e lavabili. I rivestimenti tessili murali completano la collezione, proponendosi come elementi per costruire spazi avvolgenti. Pur restando nell’ambito di applicazioni note, Dedar aggiunge quel twist in più per dare al ricamo una nuova personalità.

Le scenografie mobili di Paola Lenti per Misha

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Foto Sergio Chimenti

La collaborazione esclusiva tra Misha e Paola Lenti ha segnato l’incontro tra due eccellenze manifatturiere con Dialoghi, una serie di quinte rotanti realizzata da Misha che accoglie frammenti di immaginari lontani suggeriti da Paola Lenti, in un mix tra Giappone, India e saper fare italiano.

Nascono così pannelli come Sayaki, dove un antico pizzo diventa un aereo ricamo in seta su fibra naturale eseguito da artigiani indiani, e Ibuki, in cui la tradizione floreale nipponica si scompone per diventare una costellazione geometrica e astratta. Più che semplici rivestimenti, queste superfici mobili dalla vocazione scenografica agiscono come soglie capaci di modulare la luce e lo spazio con poesia.

I graffiti tessili di Giulio Caponi

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Foto Andrea Tortelli

L’universo artistico di Giulio Caponi trova nei tappeti il supporto d’elezione per esplorare ricordi ed emozioni. Ispirato da suggestioni d’antan come cartoline antiche, figurine ed elementi fanciulleschi, l’artista traduce il proprio impulso creativo prima in acquerello e poi in densi ricami a punto croce o punto erba su feltro. Il progetto Cartoline mette in scena corrispondenze impossibili che scavalcano il tempo e la letteratura, come nel caso della Cartolina a Giulietta.

Con la cartolina, quando scrivo, comincio ad inventare brevi messaggi che, dopo lunghi giorni di viaggio, arriveranno ad un destinatario che avrei voluto conoscere. Indirizzi inventati tra francobolli e timbri emessi dalla mia casa editrice. Immagino delle corrispondenze impossibili a volte quando la cartolina non era ancora stata inventata oppure tra personaggi vissuti in epoche differenti, alcuni defunti, altri vivi, come ‘A Giulietta’: Romeo scrive alla sua amata dopo aver incontrato Shakespeare.

In netto contrasto con l’omologazione del digitale, il segno di Caponi rivendica l’autenticità del fatto a mano. Le sue creazioni tessili si configurano come messaggi dal passato e contemporaneamente come una sorta di reperti archeologici per il futuro, capaci di dare corpo e texture all’invisibile trama dei ricordi.

Il ricamo sperimentale di Nullus Locus

C’è un nuovo trend che riscopre il ricamo come linguaggio del design contemporaneo
Foto per gentile concessione Locatelli Partners

Il progetto Nullus Locus supera i confini tradizionali del ricamo per introdurre una sfida insolita, ambiziosa, affascinante: sostituire il metallo al posto del filo, il legno al posto del tessuto. Nato dalla collaborazione tra Massimiliano Locatelli e Fabio Zambernardi, trova la sua chiave di volta nell’abilità di Graziano Giordani, capace di modificare le macchine da cucire industriali per ottenere dei risultati sorprendenti.

In questo processo creativo insolito, anche il committente viene coinvolto: la possibilità di personalizzazione si estende a ogni dettaglio, dalla scelta dei filati alla tipologia di legno utilizzato, fino al disegno stesso del ricamo. Il gesto artistico passa così da una percezione bidimensionale a una tridimensionale, inserendosi nello spazio architettonico.

Il filo come elemento architettonico

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Foto Frank Stelitano

Nato dall’incontro tra Marialaura Irvine, Aurifil e Anna Monti, Through the Thread – Embroidery as an Architectural Act è un progetto che, attraverso il filo, concretizza idee e visioni in superfici materiche e segni distintivi.

Questa collaborazione mette in relazione mondi diversi ma complementari e trasforma l’architettura in un’esperienza tessile grazie a grandi portali ricamati, intesi qui come soglie capaci di ridefinire la transizione tra spazio pubblico e privato. Per la loro realizzazione, Marialaura Irvine si è ispirata a Ca’ Brutta, l’iconico edificio milanese di Giovanni Muzio situato in via Moscova, interpretato dalla designer come un personale dizionario di elementi architettonici: proporzione, ritmo, disallineamento.

Il coordinamento di Elisa Conti per Aurifil, che ha fornito i filati, e il know how tecnico della realtà storica di Anna Monti, guidata da Maria Pia Colombo, hanno consentito tramite la tecnologia di amplificare la poesia del gesto artigianale. Muri leggeri da collocare nell’ambiente domestico consentono di sperimentare tessiture, trasparenze e ricami inattesi.

C’è un nuovo trend che riscopre il ricamo come linguaggio del design contemporaneo – foto e immagini