A Merano, l’hotel Aurora cambia pelle ma non missione. Cultura e modernismo come cuore di un restyling alpino d’autore

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Il punto di incontro fra la tradizione alpina ed echi design che spaziano dal modernismo californiano al grande design italiano. Il risultato è un hotel a misura d’uomo, che dà vita a un’esperienza autentica, contemporanea e profondamente radicata nel territorio.

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Foto Giulio Ghirardi

Lungo la passeggiata che costeggia il Passirio, a Merano, in Alto Adige, si trova l’hotel Aurora, un nome che in città non ha bisogno di presentazioni, poiché da quasi sessant’anni rappresenta uno dei luoghi simbolo della vita sociale cittadina.

Sotto la guida della famiglia Aukenthaler da tre generazioni, sono i fratelli Melanie e Philipp a raccoglierne l’eredità, con l’ambizione di trasformare Aurora in qualcosa di più di un hotel: un organismo culturale vivo, dove ospitalità, architettura e socialità dialogano in sinergia. Per questo è stato oggetto di una profonda ristrutturazione terminata da pochi mesi.

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Foto Giulio Ghirardi

La struttura, che conta 59 camere, è stata ripensata dallo studio milanese di architettura e design Hannes Peer Architecture e feld72, collettivo di architettura con sede a Vienna e Bolzano.

Una prima fase di intervento ha incluso il restyling degli interni, la ristrutturazione di 18 camere e il rinnovamento di tutti gli spazi destinati agli ospiti distribuiti su quattro piani, con l’aggiunta di un Listening Bar e di un nuovo involucro architettonico.

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Foto Giulio Ghirardi

La seconda fase, al via a breve, prevede la realizzazione di una piscina panoramica e di un rooftop bar, insieme alla rilettura di ulteriori 41 camere e suite. Il completamento dei lavori è previsto per il 2028.

Già dall’esterno si respira un’atmosfera particolare

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Foto Giulio Ghirardi

Per l’esterno, feld72 ha progettato una pelle in alluminio che avvolge l’edificio con profondità e larghezze variabili. La luce naturale lo illumina in modo diverso a seconda delle stagioni e delle ore del giorno, regalando prospettive sempre nuove.

Le strutture originali sono state mantenute e reinterpretate. Ottone, travertino, pavimenti in noce e marmo bianco di Lasa richiamano la tradizione alpina, che convive in armonia con atmosfere fortemente connotate ispirate a influenze californiane e brasiliane.

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Foto Giulio Ghirardi

A inquadrare l’ingresso, un’opera in ceramica, su disegno di Hannes Peer e realizzata insieme a Officine Saffi, porge uno scenografico benvenuto grazie alle oltre 2.000 piastrelle artigianali colorate in più di trenta tonalità differenti. A terra, una pavimentazione in terrazzo realizzata su misura con pietre locali segna il percorso dal Lungopassirio fino alla reception.

Effetti speciali per la hall

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Foto Giulio Ghirardi

Una volta entrati, si scopre una nuova sorpresa, il lampadario scultoreo in vetro di Murano firmato da 6:AM che sovrasta il banco reception in legno curvo realizzato da Rier, azienda che ha curato anche tutti gli elementi in legno e gli arredi su misura dell’hotel.

Proprio di fronte, ecco Horizon, un ampio bassorilievo in cemento dell’artista altoatesina Ursula Huber, madre dell’architetto Hannes Peer (il suo legame con il territorio è orgogliosamente evidente date la sua origine e formazione) che introduce una nota materica a forte contrasto con la trasparenza del lampadario.

Un angolo di California in Alto Adige

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Foto Giulio Ghirardi

Superata la reception, la lounge ci immerge nelle atmosfere della Sheats-Goldstein Residence, il capolavoro di architettura organica e modernista a Los Angeles, progettata da John Lautner tra il 1961 e il 1963. I soffitti in legno, le ampie sedute in pelle e il camino centrale, infatti, si ispirano all’estetica californiana di quella dimora.

Qui troverà spazio anche Carte Blanche, la piattaforma di arte contemporanea dell’Aurora curata da Eva Ingram Harpf, dedicata alla ricerca artistica contemporanea, che ospiterà mostre, performance e conversazioni site-specific con creativi locali e internazionali.

Ogni cosa è al suo posto nelle camere

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Foto Giulio Ghirardi

Per le camere, distribuite su quattro piani, Hannes Peer ha scelto un approccio più silenzioso rispetto alla forte espressività degli spazi comuni, trovando un equilibrio fra la morbidezza del modernismo di Palm Springs e il razionalismo austero alpino.

Con una superficie media compresa tra 25 e 30 metri quadrati, le camere sono compatte ma estremamente curate, definite dalla precisione dei dettagli più che dalle dimensioni. Tutti gli arredi sono personalizzati: dai letti bassi dalle forme scultoree con dettagli in pelle ai divani integrati in velluto color ruggine, fino a specchi, illuminazione ed elementi bagno scolpiti nella pietra locale.

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Foto Giulio Ghirardi

I bagni aperti eliminano la distinzione rigida fra ambienti, applicando la lezione di fluidità spaziale appresa dalla Elrod House: zona notte, spazio dedicato al benessere e paesaggio si compenetrano, restituendo una sensazione molto tattile, grazie alla sinergia fra pietra locale, tonalità del noce, luce alpina filtrata e dettagli artigianali.

La musica è protagonista

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Foto Giulio Ghirardi

In linea con il trend attuale che riserva attenzione al mondo del suono, Aurora offre anche un Listening Bar, per il quale è prevista una nutrita programmazione musicale (affidata a Walter Garber) con eventi, concerti dal vivo e dj set. Gli arredi in noce scuro, infatti, svelano al loro interno un sistema audio ad alta fedeltà completamente integrato nell’architettura.

Qui il riferimento estetico è il glamour della designer e scultrice Gabriella Crespi: moquette a pelo lungo, specchi fumé, superfici laccate e applique in ottone realizzate su misura.

Soft Seventies per il ristorante

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Foto Giulio Ghirardi

Nel ristorante Artè sono stati conservati gli interni originali anni Settanta, a suo tempo commissionati dalla famiglia Aukenthaler al falegname altoatesino Herbert Kinkelin.

Lo spazio è impreziosito da dettagli scultorei in ottone, divisori, interventi in cemento e intonaco ad alto rilievo. Grandi fioriere in marmo bianco di Lasa, arricchite da fini dettagli in ottone, ospitano palme e vegetazione. Nonostante la componente fortemente geometrica, l’atmosfera risulta sontuosa e accogliente.

 

A Merano, l’hotel Aurora cambia pelle ma non missione. Cultura e modernismo come cuore di un restyling alpino d’autore – foto e immagini