Condizionatori rumorosi: quando si può chiedere la rimozione
I condizionatori rumorosi sono tra le principali cause di litigi all’interno dei condomini. Soprattutto durante le ore notturne, quando l’aria fresca del condizionatore favorisce il sonno di chi lo utilizza, i vicini possono soffrire il rumore dell’apparecchio esterno a tal punto da poterne chiedere la rimozione.
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Quando arriva il caldo, i condizionatori di tutta Italia tornano in funzione e salvano dalla calura estiva. Con le temperature che si stanno alzando ad un ritmo forsennato, avere un condizionatore in casa è diventato di vitale importanza per non soccombere all’afa, soprattutto di notte, quando il caldo impedisce di riposare bene. Anche questa medaglia però, ha due facce, e se da un lato c’è chi si bea dell’aria fresca, c’è chi patisce il fastidioso rumore del condizionatore esterno.
Chi vive in condominio lo sa bene, e se nella maggior parte dei casi c’è poco da fare, quando il rumore diventa talmente molesto da rappresentare un disturbo alla quiete pubblica, si può addirittura chiedere la rimozione dell’impianto che disturba, per tutelare la propria tranquillità domestica notturna. Ecco come ci si deve comportare in questi casi.
Condizionatori rumorosi

Il condizionatore è una macchina tutt’altro che silenziosa, soprattutto nel caso dei modelli più vecchi. Il suo rumore, quando eccede la normalità del ronzio del compressore o il soffio delle ventole, può diventare parecchio fastidioso per i vicini, ed è bene sapere che se è vero che un pò di tolleranza è sempre ben accetta, non si deve esagerare con il disturbo. Infatti, un condizionatore può produrre anche rumori diversi dal solito e particolarmente fastidiosi, come:
- ticchettii continui e incessanti;
- rumori metallici;
- vibrazioni forti e continue.
La motivazione si può ricercare nella necessità di una più attenta manutenzione o in un guasto improvviso, ma questo non può ledere la quiete dei vicini i quali, volendo, possono addirittura richiedere la rimozione del condizionatore. Infatti, nonostante l’approvazione all’installazione, un apparecchio può anche essere rimosso (o spostato in un punto dove il suo rumore provoca meno fastidio) se ad un esame formale risulta essere troppo rumoroso. Così come in un condominio non si possono fare schiamazzi o tenere il volume alto della TV oltre una certa ora, non si può nemmeno disturbare i vicini con il condizionatore.
Cosa dice la legge

A regolare la materia dei rumori in condominio è, a livello di legge, il Codice Civile. Secondo questo, ognuno ha il diritto di godere del proprio immobile come meglio crede, fintanto che non arreca disturbo agli altri. Nell’articolo 844 si legge che se si supera la normale tollerabilità, possono essere vietati non solo rumori troppo forti, ma anche odori, fumi, calore e altre immissioni provenienti da un’altra proprietà. Per essere considerato un disturbatore acustico, un condizionatore deve produrre un suono che supera il rumore di fondo di almeno 3 decibel.
Se il condizionatore del vicino supera questa soglia si deve, in ordine: metterlo al corrente in maniera pacifica e cercare una soluzione; se il problema non si risolve chiedere l’intervento dell’amministratore di condominio oppure inviare una diffida scritta per PEC.
Infine, l’ultima spiaggia consiste nel rivolgersi a un legale, chiedendo la rimozione o il trasferimento dell’impianto, in modo da non dover più soffrire il forte rumore del condizionatore. Proprio come nel caso di schiamazzi e rumori notturni molesti, anche il condizionatore può rappresentare un motivo di litigio in condominio, e conoscere cosa dice la legge a riguardo è sempre utile.