Casa ereditata ed IMU: chi paga l’imposta tra gli eredi e da quando
Ereditare una casa significa subentrare oltre che nel diritto di proprietà anche nel pagamento delle tasse. E tra casa ereditata ed IMU le cose da capire sono molteplici. Ecco la guida dettagliata.
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Ereditare una casa da parte di un parente defunto è una cosa comune a tanti contribuenti. Gli italiani che hanno casa di proprietà sono la stragrande maggioranza. Secondo un report dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) di fine 2022, oltre il 70,8% delle famiglie italiane vive in casa di proprietà e di queste famiglie il 28% ne ha più di una di case intestate. Meno del 21% sono gli italiani che vivono in affitto, e circa il 9% vive in comodato d’uso gratuito o con altre formule sempre gratuite di possesso di unità immobiliari.
Ecco spiegata la larga diffusione di superstiti che ereditano case dai familiari deceduti. Ed ereditare una casa è una cosa che espone l’erede a diversi adempimenti. C’è la dichiarazione di successione, la voltura catastale, ma anche il subentro nel pagamento delle tasse, a partire dall’IMU.
Chi paga l’IMU in caso di subentro nella proprietà di una casa è argomento assai spigoloso. Soprattutto quando ci sono più eredi e soprattutto quando gli eredi prendono tutto il tempo che hanno a disposizione per presentare la successione.
Casa ereditata ed IMU: chi paga l’imposta tra gli eredi e da quando
Quando muore un parente che lascia agli eredi una o più case, bisogna obbligatoriamente fare la dichiarazione di successione. E dopo la successione bisogna provvedere a presentare la domanda di voltura in Catasto. Fino a successione e voltura effettuate, sulla visura catastale comparirà sempre il nome del defunto. E gli eredi hanno tempo 12 mesi dalla data del decesso e quindi dall’apertura della successione, per provvedere a presentare le domande.
Questo, come vedremo, non incide sull’obbligo di pagare l’Imposta Municipale Unica sulla casa ereditata dai superstiti. Anzi, una casa ereditata da chi ne ha già un’altra, diventa immobile assoggettato ad IMU mentre prima non lo era (essendo prima casa del defunto e non casa di lusso). La successione per causa di morte oltre a determinare il trasferimento della proprietà dell’immobile dal defunto agli eredi, determina pure il trasferimento degli oneri fiscali tra i soggetti.
Significa che fino alla data del decesso, se l’immobile era già assoggettato ad IMU, il pagamento deve essere effettuato dagli eredi, ma a nome del defunto. Invece per i periodi successivi al decesso, il versamento dell’IMU è a carico degli eredi. Ed in quota come in quota è la divisione della proprietà immobiliare. Se per esempio sono tre fratelli che ereditano la casa del padre, l’IMU da versare sarà pari al 33,33% per ciascun figlio, come 33,33% è la percentuale di proprietà di ciascuno di essi sulla casa.
IMU a carico degli eredi, tempistiche e regole

Ricapitolando, l’IMU è a carico degli eredi, ma va versata a nome del defunto fino alla data della morte, ed a nome degli eredi dopo. Anche se si dice che l’IMU diventa a carico degli eredi dalla data di apertura della successione, questo non vuol dire che fino a successione presentata gli eredi non devono versare a loro nome.
Perché come è logico c’è discordanza tra le norme della dichiarazione di successione per cui gli eredi hanno 12 mesi di tempo e le regole di pagamento dell’IMU che sono in due rate annuali a scadenza fissa il 16 giugno ed il 16 dicembre. Se il familiare è deceduto il 20 luglio 2024, se sulla casa non gravava l’IMU perché era prima casa del deceduto, gli eredi dovranno calcolare la qutoa di IMU da versare a partire dal 21 luglio al 31 dicembre. E devono versare entro il 16 dicembre la rata a saldo 2024.
Se invece la casa del defunto era già assoggettata ad IMU, dando per scontato che il defunto ha pagato l’acconto del 16 giugno, gli eredi dovranno versare la parte di IMU dal 16 giugno al 20 luglio a nome del deceduto, e la restante a loro nome. Tutto come stabilito anche dal Codice Civile che all’articolo 752 precisa che i coeredi sono solidali tra loro nel pagamento di tutti i cosiddetti pesi ereditari ed in base alle loro quote di successione.