La riqualificazione di due ex cinema a Milano e le nuove prospettive del riuso architettonico

Autore:
Luca Manzoni
  • Esperto in architettura, interior e industrial design
Tempo di lettura: 7 minuti

Due interventi a confronto sul delicato equilibrio tra tutela dell’identità storica e nuove destinazioni d’uso. Da una parte, una casa d’aste e sede di eventi culturali, Kruso Art, nell’ex Cinema De Amicis; dall’altra, un club internazionale nell’ex Cinema Arti, destinato a diventare la sede milanese di Soho House.

La riqualificazione di due ex cinema a Milano e le nuove prospettive del riuso architettonico
Ex Cinema De Amicis di Milano, la nuova sede di Kruso Art. Foto Kruso Art

La dismissione di una sala cinematografica apre una questione che va oltre il recupero di spazi rimasti senza destinazione, riguarda il modo in cui un edificio può essere adattato a nuove esigenze attraverso un confronto con la sua architettura originaria. A Milano, due interventi affrontano questa sfida secondo prospettive differenti: l’ex Cinema De Amicis, riqualificato per accogliere la nuova sede di Kruso Art su progetto dello studio Modourbano, e l’ex Cinema Arti, seguito da Arassociati con Studio Berlucchi e Giulia Zambon + Carlotta Puleo e destinato a diventare Soho House Milan, iniziativa del members’ club internazionale fondato da Nick Jones.

Il confronto tra i due casi permette di indagare come il riuso architettonico si misuri con le caratteristiche del patrimonio esistente e le necessità delle nuove destinazioni d’uso, delineando approcci diversi al rapporto tra preesistenze, trasformazione e contesto urbano.

Ex Cinema De Amicis, la memoria della sala resta leggibile

Dal 1960 al 2002, il De Amicis ha fatto parte della vita cinematografica milanese, attraversando oltre quattro decenni di programmazione. La riconversione dell’ex sala ha assunto la configurazione originale come riferimento per il progetto, evitando una trasformazione che ne cancellasse le caratteristiche spaziali.

Su una superficie di circa 780 metri quadrati, distribuita tra il piano terra e due livelli sotterranei, il restauro ha conservato platea e balconata, mantenendo leggibile l’impianto del cinema all’interno della nuova sede.

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La nuova sede di Kruso Art (ex Cinema De Amicis) è stata firmata dallo studio Modourbano. Foto Kruso Art courtesy Modourbano

Il lavoro si è confrontato con un edificio la cui organizzazione iniziale non poteva essere semplicemente sostituita da una disposizione concepita per altre attività. La continuità con il passato è evidente con la permanenza di questi elementi, mentre l’uso degli ambienti è stato ripensato in funzione delle necessità attuali.

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La ristrutturazione ha voluto mantenere la disposizione originaria del cinema originario. Foto Kruso Art courtesy Modourbano

Materia, impianti e distribuzione interna

L’adeguamento dell’immobile ha coinvolto anche la struttura interna e i collegamenti tra i diversi piani. Alcune scale sono state eliminate e porzioni dei solai chiuse per modificare la distribuzione degli spazi. Sulle superfici, la calce delle pareti e il microcemento dei pavimenti descrivono un approccio essenziale, basato sull’identità originale dei materiali edilizi.

La componente tecnica rimane invece esposta: canalizzazioni per la climatizzazione e dispositivi dedicati alla gestione di luce, audio e video partecipano alla configurazione visiva degli interni.

Un montacarichi mette inoltre in comunicazione il livello stradale con i locali di custodia sotterranei, consentendo di movimentare le opere d’arte. Le scelte distributive e impiantistiche rispondono così alle necessità operative della nuova attività, senza affidare la trasformazione a un rivestimento che nasconda completamente le infrastrutture.

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Installation view nella nuova sede di Kruso Art. Foto Kruso Art

Dai film al botteghino al mercato dell’arte

Con il completamento dei lavori, l’ex sala ha ripreso a funzionare come sede di Kruso Art, affiancando all’attività di casa d’aste l’organizzazione di eventi culturali. Gli ambienti ospitano opere d’arte e oggetti da collezione destinati alla presentazione e alla vendita, mentre gli eventi introducono un’ulteriore modalità di utilizzo diversa dalla precedente programmazione cinematografica.

Il passaggio a questa nuova destinazione non riguarda soltanto le attività ospitate, ma anche le modalità di fruizione degli spazi, oggi legate alle esigenze di una auction house e alle iniziative che vi si svolgono.

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Installation view nella nuova sede di Kruso Art. Foto Kruso Art

Le origini razionaliste dell’edificio dell’ex Cinema Arti

In via Pietro Mascagni, tra San Babila e Corso Indipendenza, l’ex Cinema Arti occupa il complesso progettato da Mario Cereghini tra il 1933 e il 1937 come Casa dell’Opera Nazionale Balilla. L’edificio nasceva per ospitare attività differenti, distribuite in due corpi: uffici e ambulatori da una parte, auditorium, biblioteca e solarium dall’altra. La pensilina a sbalzo all’ingresso fu invece disegnata da Giorgio Baroni.

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L’ex Cinema Arti si appresta a diventare la sede milanese di Soho House. Foto Soho House

Il carattere razionalista emerge dalla composizione dei volumi e dall’accostamento di cemento armato, laterizio e klinker, mentre i loggiati con colonne in marmo scuro e le aperture circolari contribuiscono a definire il prospetto.

Danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso è stato restaurato e successivamente destinato a cinema-teatro e, per un breve periodo, anche a palestra. La chiusura della sala nel 2006 ha segnato la fine di questa fase ma, già dal 2005, l’edificio è stato sottoposto a tutela monumentale.

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Il progetto originale degli anni Trenta è stato firmato da Mario Cereghini, la pensilina a sbalzo dell’ingresso è invece stata disegnata da Giorgio Baroni. Foto Soho House

Il recupero tra tutela e linguaggio contemporaneo

Il cantiere attualmente in corso prepara l’immobile a un utilizzo che combina ospitalità e attività riservate ai soci di un club. La progettazione degli interni prende come riferimento il carattere razionalista della struttura, affiancandogli il contributo dell’artigianato italiano.

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Esterni e interni si svilupperanno in continuità con il linguaggio razionalista dell’edificio. Foto Soho House

Il programma di restauro si inserisce in un’architettura storica tutelata, destinata a ospitare ambienti con esigenze diverse da quelle per cui era stata concepita. A differenza del De Amicis, già tornato in funzione, l’ex Cinema Arti è ancora interessato dai lavori: l’apertura di Soho House Milan è prevista entro la fine del 2028.

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Il progetto rivoluzionerà la fruizione degli spazi pur mantenendo le caratteristiche originali della struttura. Foto Soho House

Un club internazionale nel cuore di Milano

Il progetto prevede oltre cinquanta camere e ambienti destinati ai soci, insieme a una palestra, spazi per la ristorazione e una piscina panoramica sul tetto. Una corte interna e una terrazza completeranno le aree comuni, mentre la presenza di opere di artisti nati, formati o attivi a Milano introdurrà una componente legata alla scena artistica cittadina, secondo un’impostazione che caratterizza le altre sedi Soho House.

L’indirizzo milanese sarà la seconda sede dello storico club londinese in Italia, dopo quello aperto a Roma nel 2021. Nel complesso di via Mascagni, la nuova destinazione riunirà dunque ricettività, benessere e vita sociale, articolando la sua ospitalità su tutti i sei livelli della struttura.

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La nuova Soho House Milan aprirà a fine 2028. Foto Soho House

La riqualificazione di due ex cinema a Milano e le nuove prospettive del riuso architettonico: foto e immagini

Luca Manzoni
La formazione accademica in industrial design ha definito il mio modo di guardare al progetto, alla sua cultura e alle persone che la costruiscono. Collaboro da anni con riviste e testate specializzate come autore, in un percorso in cui la scrittura è diventata uno spazio di ricerca e di approfondimento. Una vera passione, da sempre, che mi permette di entrare nelle storie e nelle visioni che accompagnano il lavoro creativo, restituendone la complessità senza perderne la dimensione umana. È questo incontro tra ricerca e narrazione a guidare il mio modo di raccontare il design e ciò che, attraverso di esso, cambia nel nostro modo di vivere.