La riqualificazione di due ex cinema a Milano e le nuove prospettive del riuso architettonico
Due interventi a confronto sul delicato equilibrio tra tutela dell’identità storica e nuove destinazioni d’uso. Da una parte, una casa d’aste e sede di eventi culturali, Kruso Art, nell’ex Cinema De Amicis; dall’altra, un club internazionale nell’ex Cinema Arti, destinato a diventare la sede milanese di Soho House.

La dismissione di una sala cinematografica apre una questione che va oltre il recupero di spazi rimasti senza destinazione, riguarda il modo in cui un edificio può essere adattato a nuove esigenze attraverso un confronto con la sua architettura originaria. A Milano, due interventi affrontano questa sfida secondo prospettive differenti: l’ex Cinema De Amicis, riqualificato per accogliere la nuova sede di Kruso Art su progetto dello studio Modourbano, e l’ex Cinema Arti, seguito da Arassociati con Studio Berlucchi e Giulia Zambon + Carlotta Puleo e destinato a diventare Soho House Milan, iniziativa del members’ club internazionale fondato da Nick Jones.
Il confronto tra i due casi permette di indagare come il riuso architettonico si misuri con le caratteristiche del patrimonio esistente e le necessità delle nuove destinazioni d’uso, delineando approcci diversi al rapporto tra preesistenze, trasformazione e contesto urbano.
Ex Cinema De Amicis, la memoria della sala resta leggibile
Dal 1960 al 2002, il De Amicis ha fatto parte della vita cinematografica milanese, attraversando oltre quattro decenni di programmazione. La riconversione dell’ex sala ha assunto la configurazione originale come riferimento per il progetto, evitando una trasformazione che ne cancellasse le caratteristiche spaziali.
Su una superficie di circa 780 metri quadrati, distribuita tra il piano terra e due livelli sotterranei, il restauro ha conservato platea e balconata, mantenendo leggibile l’impianto del cinema all’interno della nuova sede.

Il lavoro si è confrontato con un edificio la cui organizzazione iniziale non poteva essere semplicemente sostituita da una disposizione concepita per altre attività. La continuità con il passato è evidente con la permanenza di questi elementi, mentre l’uso degli ambienti è stato ripensato in funzione delle necessità attuali.

Materia, impianti e distribuzione interna
L’adeguamento dell’immobile ha coinvolto anche la struttura interna e i collegamenti tra i diversi piani. Alcune scale sono state eliminate e porzioni dei solai chiuse per modificare la distribuzione degli spazi. Sulle superfici, la calce delle pareti e il microcemento dei pavimenti descrivono un approccio essenziale, basato sull’identità originale dei materiali edilizi.
La componente tecnica rimane invece esposta: canalizzazioni per la climatizzazione e dispositivi dedicati alla gestione di luce, audio e video partecipano alla configurazione visiva degli interni.
Un montacarichi mette inoltre in comunicazione il livello stradale con i locali di custodia sotterranei, consentendo di movimentare le opere d’arte. Le scelte distributive e impiantistiche rispondono così alle necessità operative della nuova attività, senza affidare la trasformazione a un rivestimento che nasconda completamente le infrastrutture.

Dai film al botteghino al mercato dell’arte
Con il completamento dei lavori, l’ex sala ha ripreso a funzionare come sede di Kruso Art, affiancando all’attività di casa d’aste l’organizzazione di eventi culturali. Gli ambienti ospitano opere d’arte e oggetti da collezione destinati alla presentazione e alla vendita, mentre gli eventi introducono un’ulteriore modalità di utilizzo diversa dalla precedente programmazione cinematografica.
Il passaggio a questa nuova destinazione non riguarda soltanto le attività ospitate, ma anche le modalità di fruizione degli spazi, oggi legate alle esigenze di una auction house e alle iniziative che vi si svolgono.

Le origini razionaliste dell’edificio dell’ex Cinema Arti
In via Pietro Mascagni, tra San Babila e Corso Indipendenza, l’ex Cinema Arti occupa il complesso progettato da Mario Cereghini tra il 1933 e il 1937 come Casa dell’Opera Nazionale Balilla. L’edificio nasceva per ospitare attività differenti, distribuite in due corpi: uffici e ambulatori da una parte, auditorium, biblioteca e solarium dall’altra. La pensilina a sbalzo all’ingresso fu invece disegnata da Giorgio Baroni.

Il carattere razionalista emerge dalla composizione dei volumi e dall’accostamento di cemento armato, laterizio e klinker, mentre i loggiati con colonne in marmo scuro e le aperture circolari contribuiscono a definire il prospetto.
Danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso è stato restaurato e successivamente destinato a cinema-teatro e, per un breve periodo, anche a palestra. La chiusura della sala nel 2006 ha segnato la fine di questa fase ma, già dal 2005, l’edificio è stato sottoposto a tutela monumentale.

Il recupero tra tutela e linguaggio contemporaneo
Il cantiere attualmente in corso prepara l’immobile a un utilizzo che combina ospitalità e attività riservate ai soci di un club. La progettazione degli interni prende come riferimento il carattere razionalista della struttura, affiancandogli il contributo dell’artigianato italiano.

Il programma di restauro si inserisce in un’architettura storica tutelata, destinata a ospitare ambienti con esigenze diverse da quelle per cui era stata concepita. A differenza del De Amicis, già tornato in funzione, l’ex Cinema Arti è ancora interessato dai lavori: l’apertura di Soho House Milan è prevista entro la fine del 2028.

Un club internazionale nel cuore di Milano
Il progetto prevede oltre cinquanta camere e ambienti destinati ai soci, insieme a una palestra, spazi per la ristorazione e una piscina panoramica sul tetto. Una corte interna e una terrazza completeranno le aree comuni, mentre la presenza di opere di artisti nati, formati o attivi a Milano introdurrà una componente legata alla scena artistica cittadina, secondo un’impostazione che caratterizza le altre sedi Soho House.
L’indirizzo milanese sarà la seconda sede dello storico club londinese in Italia, dopo quello aperto a Roma nel 2021. Nel complesso di via Mascagni, la nuova destinazione riunirà dunque ricettività, benessere e vita sociale, articolando la sua ospitalità su tutti i sei livelli della struttura.
