Fuorisalone 2022 Isola Design District: sostenibilità e artigianalità, intervista a Elif Resitoglu

Caterina Di Iorgi
  • Giornalista pubblicista

Fuorisalone 2022 Isola Design District: design e tanti studi internazionali, tante mostre e l’importante tema della sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Elif Resitoglu, Co-founder e Direttrice Creativa di Isola Design Group.

Fuorisalone 2022 Isola Design District

Isola Design District si è presentato tutto nuovo in occasione della settimana del design milanese. Un nuovo tema espositivo Together As One, ce ne parla?

Quest’anno il tema dell’evento era Together As One perché, come Isola, crediamo che il design possa essere considerato sostenibile, da ogni punto di vista, se tutti gli stakeholder dell’industria si uniscono e prendono parte a processo, esecuzione e produzione. Dobbiamo lavorare insieme, creare sinergie, condividere conoscenze. Ed è quello che è successo durante Isola Design Festival quest’anno.

Sono arrivati più di 250 tra designer e studi di design internazionali, ci segnala alcune realtà “da non perdere”?

Fuorisalone 2022 Isola Design District

Insieme al nostro team curatoriale, abbiamo lavorato molto per mantenere una curatela di altissima qualità per questa Milano Design Week, a partire dalle realtà locali e da quelle internazionali che hanno voluto far parte del nostro distretto, come Masquespacio dalla Spagna, Stackabl dal Canada o Sander Mulder dall’Olanda. Inoltre, abbiamo organizzato interamente noi, dalla selezione dei partecipanti al setup, le mostre collettive. Abbiamo cercato di creare un percorso chiaro per gli amanti del design, dividendo le mostre per temi: dal design da collezione al design circolare con Isola Design Gallery, Vita Lenta, Rising Talents e No Space For Waste, fino a Materialized, con quasi 30 progetti di ricerca su biomateriali e materiali derivanti da scarti industriali come quello di By The End Of May, una serie di strumenti e ricette open source che consentono a chiunque e dovunque di trasformare i rifiuti di carta locali in prezioso materiale di progettazione. E proprio questa mostra è ormai una tappa fissa per architetti e interior designer; sappiamo che durante l’evento sono nate opportunità di lavoro e collaborazione tra designer, addetti al settore e visitatori. Questo è proprio il senso di Together As One.

Ma Isola Design District è stata anche gallerie, artigianalità e pezzi unici. Un calendario molto ricco che racconta il presente e il futuro del design. Ci Parla di Isola Design Gallery?

Fuorisalone 2022 Isola Design District

Per la mostra Isola Design Gallery abbiamo selezionato oggetti da collezione unici con un nuovo senso di artigianalità di giovani designer e studi indipendenti da tutto il mondo. I visitatori hanno avuto modo di vedere un’ampia gamma di prodotti creati con colori, materiali e forme ricercate e interessanti per chi ama idee nuove ma di qualità.

In che modo si sta evolvendo, oggi a suo avviso, il design, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

Chiacchierando con i designer e ascoltando le loro opinioni sul design dopo la pandemia, ci siamo accorti che i consumatori sono cambiati drasticamente. Chi prima non si interessava a questo mondo, ora ha iniziato ad acquistare oggetti di design per spazi personali, considerando anche l’impatto di determinati oggetti in termini di sostenibilità.

Ma Isola Design District ha parlato anche di design circolare, nuovi materiali e produzione eco-sostenibile. Ce ne vuole parlare?

Fuorisalone 2022 Isola Design District

Secondo me è ancora molto limitata la conoscenza sul design circolare, in pochi sono in grado di spiegarne correttamente il significato. Il design circolare ha tanti aspetti interessanti: oltre al riutilizzo dei materiali, è fondamentale considerare il ciclo di vita degli oggetti per renderli davvero circolari prima, durante e dopo l’utilizzo. La vita di un oggetto, il suo processo di produzione e il trasporto sono spesso fattori anche più importanti del materiale di scarto riutilizzato. È importante che un prodotto sia 100% riciclabile e abbia una vita molto lunga perché si possa definire davvero sostenibile. Noi sulla piattaforma abbiamo centinaia di progetti legati ai materiali e al design circolare e molti di questi erano esposti all’interno delle mostre Materialized e No Space For Waste.

Digitale, virtuale e la casa guidata dall’Intelligenza Artificiale saranno il futuro?

Io non lo vedo come il futuro ma lo considero il presente, non possiamo negare l’esistenza della tecnologia nell’industria del design già da qualche anno. La pandemia ha accelerato un processo di digitalizzazione che si evolve naturalmente con il tempo. Queste tecnologie col tempo diventeranno parte della vita quotidiana di noi tutti, così come computer e smartphone, è giusto così. Anche noi abbiamo tutte le nostre mostre anche sulla nostra piattaforma digitale nella sezione Virtual Spaces.

Quali sono le prossime sfide che dovranno affrontare le aziende che producono design?

Materiali e trasporto. Le aziende dovranno affrontare un’ulteriore ricerca sui materiali che si utilizzano e sul design dei prodotti da ogni punto di vista. Noi abbiamo a disposizione un’immensa quantità di materiali di scarto che bisognerebbe lavorarli e riutilizzarli, ancor meglio se localmente, per limitare anche il trasporto delle materie prime.

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

Io credo che lo stile italiano esiste e esisterà sempre, ma lo considero come uno studio sui dettagli, sui materiali e sulla qualità. Credo però che le aziende italiane di design possono fare molto di più a livello creativo e innovativo, perché le vedo ripetersi collezione dopo collezione, mentre invece i designer e gli architetti italiani riescono a fare ricerca e rinnovarsi, continuando a portare avanti il nome del Made in Italy in termini di progettazione.