Vasca idromassaggio in muratura negli spazi esterni: ecco quando si tratta di abuso edilizio
La vasca idromassaggio in muratura negli spazi esterni rappresenta un vero e proprio pericolo per chi decide di installarla: ecco quando si tratta di abuso edilizio e quando c’è bisogno del permesso di costruzione.

Per chi ha un ampio spazio esterno, poter usufruire del relax di una vasca idromassaggio è davvero un sogno. Investendo una somma non troppo esosa, è possibile regalarsi uno scorcio di benessere tra le mura di casa, che sia in terrazzo o in giardino, senza lavori troppo invadenti.
Molto spesso però, si incorre in un errore: quando si tratta di una vasca in muratura in uno spazio esterno di casa infatti, la normativa a riguardo diventa rigida e in molti casi può essere considerata un abuso edilizio. Scopriamo quando c’è bisogno del permesso di costruire e tutti i casi da analizzare per comprendere come comportarsi al meglio.
Vasca idromassaggio in muratura all’aperto a rischio abuso edilizio
Prima di realizzare il sogno di avere una vasca idromassaggio in muratura all’esterno del proprio giardino o terrazzo, bisogna ben studiare la normativa a riguardo. Il TAR della Toscana ha analizzato un caso molto spinoso, riguardante una costruzione realizzata da una società agricola situata nella splendida zona del Chianti.
La vasca era in muratura non sottoposta, delle dimensioni di 2,75 metri x 2,15 metri per soli 60 centimetri d’altezza, piazzata in un’area antistante all’edificio. Per il Comune doveva essere subito rimossa poiché sprovvista di titolo abitativo. Cerchiamo di comprendere nello specifico se la decisione è corretta o impugnabile.
La differenza tra intervento edilizio e arredo di giardino

La prima differenza sostanziale è comprendere quando si tratta di un intervento edilizio importante esterno e quando si tratta dell’installazione di un arredo giardino. Nel caso analizzato della vasca idromassaggio in muratura esterna, una delle problematiche maggiori riguarda l’ubicazione: la stessa non era prettamente attigua bensì di fronte alla struttura, dotata di un impianto idraulico indipendente e al servizio dei fruitori.
Non rappresenta quindi per il TAR una pertinenza dell’edificio, né un arredo giardino o un elemento ornamentale, essendo dotata di autonomia funzionale e di volume, potendosi annoverare quindi più a una piscina che a una vasca.
I permessi necessari per costruirla e/o mantenerla

Cosa fare quindi per risultare in regola? Analizzare prima di tutto il caso specifico. Bisogna tener presente le dimensioni della vasca, se si tratta di un oggetto posto all’interno del suolo o in superficie, considerare la durata dell’installazione, la connessione con la struttura principale e i vincoli paesaggistici esistenti nella zona di riferimento.
Per un’opera come quella analizzata nel caso del TAR della Toscana, la vasca idromassaggio in muratura è da annoverare a una piscina, richiedendo così il permesso per costruire. Nel caso inoltre che ci fossero dei vincoli paesaggistici in quella particolare zona, è necessario aggiungere anche l’autorizzazione paesaggistica. Resta importante sapere che il tempo non sana gli eventuali abusi, dando vita a numerose e salate sanzioni nel caso mancassero i documenti obbligatori richiesti.