Stalking condominiale? Come possiamo difenderci


Continue vessazioni, persecuzioni configurano per il codice pensale il reato di stalking anche all’interno del condominio. Di seguito vi cristallizziamo la singola fattispecie che configura un reato diffuso dal quale ci si può e, deve, difendersi. Ecco come.

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Può capitare che sul proprio pianerottolo condominiale vi sia un vicino che non sprizzi simpatia da tutti i pori.

Altro caso, tuttavia, è dato dalle vessazioni continue o dalle manie persecutorie ripetute costantemente nel tempo dal nostro vicino di casa, idonee a configurare il reato di stalking condominiale.

Proprio così: anche all’interno di un condominio, le minacce verbali, i comportamenti persecutori, ripetuti nel corso del tempo, costringono la vittima del reato a dover modificare il proprio modo di agire ed il proprio stile di vita.

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Stalking condominiale: cos’è?

Il tutto ha inizio, generalmente, con delle piccole scaramucce di tipo “condominiale” all’ordine del giorno in un edificio comune.


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Di poi, le condotte possono degenerare e configurare un reato più grave mediante atti vessatori tali da rendere la vita impossibile alla vittima.

“Se non te ne vai, ti costringo a farlo. Dovrai cambiare abitazione“, questa la frase che sintetizza un comportamento oltraggiante la libertà e condizionante lo stile di vita altrui.

Il decreto sicurezza (Legge 38/2009)  contiene la fattispecie del reato di persecuzione che si materializza mediante atti persecutori in grado di inscenare nella vittima ansia e timore fino a modificarne le quotidiane abitudini.

 

Quando ha inizio lo stalking condominiale?

Inizialmente si avvia la condotta con rumori molesti (muovere continuamente sedie o tavoli o fare la lavatrice di notte) per i quali è possibile agire in sede civile facendo riferimento all’applicazione della norma sulla soglia della tollerabilità in luoghi prestabiliti.

Si passa, di poi, ad apporre la spazzatura davanti alla porta ovvero dare al cane dei bocconcini contenenti chiodi per strozzarlo ed, infine, ungere di olio la soglia della porta per favorire la caduta del proprio vicino.

Gli elementi costitutivi del reato di stalking  condominiale in caso di tali tipologie di condotte sono costituiti

  • dagli atti persecutori ripetuti costantemente nel tempo (recidiva). Non bastano singole molestie o episodi di teppismo  isolati.
  • Da tali atti deve derivare, come diretta conseguenza, la generazione di uno stato d’ansia nella vittima tale da ingenerare nella stessa paura e disagio causa del cambiamento delle proprie  abitudini.stalking-condominiale-la difesa

Stalking condominiale: come difendersi

La vittima di tale reato dovrà agire in giudizio, provando con elementi di fatto la sussistenza di tale condotta lesiva del proprio interesse legittimo


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Il primo passo da fare è inviare una raccomandata A/R all’amministratore del Condominio per notiziarlo delle condotte perpetuate ai propri danni, intimando allo stalker di cambiare registro.

Di poi, qualora tale tentativo estremo non sortisca effetti, è necessario che la vittima si rivolga al Questore per chiedere da parte dello stesso un ammonimento verbale allo stalker.

Qualora il Questore non ravvisi la sussistenza dei requisiti per accettare la richiesta della vittima, quest’ultima deve agire depositando atto di denuncia-querela presso la Procura della Repubblica territorialmente competente allegando alla stessa le prove (lettere minatorie, messaggi, e-mail minacciose) con cui si dimostri nel tempo la sussunzione ad un comportamento persecutorio ai propri danni.

Come primo provvedimento, già nel corso delle indagini, il GIP potrà emettere la misura cautelare interdittiva dell’allontanamento dello stalker dai luoghi abitudinariamente frequentati dalla vittima.

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Stalking condominiale: l’orientamento giurisprudenziale

Nel 2013 (sentenza n 45648) gli ermellini hanno stabilito che il reato di stalking si configuri anche qualora il reo risponda ad una provocazione che la vittima ha posto in essere quale meccanismo di difesa.

Dulcis in fundo, la conferma della perseguibilità del reato di stalking condominiale in tutte le proprie forme è giunta nel 2016 (con sentenza n. 28706) allorquando la Suprema Corte di legittimità confermò la  condanna a carico di uno stalker che per i propri comportamenti persecutori aveva costretto un proprio vicino a fare uso di tranquillanti ed a dover lasciare il lavoro.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Blogger specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
  • Fonte Google News

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