Sito web del condominio: quando diventa obbligatorio e cosa devi sapere
Il sito Internet del condominio diventa sempre obbligatorio? Tutto quello che devi sapere su questo strumento informatico assimilabile a un sito web condominiale, se l’amministratore può opporsi alla sua creazione, gli elementi per crearlo e perché esiste.

Un sito web condominiale offre numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di migliorare la comunicazione tra i condomini, facilitare l’accesso ai documenti e favorire la trasparenza nella gestione condominiale. È importante distinguere il sito del condominio da quello dell’amministratore, poiché il primo è di proprietà e gestione collettiva, mentre il secondo può essere un servizio offerto da un professionista.
L’amministratore, in caso di delibera che approva l’adozione del sito web del condominio, è obbligato a dare seguito alla delibera assembleare, come avviene per tutte le altre delibere legittime e determinanti. Ciò significa che egli non può impedire l’utilizzo di uno strumento informatico.
I condomini possono sempre decidere se farne parte o meno. Pertanto, il sito web del condominio è facoltativo per i condomini, però la sua realizzazione dopo la delibera assembleare diventa obbligatoria per l’amministratore.
Origini e attivazione del sito Internet del condominio

La legge stabilisce che su richiesta dell’assemblea, che delibera con la maggioranza prevista dall‘art. 1136 del Codice Civile, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito Internet del condominio. Questo sito deve consentire agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l’attivazione e la gestione del sito sono a carico dei condomini.
Con la riforma del condominio entrata in vigore il 18 giugno 2013 con la legge 220 del 11 dicembre 2012, è stato introdotto l’art. 71 ter delle disposizioni di attuazione del Codice Civile che ufficializza l’obbligo di attivare un sito web del condominio.
Difficoltà diffusione sito web del condominio e probabili sanzioni
Nonostante l’obbligo previsto dalla legge, il sito del condominio non è ancora molto diffuso. Ciò può essere attribuito a diversi fattori. Innanzitutto, l’approvazione con delibera assembleare può ostacolare l’adozione generalizzata del sito. Inoltre, molti condomini potrebbero non comprendere appieno l’utilità di uno strumento che digitalizza la gestione condominiale.
Altri elementi di debolezza includono il costo di creazione e gestione del sito, che può risultare gravoso per il condominio e l’amministratore. Inoltre, gli strumenti messi a disposizione dai software gestionali per la creazione di siti del condominio potrebbero essere inadeguati o limitati. Infine, l’utilizzo di un sito offerto dall’amministratore può essere vincolato a un determinato software gestionale, il quale potrebbe essere disattivato in caso di cessazione del servizio di assistenza.
Per rispondere al quesito: quindi questo strumento informativo non è sempre obbligatorio? La risposta è no. O meglio, non è mai obbligatorio nel senso proprio del termine. Diventa obbligatorio solo se l’assemblea delibera l’adozione di uno strumento informatico assimilabile a un sito web condominiale.
Se l’amministratore decide di non dare corso alla delibera assembleare, diventa inadempiente al proprio mandato e rischia di essere sottoposto a revoca o di non ottenere il rinnovo dell’incarico. L’art. 71 ter delle disposizioni di attuazione del Codice Civile disciplina questa possibilità, stabilendo che l’amministratore è tenuto ad attivare un sito Internet del condominio su richiesta dell’assemblea.
In conclusione, nonostante l’obbligo di attivare un sito Internet del condominio previsto dalla legge, la sua diffusione rimane limitata. I vincoli amministrativi, i costi e la mancanza di consapevolezza riguardo all’utilità di uno strumento digitale per la gestione condominiale sono alcuni dei motivi che hanno contribuito a questa situazione. Tuttavia, con una maggiore consapevolezza e una semplificazione dei processi, il sito del condominio potrebbe diventare un prezioso strumento per migliorare la comunicazione e la trasparenza all’interno della comunità condominiale, soprattutto per chi vorrebbe intraprendere la professione di amministratore di condominio.