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Compravendite semplificate: questo l’obiettivo che FIMAA-Italia vuole raggiungere con le sue proposte di modifica al Ddl di delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Ecco le più rilevanti e come impatterebbero sul mercato, sugli acquirenti e i venditori.
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Nei giorni scorsi si sono svolti presso la Camera dei Deputati due incontri, in cui il Vicepresidente Vicario di FIMAA-Italia, Maurizio Pezzetta, ha presentato ai relatori del ddl di delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni diverse proposte che hanno come obiettivo comune quello di semplificare le compravendite e rendere il mercato immobiliare più fluido e integrato.
Tra le proposte più rilevanti si notano la rigenerazione urbana con il recupero del patrimonio edilizio e la semplificazione delle procedure di compravendita immobiliari. Ecco di cosa si tratta e come queste proposte, se accettate, possono migliorare non solo il settore immobiliare, ma anche quello urbanistico ed edilizio.
Compravendite semplificate

Una delle proposte più rilevanti che FIMAA ha presentato riguardo il ddl Edilizia, di fronte ai relatori del provvedimento Enrica Mazzetti (FI) e Fabrizio Rossi (FDI), è la semplificazione delle procedure di compravendita degli immobili, soprattutto dal punto di vista delle digitalizzazione.
Rendere l’intero processo più digitale, infatti, renderebbe le verifiche urbanistiche molto più facili e veloci da espletare, e le transazioni decisamente più rapide. Proprio questo è stato uno dei punti centrali della presentazione di FIMAA, in quanto agevolare le procedure di accesso alla documentazione urbanistica e amministrativa potrebbe snellire molti iter e accorciare tempi solitamente lunghissimi.
La strada della digitalizzazione permetterebbe, quindi, di effettuare più facilmente le verifiche edilizio-urbanistiche propedeutiche alla compravendita, facendo risparmiare soldi, tempo ed energie sia a venditori e acquirenti che ai tecnici stessi, che attualmente impiegano moltissimo tempo a reperire la documentazione necessaria.
Le altre proposte

In un’ottica più ampia, FIMAA propone anche di:
- rendere il cambio di destinazione d’uso degli immobili più semplice, in particolare con lo scopo di riconvertire gli edifici attualmente inutilizzati, in ottica di riqualificarli sia dal punto di vista dell’efficienza energetica e della sostenibilità, che dell’innovazione;
- intervenire sulla certificazione di agibilità degli immobili e sulle relative dichiarazioni di conformità, in modo da tutelare i consumatori e gli operatori del settore;
- favorire la rigenerazione urbana, anche attraverso il recupero del patrimonio edilizio.
Riguardo quest’ultimo punto, la FIMAA avanza l’ipotesi di predisporre strumenti normativi e incentivi appositi, che tengano conto da un lato delle possibilità reali dei cittadini, e dall’altro le necessità di recupero urbano.
Inoltre, si è parlato anche di coordinare la disciplina sugli immobili oggetto di procedure esecutive, prevedendo che il termine di sanatoria decorra dal momento dell’effettiva scoperta e coscienza dell’abuso. Infine, FIMAA è tornata sul tema della cedolare secca al 21% anche per le locazioni commerciali, gli studi privati e gli uffici, caldeggiandone la reintroduzione.
In un mercato immobiliare in crisi, caratterizzato da compravendite che diminuiscono e prezzi che salgono, questo tipo di semplificazioni aiuterebbe a far risalire i numeri e anche a favorire un accesso più fiducioso al mercato immobiliare.
I tempi biblici della burocrazia italiana, infatti, scoraggiano chi ha situazioni particolari da risolvere, e li fanno demordere dal mettere in vendita case che non solo sarebbero utilissime ad una platea enorme di acquirenti, ma che aiuterebbero anche ad allentare la pressione sul mercato delle compravendite, favorendo una ridiscesa dei prezzi.