Scatta il Decreto Rinnovabili: cambia tutto per energia, edifici e mobilità
Arriva il Decreto Rinnovabili, e in Italia scatta la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. In particolare, si aggiorna la disciplina sulle energie rinnovabili, ridefinendo gli obblighi e gli obiettivi per gli edifici, trasporti, biomasse, mobilità elettrica e governance della transizione energetica: le novità.
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Il Decreto attuativo della Direttiva RED III 2023/2413 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e con il DLgs 5 del 9 gennaio 2026 l’Italia fa il primo passo per aggiornare la disciplina nazionale sulle energie rinnovabili. Si tratta di una vera e propria svolta, che permetterà di proseguire sul tracciato verso la transizione verde e che apporterà numerosi cambiamenti in numerosi campi.
In particolare, il decreto ridefinisce gli obiettivi e gli obblighi attualmente in vigore, aumentando il target delle rinnovabili fino al 39,4% entro il 2030, e introducendo diverse novità di grande impatto per tutti i cittadini e le imprese. A recepimento della direttiva europea, il decreto spinge sull’acceleratore per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione: ecco come.
Decreto Rinnovabili: cosa cambia

Con il DLgs n.5 del 9 gennaio 2026 (che entrerà in vigore il 4 febbraio 2026), l’Italia recepisce la direttiva europea e aggiorna il proprio quadro normativo di riferimento per le energie rinnovabili. L’elemento più importante di tutti è senza ombra di dubbio l’aumento della quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo, che il decreto impone al 39,4% entro il 2030.
Si tratta di un incremento notevole rispetto alle regole precedenti, e che coinvolge diversi settori dell’energia, dall’edilizia ai trasporti, dalle nuove tecnologie all’industria. Per quanto riguarda i trasporti, la nuova quota minima di energia da fonti rinnovabili è pari al 29%, mentre per le biomasse il decreto rafforza le condizioni di utilizzo delle biomasse legnose.
Riguardo la mobilità elettrica, invece, vige l’obbligo di ricarica intelligente per i punti di ricarica non accessibili al pubblico a partire dal 30 giugno 2026 e il diritto di accesso ai dati di gestione delle batterie dei veicoli. Inoltre, il provvedimento rafforza il ruolo delle autorità nella governance delle rinnovabili, introducendo misure per l’armonizzazione delle procedure, per una maggiore trasparenza e per l’allineamento alla banca dati europea per il tracciamento delle fonti rinnovabili.
Le nuove regole per gli edifici

Molto spazio nella direttiva hanno le modifiche che interessano l’edilizia e gli edifici in toto, e che puntano all’efficientamento green del patrimonio immobiliare.
Innanzitutto, si fissa al 40,1% l’obiettivo vincolante per il fabbisogno energetico degli immobili da coprire con le fonti rinnovabili, e si confermano le quote di copertura delle nuove costruzioni e per le ristrutturazioni rilevanti:
- 60% del fabbisogno per acqua calda sanitaria e il 60% del totale dei servizi energetici;
- 40% per la climatizzazione invernale ed estiva nelle ristrutturazioni di primo livello;
- 15% per la climatizzazione invernale ed estiva nelle ristrutturazioni di secondo livello.
Tra gli interventi inclusi ci sono anche quelli all’impianto termico, i cui requisiti minimi saranno definiti dal MASE. Rimangono invece in piedi le eccezioni per impossibilità tecnica o non convenienza economica, le quali devono comunque essere evidenziate nella documentazione progettuale.
Infine, il decreto introduce un vincolo per l’accesso agli incentivi per la sostituzione dei generatori termici e per le pompe di calore, i quali dipendono ora dai requisiti minimi di efficienza allineati ai Regolamenti UE di Ecodesign, con verifiche basate su ENI EN 14825.