Pagamento IMU, tutti gli esentati dal pagamento nel 2023

Autore:
Maria Metta
  • Esperta legale

Dal 2013 il pagamento dell’Imposta Comunale Propria, IMU per i non addetti ai lavori, è escluso per immobili considerati come prima casa. Tale beneficio, concesso ai contribuenti per alleggerire il peso fiscale sull’abitazione principale, riguarda diverse categorie di cittadini. Vediamo insieme quali.

Pagamento IMU, esenzioni 2023

Vari sono i motivi per cui si può non avere la residenza nell’immobile considerato prima casa, ad esempio, una ristrutturazione o un ricovero ospedaliero di lunga degenza.
La legge valuta attentamente tali situazioni ai fini del mantenimento dei benefici della prima casa, cui si affianca una serie di esenzioni che vanno considerate caso per caso.
Il termine temporale che fa da discrimine è 18 mesi, che decorrono dalla data del rogito.

Diversamente accade per l’IMU (Imposta Municipale Propria, è il tributo patrimoniale istituito dal governo Monti nella manovra Salva-Italia del 2011).

Obbligato al pagamento è colui che possiede un immobile ossia fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli; l’IMU sostituisce sia l’Ici che l’Irpef sulla rendita catastale. Oltre al proprietario dell’immobile, sono obbligati al pagamento anche il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, il superficiario, l’enfiteuta, il locatario finanziario e il concessionario di aree demaniali. Non è invece soggetto all’imposta il nudo proprietario dell’immobile), che prende in considerazione quale abitazione principale l’unità immobiliare in cui il possessore dimori abitualmente e risieda anagraficamente.

Dalla Legge di bilancio 2023 arriva inoltre un’altra esenzione: quella per i proprietari di immobili che sono stati occupati. Inoltre non paga l’IMU:

  • il nudo proprietario (quando sull’immobile è presente un usufrutto)
  • l’inquilino dell’immobile (l’imposta viene versata dal titolare dei diritti reali).

Poiché la norma inquadra la residenza come la dimora abituale, appunto, che diventa anagrafica con l’iscrizione presso l’ufficio dell’anagrafe del comune scelto dal soggetto, ne deriva che l’imposta municipale va pagata fino all’effettivo trasferimento della residenza. Nel frattempo l’abitazione va considerata seconda casa.

Di conseguenza chi dà in locazione la prima casa è tenuto al pagamento dell’IMU sulla medesima, al pari di una seconda abitazione.

Ricordiamo tuttavia che, qualora il contratto sia registrato e il proprietario risieda nello stesso comune, si può chiedere una riduzione del 50% della base imponibile se si concede l’immobile in comodato a parenti in linea retta. Ad esempio genitori e figli.

IMU per coniugi che risiedono in immobili diversi

Decisiva la portata innovativa della sentenza della Corte Costituzionale n. 209, depositata il 13 ottobre 2022, che ha riconosciuto il diritto all’esenzione dall’IMU ai coniugi che risiedono anagraficamente o dimorano abitualmente in immobili diversi. Ciò si applica anche per le unioni civili. La Consulta ha ribaltato l’orientamento della Corte di Cassazione, precisando che in

un contesto come quello attuale, caratterizzato dall’aumento della mobilità nel mercato del lavoro, dallo sviluppo dei sistemi di trasporto e tecnologici, dall’evoluzione dei costumi, è sempre meno rara l’ipotesi che persone unite in matrimonio o unione civile concordino di vivere in luoghi diversi, ricongiungendosi periodicamente, ad esempio nel fine settimana, rimanendo nell’ambito di una comunione materiale e spirituale.

Tra l’altro, la Corte afferma che questa differenza sarebbe una vera e propria discriminazione nei confronti delle coppie di fatto, nei cui confronti invece si applica l”esenzione in casi similari.

Ricordiamo che l’ IMU dovrà essere corrisposta, nonostante sia una prima casa, dai proprietari di prime case di lusso, ovvero appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, A/9, benché si tratti di un’aliquota agevolata.

Elenco completo delle esenzioni IMU

Pagamento IMU, esenzioni 2023
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Molte sono le esenzioni al pagamento dell’IMU:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • gli alloggi sociali;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.
  • specifiche categorie dei terreni agricoli.