La fossa Imhoff è illegale? Cosa sapere dell’alternativa alla classica biologica

Autore:
Giovanna Pica
  • Laurea in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Nei contesti rurali in cui è difficile agganciarsi alla rete fognaria, bisogna trovare delle soluzioni per lo smaltimento delle acque reflue. La vasca Imhoff è una soluzione economica, ma non sempre è a norma di legge. Scopriamo di più su questa soluzione.

La fossa Imhoff è illegale?

Cos’è una fossa Imhoff

Per dirla breve, una fossa Imhoff è un sistema di raccolta delle acque reflue o di scarico.

È costituita da una vasca in cui i solidi si sedimentano sul fondo, mentre i liquidi possono defluire tramite un’apertura posta nella parte superiore.

La vasca Imhoff richiede dunque l’intervento dell’autospurgo, ma con minor frequenza rispetto ad una vasca a tenuta stagna, in quanto da asportare vi saranno solo i sedimenti degli scarichi, mentre i liquidi, che costituiscono la maggior parte delle acque reflue, defluiranno.

Le fosse Imhoff sono pertanto convenienti da un punto di vista economico, sia perché impiantarle ha generalmente un costo più ridotto rispetto ad altre soluzioni di depurazione, sia perché, rispetto alle vasche a tenuta stagna, porta ad un risparmio sui costi di spurgo di lungo termine.

Il problema nasce però dalla dispersione dei liquidi reflui nell’ambiente: se questi defluiscono nel suolo o nel sottosuolo, sono comunque inquinanti e per questa ragione illegali, salvo alcune eccezioni che andiamo a vedere qui di seguito.

La fossa Imhoff è illegale?

Le norme sulla fossa Imhoff

Le fosse Imhoff sono state considerate, già con la Circolare Ministeriale del 1986, impianti di seconda categoria rispetto agli impianti di depurazione, dal momento che queste svolgono solo una depurazione primaria grazie al sistema di sedimentazione e al successivo processo biologico di digestione dei fanghi del refluo.

Le fosse Imhoff riducono solamente del 30-35% il valore del carico inquinante dei reflui e pertanto il D.L 152/99 e il D.Lgs 152/2006 vietano l’utilizzo delle fosse Imhoff salvo in alcuni casi.

In primo luogo, dove è possibile raggiungere le reti fognarie, la legge indica questa modalità come preferenziale.

In linea generale una fossa Imhoff è consentita presso insediamenti civili o produttivi al di sotto dei 50 abitanti con una distanza superiore a 150 metri lineari e con un dislivello superiore a 10 metri dalla pubblica fognatura.

Nel caso non sussistano i parametri di distanza o di dislivello, si ha l’obbligo di allacciarsi alla fognatura comunale.

Queste indicazioni generali, possono variare ed essere più restrittive per le nuove costruzioni, ma possono anche essere differenti da Comune a Comune, essendo le reti idriche, di competenza provinciale.

In molti Comuni sono previsti dei certificati di analisi degli scarichi che dimostrino il rispetto di valori limite dettati dalla legge.

In molti casi, per il principio di precauzione, non essendo spesso possibile sapere se gli scarichi di una Imhoff andranno ad inquinare qualche falda sotterranea, per i reflui ci sarà comunque l’obbligo di depurazione e non saranno ammesse fosse a dispersione.

Chiunque stia dunque valutando la soluzione più adatta alla propria abitazione rurale, non dimentichi di informarsi presso il proprio Comune sulle leggi di regolamentazione locali e tenga conto che qualsiasi fossa Imhoff deve essere preventivamente autorizzata dagli enti di riferimento, a pena di sanzioni importanti per un reato, quello dell’inquinamento ambientale, che è considerato penale.

Le autorizzazioni per l’impianto e l’utilizzo di una fossa Imhoff, pertanto, sono ancora concesse solo in pochi casi, ma hanno comunque una valenza che va dai 2 ai 4 anni e sono pertanto soggette a continui rinnovi.

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