Immobile non accatastato come abitazione: si può affittare?
Si può affittare come casa un immobile non accatastato come abitazione? Questa è la domanda che si pongono in molti, soprattutto se si dispone di uno spazio che nello stato di fatto si presta ad essere abitato, ma non è accatastato con scopo abitativo. Cosa si può fare in questi casi? Ecco cosa dice la legge.
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Quando si ha una casa dove non si abita e la si vuole mettere a reddito, l’affitto è la soluzione migliore. Altrettanto accade quando si è proprietari di garage o negozi, ma bisogna fare attenzione ad affittare ogni immobile in base al suo accatastamento. Questo vuol dire che una casa si deve affittare come casa, un negozio come negozio, e un garage come garage. E se invece si affitta come casa un immobile non accatastato come abitazione, cosa succede? A cosa si va incontro?
Come è facile intuire, questo tipo di affitto non è consentito dalla legge, e locare un immobile che non è accatastato come abitazione, destinandolo proprio a scopo abitativo, può portare a sanzioni amministrative, problemi legali e molto altro, sia per il proprietario dell’immobile che per l’inquilino. Infatti, in ballo non ci sono solo le irregolarità nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ma anche e soprattutto questioni di sicurezza legate all’abitabilità dell’immobile.
Immobile non accatastato come abitazione

Per capire se un immobile si può affittare come abitazione oppure no, bisogna guardare il catasto, e la classificazione a cui appartiene l’immobile stesso. Il catasto non è altro che un registro amministrativo che divide gli immobili in categorie catastali, con la funzione di classificare e descrivere tutti i beni immobili del territorio italiano. La categoria serve ad indicare la destinazione d’uso, ossia lo scopo al quale deve essere destinato l’immobile, e a determinare la base imponibile per calcolare le imposte.
Questo vuol dire che un immobile può essere accatastato unicamente come abitazione, ufficio, negozio, garage, o altro, e che inevitabilmente, non può essere affittato come qualcosa di diverso dalla sua categoria catastale. Per risolvere il problema, la soluzione migliore è, laddove sia possibile, fare un cambio di destinazione d’uso e modificare la categoria catastale, trasformandola in abitativa. Per farlo, bisogna presentare una richiesta all’ufficio catastale competente e una perizia tecnica redatta da un professionista, che certifichi i requisiti strutturali e igienico-sanitari necessari per l’uso abitativo. Una volta ottenuta la modifica, si può procedere tranquillamente ad affittare l’immobile, che sarà a tutti gli effetti una casa.
Sanzioni e conseguenze di un affitto irregolare

Appurato che non si può affittare come casa un immobile non accatastato come abitazione, quando questo tipo di affitto si porta avanti, si rischiano conseguenze sia di carattere economico che legale. Le conseguenze non riguardano unicamente il proprietario, ma anche l’inquilino, nel caso in cui questo sia al corrente dell’irregolarità e la accetti. Nello specifico, quello in cui si può incappare è un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che può a sua volta sfociare in diverse situazioni, di gravità crescente:
- annullamento del contratto di locazione;
- sanzione amministrativa;
- risarcimento all’AdE delle somme non versate;
- problemi legali.
Inoltre, non bisogna dimenticare che in caso di irregolarità, è molto più complicato tutelarsi in caso di disaccordi con l’altra parte. Per esempio, in caso di mancati pagamenti o di problemi generici inerenti l’immobile. Per tutte queste ragioni, è fondamentale conoscere le categorie catastali dei propri immobili e di quelli che si prendono in affitto, e valutare attentamente la loro modifica nel caso se ne abbia bisogno. Facendo un esempio, si può trasformare un C1 in abitazione, e non avere alcun tipo di problema.