Detrazione affitto per gli studenti: solo per i laureandi

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Una specifica che spesso si tralascia quando si parla della detrazione affitto per gli studenti fuori sede, riguarda il tipo di studi che si sta facendo. La detrazione IRPEF del 19% infatti, spetta solamente agli studenti iscritti ad un corso di laurea, e lascia fuori tutti gli iscritti ai corsi post-laurea come master, dottorati e scuole di specializzazione.

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Detrazione affitto per gli studenti: solo per i laureandi
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L’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR contiene una specifica importantissima, che però molto spesso viene totalmente ignorata dagli studenti fuori sede che intendono usufruire della detrazione fiscale del 19% sul canone di affitto. Si tratta di un dettaglio affatto irrisorio, invece, poichè esclude dall’agevolazione tutti gli studenti iscritti a corsi post-laurea, come master, dottorati e scuola di specializzazione. Per poter godere della detrazione si deve essere iscritti ad un corso di laurea.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito questo punto in passato, con la Circolare n.14/E del 19 giugno 2023, e riporta la formula che esclude gli studenti post-laurea dalla detrazione anche nelle istruzioni del modello 730. Nonostante ciò, sono ancora in molti a rimanerne sorpresi, e a sperare in una detrazione che non può arrivare. Non è detta però l’ultima parola, ecco perchè.

Detrazione affitto per gli studenti

Detrazione affitto per gli studenti: solo per i laureandi
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Gli studenti fuori sede sono tra le categorie più fragili dal punto di vista economico, poichè si trovano a fronteggiare città che non sono le loro, spese alle stelle e una vita universitaria. Per supportarli nel percorso di studi, da qualche anno è stata istituita una detrazione IRPEF del 19% sul canone di locazione annuo, di cui possono usufruire. Non tutti però, perchè l’art. 15, comma 1, lett. i-sexies del TUIR specifica che gli unici beneficiari sono gli iscritti a un corso di laurea. Questi possono ottenere la detrazione a fronte di un contratto di locazione standard, ma non solo:

  • contratti secondo la legge n. 431/1998,
  • contratti di ospitalità,
  • atti di assegnazione con enti per il diritto allo studio, università, collegi legalmente riconosciuti, enti no profit o cooperative.

Un altro requisito per ottenere la detrazione riguarda il comune in cui si studia, che deve distare almeno 100 km dal comune di residenza e trovarsi in un’altra provincia. Infine, la detrazione si calcola su un tetto di spesa di 2.633 euro annui.

Corsi post-laurea

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Nella circolare n. 14/E del 19 giugno 2023 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione non spetta agli studenti che frequentano corsi post-laurea quali master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione. Per loro, che quindi non possono usufruire di questa agevolazione, non è previsto nulla? La Risoluzione n. 11/E del 17 febbraio 2010 dell’AdE ha concesso loro di detrarre, sempre al 19%, le spese di iscrizione ai dottorati di ricerca. Non proprio la stessa cosa, ma meglio di niente.

Un’ulteriore specifica riguarda chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Da quest’anno infatti, grazie alla Legge di Bilancio, è stato introdotto un tetto complessivo alle detrazioni al 19%, tra cui rientra anche l’affitto degli studenti fuori sede. Si tratta di un limite cumulativo che opera sommando tutte le detrazioni al 19% spettanti ai contribuenti che hanno un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro.

I dottorandi, quindi, non hanno nulla da fare se non sfruttare quanto gli è concesso, e barcamenarsi come possono nel difficile mercato delle locazioni in Italia, dove anche una stanza singola nelle principali città universitarie è arrivata a costare quanto un intero appartamento.

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