Condominio: parti comuni da dichiarare nel 730


Dichiarazione dei redditi e condominio: come e quando dichiarare i redditi per le parti in comune. Differenza fra rendita catastale e locale affittato. Quota limite di €25,82.

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Con l’avvicinarsi delle scadenze fiscali, spesso ci si pone la questione se tutto è in regola con le carte, le documentazioni ed i relativi pagamenti da consegnare al commercialista od al sostituto d’imposta per eseguire in maniera corretta la dichiarazione dei redditi.

Fra i documenti da recuperare ed avere a portata di mano, nel caso in cui si abita in un condominio, può esserci la ricevuta dell’affitto per la quota parte di un locale comune come la portineria od una stanza adibita a magazzino per un negozio sito nei pressi del palazzo.

Vediamo allora come comportarsi nel caso in cui si è proprietari di un immobile in un palazzo in cui vi siano uno o più locali di proprietà del condominio e quale sia il comportamento corretto in fase di dichiarazione dei redditi.

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Cosa sono le parti comuni di un condominio

L’articolo 1117 del codice civile non specifica in maniera netta e chiara quali siano le parti comuni di un edificio. Il legislatore si limita infatti ad indicare con tale termine le parti, locali, box, giardini, che sono di proprietà comune tra tutti i condomini.

Pertanto, salvo specifiche disposizioni al momento di redigere l’atto d’acquisto di un immobile sito nell’edificio, ciascun condomino può essere considerato proprietario del locale comune in quota parte, secondo i millesimi di proprietà.

In maniera esemplificativa, si possono indicare come parti comuni di un edificio:

  • parti relative alla struttura dell’edificio, come suolo, fondamenta, tetti, scale, portone d’ingresso, etc
  • locali destinati a servizi in comune, come portineria, lavanderia, etc
  • opere, installazioni e manufatti per uso e godimento in comune come ascensori, impianti gas, pozzi, cisterne, etc

Parti comuni di un condominio: legge in vigore

Essere proprietari di parti comuni di un condominio, prevede un determinato comportamento al momento della dichiarazione dei redditi. Più precisamente, le istruzioni del modello 730 indicano, in materia di Redditi da proprietà condominiali, la seguente norma:

  • I locali per la portineria, l’alloggio del portiere e gli altri servizi di proprietà condominiale che hanno una rendita catastale autonoma devono essere dichiarati dal condomino solo se la quota di reddito che spetta per ciascuna unità immobiliare è superiore a 25,82 euro. L’esclusione non si applica per gli immobili concessi in locazione e per i negozi.

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Parti comuni di un condominio: cosa dichiarare

Pertanto, in base alla funzione a cui viene adibita la parte in comune e conosciuto l’importo, si può procedere a regolarizzare la propria posizione al momento della dichiarazione dei redditi.

Per semplificare, facciamo diversi esempi per meglio comprendere.

Locale adibito ad appartamento sfitto

Capita sempre più spesso nei palazzi che un locale, in genere l’ex portineria o guardiola, venga trasformata in piccolo appartamento per poi essere dato in affitto.

Nel caso in cui l’appartamento sia sfitto, occorre verificare l’importo della rendita catastale.

  • Rendita catastale complessiva pari a €1000, millesimi del condomino pari a 20, quota parte di rendita pari a €20: in questo caso non occorre dichiarare nulla in quanto inferiore a €25,82
  • Rendita catastale complessiva pari a €1000, millesimi del condomino pari a 50, quota parte di rendita pari a €50: in questo caso occorre procedere ad inserire in dichiarazione dei redditi l’intero importo di €50 (quota parte), in quanto superiore a €25,82.

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Locale adibito ad appartamento affittato

Analizziamo ora la casistica prevista in caso di locale regolarmente affittato.

  • Affitto annuale complessivo pari a €2000, millesimi del condomino pari a 10, quota parte di affitto pari a €20: in questo caso occorre dichiarare l’intero importo di €20 (quota parte), in quanto il limite di €25,82 non scatta quando l’immobile è concesso in locazione

Locale adibito a negozio sfitto

  • Affitto annuale complessivo pari a €1500, millesimi del condomino pari a 10, quota parte di affitto pari a €15: in questo caso occorre dichiarare l’intero importo di €15 (quota parte), in quanto il limite di €25,82 non scatta quando l’immobile è concesso in locazione per un’attività commerciale.
Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger

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