Cattivi odori provenienti dal vicino: ecco come difendersi

Cosa fare in caso di cattivi odori propagati dall’abitazione del vicino? In che modo è possibile limitare, ridurre o far cessare in toto tali molestie?

Cattivi odori provenienti dal vicino: ecco come difendersi
pentola che bolle

Emissioni di fumo, gas o vapori ed altri odori acri provenienti dall’abitazione del proprio vicino di casa, provocano uno stato di ansia e rovinano la qualità della vita.

Tali immissioni costituiscono molestie a danno del vicino in un condominio alla stregua dei rumori.

Alla base della tutela dalle immissioni rumorose o dalle esalazioni di cattivi odori, figura esserci il criterio della soglia della tollerabilità.

Quando si supera tale soglia, si configura la molestia quale atto in grado di oltrepassare il limite della sopportazione.

Ed allora, in tal caso, ci si chiede cosa fare quando fumo ed odori molesti provenienti dalla casa del proprio vicino, obblighino a denunciare il fatto per getto pericoloso di cose.

Fumi e cattivi odori: cos’è la soglia di tollerabilità

Cattivi odori provenienti dal vicino: ecco come difendersi
spray anti odori

Le regole che disciplinano le immissioni di rumori dall’abitazione del vicino, invero, sono le stesse che valgono e risultano essere applicate per i fumi ed i cattivi odori.

Alla base della doglianza sussiste l’onere in capo al singolo di dimostrare che tali immissioni di fumi ed odori acri abbiano superato la normale tollerabilità stabilita dalla legge.

Sussiste in tal senso una “soglia legale della puzza”, da valutare per ogni singolo caso specifico.

Ad esempio, diventa intollerabile, il motore acceso nel cortile condominiale, poiché il fumo tende a salire immediatamente verso l’alto e con lo stesso l’odore irrespirabile rilasciato dal combustibile.

In tal modo la puzza di benzene rende irrespirabile l’aria per il vicino.

Tra i fumi irrespirabili che superano la normale tollerabilità stabilita dalla legge, vi rientra anche la puzza di frittura, a tutti gli effetti, costituente un’emissione olfattiva in grado di molestare le persone.

Immissioni e fumi acri: quando costituiscono reato?

Il fumo o l’immissione acre provenienti dall’abitazione del vicino, costituiscono un comportamento molesto tale da spingere la vittima a sporgere denuncia – querela, quando configurino il reato di getto pericoloso di cose.

In particolare, il codice penale punisce chiunque getti o versi, in luogo di transito pubblico o privato, cose volte ad imbrattare o molestare persone ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provveda a generare emissioni di gas, vapori e fumo da cui generino effetti lesivi della salute.

Il reato suddetto è previsto e punito per la tutela dell’incolumità pubblica.

Il criterio alla base della punibilità del fatto che costituisce reato, è dato dal superamento della soglia di tollerabilità dei fumi ed odori sgradevoli.

Il superamento della soglia di tollerabilità, che si diversifica di caso in caso, scatta in relazione ai criteri stabiliti dal codice civile ed è determinato dalla ripetizione del comportamento molesto, tale da determinare un’alterazione delle abitudini quotidiane ed, altresì, fortemente lesivo della salute altrui.

In primo luogo, la vittima di fumi ed odori cattivi potrà diffidare il reo dal tenere in futuro il medesimo comportamento al fine di procedere da parte di quest’ultimo al cosiddetto “pentimento operoso”.

Il reato perseguito dalla legge rientra tra quelli di pericolo, costituendo tali immissioni e fumi, un pericolo potenziale all’incolumità e la salute pubblica.

La Corte di Cassazione, in materia, ha statuito che si ha getto pericoloso di cose anche in presenza di puzza o altri odori molesti provenienti dal ristorante. Non rileva il fatto che l’impianto di areazione del locale sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera e sia rispettoso dei relativi limiti visto che non esiste una normativa statale che preveda disposizioni specifiche – e, quindi, valori soglia – in materia di odori.

La vittima di odori e fumi acri, potrà dimostrare la molestia generata dagli stessi, sulla base dell’ausilio di strumenti tecnici o sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai testimoni secondo oggettività e certezza senza andare in contro a rilievi soggettivi o giudizi tecnici privi di fondamento.