Bonus sicurezza 2025: cos’è e come richiederlo

Autore:
Davide Bernasconi
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Bonus sicurezza: come sfruttare nel corso del 2025 la detrazione fiscale del 50% sull’IRPEF per i costi sostenuti per garantire la sicurezza di un’abitazione. Cosa rientra nel bonus sicurezza? Quando scade? Come richiederlo? Scopriamolo insieme. 

Porta blindata
Nenad Maric: Pixabay

Confermato anche per i 2025 la possibilità di sfruttare il Bonus sicurezza, l’agevolazione fiscale rivolta a chi ha intenzione di mettere in sicurezza la propria abitazione. La sicurezza domestica è una questione sempre caldissima e che vede sempre più i cittadini preoccupati, a seguito dell’aumento dei furti in casa oltre al fatto che l’età media della popolazione è sempre più alta e non di rado gli anziani vivono soli in casa.

Ma in cosa consiste precisamente? Si tratta di una la detrazione per installare i dispositivi antifurto in casa e che rientra nel bonus casa.

Può essere richiesta dai proprietari di abitazioni, di unità immobiliari e dai locatari che effettuano interventi di sicurezza nell’unità immobiliare in cui risiedono. Diamo un’occhiata a cosa comprende nel dettaglio e qual è il limite massimo di spesa.

Cos’è e cosa rientra nel bonus sicurezza?

Sistema d'allarme
Wolfgang Vogt: Pixabay

Si tratta di una detrazione del 50% su una spesa massima di 96mila euro sostenuta per installare o rifare all’interno di un appartamento, impianti di allarme, citofoni, saracinesche, porte blindate o sistemi antintrusione.

La spesa deve essere sostenuta entro il 31 dicembre 2025 ed è relativa all’installazione ed alle spese accessorie, come costi di progettazione, consulenza, pratiche amministrative.

La detrazione del 50% viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Nel caso di interventi legati alla seconda abitazione, l’aliquota di detrazione scende al 36%.

Nel dettaglio, il bonus sicurezza può essere richiesto per:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • apposizione di saracinesche
  • tapparelle metalliche con bloccaggi
  • vetri antisfondamento
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Quando termina il bonus sicurezza?

La detrazione fiscale è valida per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025.

Come richiedere il bonus sicurezza?

Per richiedere l’agevolazione è necessario che i pagamenti vengano effettuati con bonifico bancario o postale parlante, ovvero contenente tutti i dati atti a dimostrare che la spesa è legata proprio all’impianto.

Il soggetto che esegue il pagamento deve coincidere con chi ha richiesto i lavori di messa in sicurezza dell’immobile. Nella causale vanno inserite le seguenti informazioni:

  • Causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);
  • Numero, data e totale della fattura;
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • Codice fiscale o numero di partita Iva della ditta che esegue i lavori.

Dove inserire nel 730 il bonus sicurezza?

La detrazione per l’impianto di allarme prevista dal bonus sicurezza rientra tra le spese di ristrutturazione e andrà inserita nella Sezione III A del 730, “Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per misure antisismiche e bonus verde”.

Bonus sicurezza 2025: foto e immagini